{"id":109,"date":"2014-02-21T15:39:06","date_gmt":"2014-02-21T14:39:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/2014\/02\/21\/i-tanti-nomi-della-porta-di-monteguatiani\/"},"modified":"2014-02-21T15:39:06","modified_gmt":"2014-02-21T14:39:06","slug":"i-tanti-nomi-della-porta-di-monteguatiani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/i-tanti-nomi-della-porta-di-monteguatiani\/","title":{"rendered":"I tanti nomi della porta di Monteguatiani"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><strong>di Augusto Codogno <\/strong><br \/>SIENA. Nel tratto di mura che da Porta Camollia scende verso San Lorenzo (l&rsquo;attuale Via Don Minzoni), si apriva, a poca distanza, la cosiddetta &ldquo;Porta di Monte Guatiani&rdquo;. Questa antica porta la troviamo in diversi documenti nominata anche come &ldquo;Portam Montis Guathiani&rdquo;, &ldquo;Monteguaitano&rdquo;, &ldquo;Monteguastani&rdquo;, &ldquo;Monte Guattaio&rdquo;, &ldquo;Monte Grattiano&rdquo;, &ldquo;Monte Grattiani&rdquo;.<br \/>Questo varco &egrave; ancora visibile, nonostante sia tamponato a mattoni ormai da centinaia di anni, sulla cresta (in senese greppo) sovrastante il piccolo parcheggio lungo le mura che scendono da Camollia. A poca distanza, ma pi&ugrave; a sud, in situazione simile, si vede anche l&rsquo;antica Porta di Campansi, di cui parleremo in un&rsquo;altra puntata.<br \/>La Porta di Monteguatiani &egrave; nominata fin da met&agrave; del 1200 e nel 1310, compare addirittura nel &ldquo;Constituto Volgarizzato&rdquo;, nel quale si ordina per essa, una delle tante risistemazioni o &ldquo;racconci&rdquo;. Era quindi importante per il Comune di Siena perch&eacute;, come si evince dallo stesso documento, era la via per il quale si transitava per andare o venire dal Valdarno e dal Casentino  ed era di utilit&agrave; per gli uomini che vi transitavano con bestie e grascia. Da qui dunque, si scendeva a valle in modo abbastanza ripido o forse con qualche tornante per limitarne la scoscesit&agrave;. Da questa porta si raggiungeva anche la Fonte di Malizia (citazione di M. Ascheri) che fu detta appunto, in diverse carte, &ldquo;Fontem Monte Guaitai&rdquo;. La strada che dall&rsquo; interno delle mura, portava al varco, era perpendicolare a Via del Pignattello<br \/>Secondo quanto riportato dallo storico Sigismondo Tizio, la Porta di Monteguatiani si trovava negli orti della Chiesa di Santa Maria delle Grazie &ldquo;Hortis S. Mariae Gratiarum&rdquo;. Questa chiesa, venne cos&igrave; chiamata ai tempi della peste del 1348, in onore della &ldquo;Vergene difenditrice della citt&agrave;&rdquo;. La chiesa venne poi in seguito titolata a Maria Maddalena Penitente e poi a Maria Santissima del Rosario di Pompei.<br \/>Sicuramente, l&rsquo;origine della chiesa di Santa Maria delle Grazie, ed il contiguo &ldquo;Spedale&rdquo; sono collegabili con la sostanziosa divulgazione dell&rsquo;adorazione di un vicinissimo tabernacolo mariano. Abbiamo notizia infatti, che gi&agrave; a met&agrave; del Duecento, esisteva non lontano dalla porta, (e quindi dalla chiesa e dallo &ldquo;spedaletto&rdquo;), un piccolo trittico &ldquo;a sportelli&rdquo;, di cui ignoriamo l&rsquo;autore. Si trattava di un lavoro in avorio su legno ed era entrato, a causa di molte grazie e miracoli, in devozione alla popolazione. La leggenda narra che fu rubato da un pellegrino francese di passaggio, ma che dopo qualche mese, la sacra immagine torn&ograve; miracolosamente al suo posto vicino a Porta Monte Guatiani.<br \/>Durante la peste del 1348, la piccola madonna fu oggetto di continui pellegrinaggi da parte di senesi che provenivano anche da altri rioni della citt&agrave;. Questo trittico miracoloso, esiste ancora oggi ed &egrave; ubicato nella chiesa di San Pellegrino alla Sapienza. Sempre dal Tizio, veniamo a sapere che nel 1355, la custodia di questa porta era demandata alla &ldquo;Societatis Mansionis Templi&rdquo;, e quindi al popolo della &ldquo;Magione del Tempio&rdquo; (Chiesa di S. Pietro in Camollia), ma, qualche anno prima, viene anche citata una vera e propria &ldquo;Compagnia&rdquo; denominata &ldquo;di Monteguastani e Fontegiusta&rdquo;.Secondo la Cronaca Senese di Andrea Dei, continuata da Agnolo di Tura e riportata anche dal Gigli, questa porta fu poi murata dal Comune di Siena nel 1368, ai tempi del Governo dei Dodici e della sua divisione nelle due fazioni dei &ldquo;Caneschi&rdquo; e dei &ldquo;Grasselli&rdquo;.<br \/>La Porta di Monteguatiani fu dunque importante e strategica per la parte nord della citt&agrave;, sia perch&eacute; privilegiava i traffici provenienti dalla Valle di Malizia e Riluogo, e quindi dalla via che portava in Valdarno, sia perch&eacute; collegata direttamente con la Porta di Pescaia da una via interna che tagliava via del Pignattello e via di Camollia. In sostanza fu anche una scorciatoia per chi si doveva recare da est a ovest della citt&agrave; o viceversa. La sua altezza poi, ne facilitava la difesa.<br \/>Portandosi fisicamente sul posto, davanti all&rsquo;arco e alla tamponatura, si notano ancora i resti dell&rsquo;antica e ripida strada che si doveva percorrere per arrivarci. Questa carreggiata, ora interrotta perpendicolarmente da Via Don Minzoni,  sembra, traversato l&rsquo;asfalto, riprendere in precisa corrispondenza con un altro tratto di selciato il quale oggi scende verso un podere posto proprio davanti ad essa.<br \/>Basta un occhio non particolarmente &ldquo;da specialista&rdquo; per affermare che, per fattezze e direzione, potrebbe essere parte del proseguimento dell&rsquo;antico tracciato ora scomparso.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Nel tratto di mura che da Porta Camollia scende verso San Lorenzo (l&rsquo;attuale Via Don Minzoni), si apriva, a poca distanza, la cosiddetta &ldquo;Porta di Monte Guatiani&rdquo;. 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