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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Terre di Siena 2020: le idee per il territorio nel futuro

Impresa culturale creativa, green economy, welfare community e servizi di ingegneria avanzata

SIENA. Rileggere lo sviluppo delle Terre di Siena guardando al 2020 attraverso un piano strategico che punta su impresa culturale creativa, green economy, life sciences, welfare community e servizi di ingegneria avanzata. E’ stato questo l’obiettivo del convegno “Terre di Siena 2020: strategie di sviluppo” promosso oggi, venerdì 28 marzo dalla Provincia di Siena per riflettere sulle sfide che il territorio dovrà affrontare per crescere all’insegna della sostenibilità e dell’inclusività sociale, partendo dalle best practices promosse in questi anni. All’iniziativa, coordinata dal giornalista Alessandro Lorenzini, hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Provincia, Simone Bezzini; il direttore generale della Fondazione Musei Senesi, Luigi Di Corato e il direttore generale di Fondazione Toscana Life Sciences, Andrea Paolini. Accanto a loro sono intervenuti anche gli assessori provinciali allo sviluppo economico, Tiziano Scarpelli, allo sviluppo rurale e turismo, Anna Maria Betti e all’ambiente, Gabriele Berni che hanno portato un contributo sui progetti di sviluppo del territorio promossi negli ultimi anni – da Terre di Siena Creative a Terre di Siena Green fino a Siena Carbon Free – tracciando un bilancio del lavoro svolto e definendo le linee guida per il futuro che si basano su innovazione, ricerca, valorizzazione delle eccellenze e messa a sistema con un coinvolgimento crescente e diretto di tutti i soggetti coinvolti.

“Abbiamo scelto di elaborare questo piano strategico che guarda al 2020 – ha spiegato il presidente della Provincia di Siena, Simone Bezzini – perché il nostro territorio, in un momento complesso come questo, ha bisogno di una visione di lungo periodo che delinei una strategia di rilancio, di sviluppo e di riscatto. La crisi generale, insieme alle difficoltà locali, rischiano, infatti, di produrre una sorta di avvitamento e di chiusura che è necessario contrastare. Le politiche di sviluppo locale, se interpretate in una chiave di forte apertura e innovazione, possono ancora svolgere una funzione fondamentale, allontanando il rischio di indebolimento e di marginalizzazione dei territori prodotto da una revisione istituzionale che centralizza le politiche sulla dimensione nazionale e regionale e fa venire meno il livello intermedio di coordinamento. Il Piano strategico rappresenta l’eredità che questa Provincia lascia a chi verrà dopo di noi ed è prioritario che, dopo le elezioni amministrative, i sindaci del territorio si dotino di una cabina di regia che metta a punto una strategia fatta di obiettivi condivisi”.

“La crisi si vince attraverso lo sviluppo – ha detto il direttore generale della Fondazione Musei Senesi, Luigi Di Corato – e l’industria creativa può svolgere un ruolo fondamentale, soprattutto se inserita in una rete interdisciplinare e multitematica che dia risposte alle sfide del presente e del futuro. La contaminazione e la programmazione comune diventa la forza con cui guardare al domani, attraverso una cabina di regia condivisa e una crescente partecipazione dei cittadini. In questo contesto – ha aggiunto – assume valore il Distretto culturale, inteso come modalità per rendere il patrimonio culturale funzionale allo sviluppo del territorio e portando avanti la positiva esperienza della Fondazione Musei Senesi, un sistema museale strutturale basato su una gestione integrata del patrimonio diffuso su 43 musei e con 4 siti Unesco, differenziando e innovando le strategie di sviluppo e di promozione. Con tutti questi elementi, la sfida di Siena capitale europea della Cultura 2019 diventa una grande opportunità da cogliere”.

“La qualità dei progetti – ha detto il direttore generale di Fondazione Toscana Life Sciences, Andrea Paolini – fa la differenza, perché è il principale fattore di attrazione di risorse. Gli incubatori, nel loro ruolo di facilitatori, hanno la missione di riconoscere e valorizzare le idee di qualità e trasformarle in impresa”. “L’Europa – ha aggiunto – sta puntando sempre di più sulle piccole e medie imprese come motori di sviluppo e innovazione, perché è ormai appurato che in settori come quello delle scienze della vita le Pmi hanno maggiore capacità di generare ricerca e innovazione rispetto alle grandi. Una sfida che abbiamo raccolto sul territorio e che vogliamo portare avanti guardando al 2020 sostenendo non solo la nascita, ma anche la crescita e il radicamento di impresa innovativa”.

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