{"id":107,"date":"2014-02-14T19:15:01","date_gmt":"2014-02-14T18:15:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/2014\/02\/14\/il-torrazzo-e-lantiporto-di-camollia\/"},"modified":"2014-02-14T19:15:01","modified_gmt":"2014-02-14T18:15:01","slug":"il-torrazzo-e-lantiporto-di-camollia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/il-torrazzo-e-lantiporto-di-camollia\/","title":{"rendered":"Il Torrazzo e l&#8217;Antiporto di Camollia"},"content":{"rendered":"<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>di Augusto Codogno<\/strong> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">SIENA. Abbiamo parlato nella scorsa puntata di Porta Camollia, gi&agrave; testimoniata nel 1082 da un documento appartenuto all&rsquo;Abbazia Vallombrosana di Passignano. Ma non fu la sola porta che a nord si incontrava percorrendo la francigena per entrare in citt&agrave;. Nei secoli successivi, furono costruite, sempre per motivi difensivi, altre due porte collegate alle mura pi&ugrave; antiche con castellacce che, nel cinquecento, divennero dei veri e propri fortini. Fu quasi un epilogo naturale proteggere il lato pi&ugrave; a nord della citt&agrave;, visto che da sempre, i maggiori problemi militari erano dati dalla inimicizia con Firenze, la rivale storica. Questi altri due varchi, che erano anch&rsquo;essi delle vere e proprie porte, furono: il Torrazzo di Mezzo e l&rsquo;Antiporto.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Il Torrazzo di Mezzo<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Era situato tra Porta Camollia e l&rsquo;Antiporto ed era gi&agrave; esistente nel 1258. Accanto a questa porta era la Chiesa di San Basilio con il suo antico ospedale. Il luogo non dovrebbe discostarsi molto dall&rsquo;attuale incrocio dove oggi comincia Via Ricasoli, in quanto, in alcuni antichi dipinti, la vediamo ad un centinaio di metri dalla colonna (cippo) che sta tra essa e l&rsquo;Antiporto. Questa colonna riporta l&rsquo;iscrizione dell&rsquo; incontro avvenuto il 7 Marzo del 1451 tra l&rsquo;Imperatore Federigo III e la sua sposa Eleonora di Portogallo, condottagli dall&rsquo; allora Vescovo di Siena (poi diventer&agrave; Papa col nome di Pio II), Enea Silvio Piccolomini<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>L&rsquo;Antiporto di Camollia<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">E&rsquo; la porta pi&ugrave; esterna della citt&agrave; e fu detta anche &ldquo;Portone o Portone dipinto&rdquo;, ma per tutti noi contemporanei &egrave; &ldquo;l&rsquo; Antiporto di Camollia&rdquo;. Secondo la cronaca di Paolo di Tommaso Montauri,  si cominci&ograve; a costruirlo nel 1270, al tempo del Podest&agrave; Conte Guido Novello, quando i Guelfi ruppero nuovamente la pace e cacciarono da Siena i Ghibellini e <em>&ldquo;furono guaste le case de&rsquo; Salvani di Siena, ch&rsquo;erano con altre loro case preso la chiesa di San Cristofano (<\/em>per intenderci, ad oggi, &egrave; la zona che da Piazza Tolomei scende a Provenzano<em>), e de le pietre se ne f&egrave; la Porta a Camolia di fuore e mensi drento el prato a Camolia e chiamasi la porta Goltapalazi&rdquo;<\/em><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Naturalmente questo toponimo lo possiamo leggere come &ldquo;Voltapalazzi&rdquo;, ma nessun altro documento a me conosciuto la chiama in questo modo. In realt&agrave;, probabilmente si tratt&ograve; di un ingrandimento perch&eacute; nei libri della Biccherna, alla data 1259 risulta che <em>&ldquo; Johannis, Guiduccio et Jacobo Ballionis positis ad facendum fieri anteportam de Camolia, et pro eis recepit Ranierus Bastugi corum camerarius&rdquo;<\/em>e, sempre nello stesso anno, nel Libro XX si dice che &ldquo;<em>magistro Benecacie Gratiani pro pretio duorum  miliariorum lapidum conciatorum quos dare debet dicto Comuni, ut apparet in carta facta manu Ugolini notari<\/em> (AAS Biccherna ad annum, Libro del Camerlingo D, cc. 18 v49 v, c.12v)<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Una curiosit&agrave; che &egrave; sempre stata legata al nostro Antiporto &egrave; quella secondo la quale vi sia stato dipinto un affresco da parte di Simone Martini. Due petizioni, una del 14 Giugno 1348 e l&rsquo;altra del 31 Luglio 1360 testimoniano che, contrariamente a quanto creduto, non &egrave; mai esistito alcun affresco del grande maestro, in quanto il celeberrimo artista mor&igrave; in Avignone nel 1344. L&rsquo;opera tra l&rsquo;altro, ebbe termine nel 1361. Successivamente vi lavor&ograve; Alessandro Casolani (1552-1606) che vi dipinse una Madonna contornata dai Santi Bernardino e Caterina.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Nel 1699 Giuseppe Nasini dipinse in questo grandioso portico una specie di foresta magica con i rami delle piante che, intrecciandosi, andavano a formare dei cerchi all&rsquo;interno dei quali l&rsquo;artista dipinse gli stemmi delle 17 Contrade. Nonostante i bombardamenti del 1944 ed i notevoli danni subiti, questi stemmi delle contrade sopravvissero, ma quel che non aveva danneggiato la guerra lo fece l&rsquo;uomo. Con un restauro &ldquo;poco appropriato&rdquo; di non molti anni fa, questi disegni furono definitivamente cancellati.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Il Borgo e i dintorni di Porta Camollia<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Una quantit&agrave; di chiese, monasteri e ospedali pullulavano la zona intra ed extra Porta Camollia, ma di questi luoghi ci limiteremo ad indicarne l&rsquo;esistenza e poco pi&ugrave;, perch&eacute; il tutto sta riguardando una mia ricerca sugli antichi &ldquo;spedali senesi&rdquo; e l&rsquo;argomento &egrave; troppo vasto per essere affrontato al momento. Sollevandomi dal parlare delle chiese pi&ugrave; conosciute, come la Chiesa di <strong>San Pietro alla Magione, <\/strong>antichissima &ldquo;mansiones&rdquo; prima dei Templari e poi, dopo il 1312, degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme, o come la Chiesa dei santi Vincenzo ed Anastasio, quella di S. Andrea, quella di S. Stefano alla Lizza, accenner&ograve; brevemente di altri edifici meno conosciuti, se non addirittura scomparsi.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">L&rsquo;elenco sar&agrave; veramente &ldquo;stringato&rdquo;:<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Ospedale di San Niccol&ograve;<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Questo &ldquo;spedale&rdquo;, secondo alcune fonti fu fondato dalla famiglia Gucci de&rsquo; Sirj dirimpetto alla Chiesa di S. Pietro alla Magione. Secondo il macchi esisteva gi&agrave; nel 1278.  Nel 1408 fu ceduto al Beato Stefano Agazzari istitutore dei Canonici Regolari detti &ldquo;Scopettini&rdquo;, che poi l&rsquo;abbandonarono e lo vendettero ad un certo Cosimo, sacerdote che poi lo diede ai Padri Domenicani (Cronache del Tizio)<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Ospedale e Chiesa di Santa Lucia de&rsquo; Fabbri<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Questa chiesa con annesso &ldquo;spedale&rdquo; era &ldquo;a lato alla Parrocchiale di S. Andrea in Camollia&rdquo;. Secondo alcune cronache vi si ricoveravano &ldquo;i bastardi della nobilissima antica famiglia de&rsquo; Salimbeni&rdquo; e fu fondato nel 1290.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Ospizio di Piero Fastello<\/strong>, detto anche di <strong>Fontebecci<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Eretto nei pressi di Peragna (con il medesimo nome anche oggi esiste una strada) fu fin dall&rsquo;antichit&agrave; dipendente dall&rsquo;Abbazia Vallombrosana di Passignano ed era il pi&ugrave; lontano &ldquo;extra porta Camollia&rdquo;. Fu eretto vicino a una chiesa titolata a S. Antonio da Pietro Fastello, figlio di Gherardo che, nel 1123, con il consenso di sua moglie Bellica lo don&ograve; ai vallombrosani di Passignano. <\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Chiesa di San Basilio<\/strong>,<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Nota fin dal 1002 (ASF Carte di Passignano 28\/04\/1002), era ubicata presso il Torrazzo a met&agrave; strada tra Porta Camollia e l&rsquo;Antiporto, grossomodo dove oggi inizia via Ricasoli. Dopo i Vallombrosani fu sottoposta ai canonici del Duomo, ma fu distrutta nel 1554 a causa della guerra.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Ospizio o Spedale di San Basilio detto anche &ldquo;di citto&rdquo;<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Eretto prima del 1054 vicino alla chiesa con lo stesso nome. Da una pergamena di Passignano,  sappiamo infatti che &ldquo;ad annum&rdquo; era gi&agrave; esistente in luogo detto &ldquo;Piscina&rdquo;, che era vicino alla chiesa di San Basilio e che era &ldquo;ante via et strata romea&rdquo;, quindi sulla francigena. Lo Spedale nacque come Ospizio &ldquo;pei poveri e pei pellegrini&rdquo;. Altra testimonianza nel Dicembre 1067. <\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Veniva detto anche &ldquo;Spedale di Citto&rdquo; perch&eacute; tale &ldquo;Citto&rdquo; ne fu Rettore per moltissimi anni e dopo di lui i suoi figli. Secondo alcuni Citto era della famiglia degli Azzolini, mentre secondo altri fu figlio di Donna Lambertesca dei Malavolti (meno probabile). Di certo, nel 1094, lasci&ograve; molti beni al detto Spedale.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Chiesetta di S. Agnese<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Vicina a quella di S. Basilio era gi&agrave; in funzione nel 1130<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Chiesa e Ospizio dei Santi  Vincenti e Niccol&ograve;<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Furono entrambi donati ai Vallombrosani nel 1086 dal fondatore, tal Bernardo di Baroncello che aveva costruito e ubicato questi edifici pii nel borgo di Camollia, sulla &ldquo;strata romea&rdquo;, in un luogo chiamato in quei tempi &ldquo;a capo di vigna&rdquo;. Non sappiamo se questo spedale sia lo stesso S. Niccol&ograve; che era davanti alla Magione.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Oratorio di S. Niccol&ograve;<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Eretto vicino all&rsquo; Ospedale dei SS Vincenzo e Niccol&ograve; nel 1144 <\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Ospedale di S. Croce in Jerusalem<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Secondo alcune fonti fu eretto nel 1296 da Ser Torello di Baccelliere ed era ubicato uscendo da Porta Camollia sul lato destro tra il Torrazzo e la Porta Medesima.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Secondo le cronache  di Neri di Donato, invece, nel 1368 morirono &ldquo;Ser Turello e Monna Baldessa, i quali erano entrambi Rettori dello Spedale di Santa Croce a Porta Camollia&rdquo;. Probabilmente con il nome di &ldquo;Turello&rdquo;, sono esistiti entrambi i personaggi. Se non v&rsquo;&egrave; certezza dell&rsquo;anno esatto della sua fondazione, non ci sono invece dubbi sulla sua ubicazione.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Il luogo era chiamato &ldquo;Doccia&rdquo; e nelle vicinanze si scendeva ad una fonte di cui si parla anche nel 1290 nello &ldquo;Statuto dei Domini Viarii&rdquo;. Nel 1700 il &ldquo;Parco di Doccia&rdquo;, era del Conte Pieri.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">La Confraternita o Compagnia notturna denominata &ldquo;San Girolamo sotto lo Spedale&rdquo;, nata intorno al 1428, uffici&ograve; anticamente &ldquo;nello Spedale di Santa Croce che era come dice il Gigli fuori di Porta Camollia ove era una piccola chiesa fra le due porte&rdquo;.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Cappella del Santo Sepolcro<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Accanto all&rsquo;Ospedale di S. Croce in Jerusalem. Nel  1603, ad opera del Cav. Francesco Vanni fu riedificato un Oratorio del S. Sepolcro<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Monastero delle Rinchiuse di Santa Maria dell&rsquo;Ordine di San Damiano<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Indicato come presso la Porta di Camollia, fu beneficiato nel 1250 (Archivio Riformagioni, Aprile) di alcune indulgenze da Papa Innocenzo IV, con bolla diretta ai fedeli emanata dalla citt&agrave; di Lione.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Convento di S. Antonio di Vienna<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Contiguo all&rsquo; Ospedale di S. Croce e alla Cappella del Santo Sepolcro era questo convento dei Padri Armeni (detti anche Armini) e fu edificato nel 1308. Secondo alcune fonti questi frati attendevano o, lo fecero per alcuni anni, anche all&rsquo;ospedale di Santa Croce di Gerusalemme a loro vicino.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Convento delle suore di Santa Maria Novella<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Era un monastero dell&rsquo;Ordine Camaldolese vicinissimo a quello dei frati armeni (S. Antonio) e sembra che sia nato nel 1297 quando, alcune suore vi si trasferirono da S. Giusto alle Monache presso l&rsquo;Arbia per assistere gli ammalati del vicino Ospedale. Esse furono abolite nel 1493 e riunite a quelle di S. Prospero. <\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Spedale di Santa Barbara dei Bandinelli<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Ne sappiamo ben poco se non che nel 1486 risultava &ldquo;deperito&rdquo; e che era vicino all&rsquo; Ospedale di Citto, quindi alla chiesa di San Basilio e al Torrazzo di Mezzo.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Cappella della Visitazione<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Era ubicata sul lato sinistro di Porta Camollia, ma fu atterrata perch&eacute; pericolante nel 1575.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Chiesina della Visitazione<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Secondo alcune fonti era accanto allo Spedale di San Niccol&ograve; che a sua volta era quasi di fronte alla Magione.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Cappella di San Bernardino<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Eretta appena fuori dall&rsquo; Antiporto nel 1498 da Alessandro Mirabelli, rimase incendiata nel 1554. Dal 1685 fu la sede della Confraternita di San Bernardino che aveva officiato fino al 1590 nella Basilica dell&rsquo;Osservanza.<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Chiesa e Monastero di Santa Petronilla<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Ora solo chiesa parrocchiale, ma nel 1219 sede di un monastero femminile di suore Francescane. Nel 1442 ospit&ograve; il Papa Eugenio IV con tutto il suo seguito, che vi rimase per sei mesi. Sembra che anch&rsquo;esso fu demolito per causa della guerra del 1553-1555<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"><strong>Monastero della Concezione<\/strong><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\"> <\/span><\/div>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;line-height: 100%;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 8pt\">Era un monastero di clausura femminile sotto la regola di S. Agostino ed era &ldquo;contiguo&rdquo; alla Piazza detta de&rsquo; paparoni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times\"> <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Augusto Codogno SIENA. Abbiamo parlato nella scorsa puntata di Porta Camollia, gi&agrave; testimoniata nel 1082 da un documento appartenuto all&rsquo;Abbazia Vallombrosana di Passignano. Ma non fu la sola porta che a nord si incontrava percorrendo la francigena per entrare in citt&agrave;. Nei secoli successivi, furono costruite, sempre per motivi difensivi, altre due porte collegate [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":108,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[99,96,78,98,2],"class_list":{"0":"post-107","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-cronache-dal-medioevo","8":"tag-antiporto","9":"tag-camollia","10":"tag-mura","11":"tag-prte","12":"tag-siena"},"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ilcittadinoonline.it\/cronache-dal-medioevo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}