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Storie di precari. E il sindacato presenta una vertenza per cento di loro

di Augusto Mattioli

SIENA. Quindici anni. Una professoressa che insegna in una scuola superiore della provincia di Siena per tutto questo tempo ha lavorato da precaria. Cioè senza la sicurezza del posto di lavoro e soprattutto restando nella fascia stipendiale iniziale. Lei fa lo stesso lavoro di un suo collega a tempo indeterminato ma con minori diritti sia per quanto riguarda la retribuzione mensile  sia per gli effetti sulla sua futura pensione. Un’evidente disparità di trattamento su cui la federazione lavoratori della conoscenza della Cgil ha promosso una vertenza nazionale.
Il sindacato si è mosso  sulla base di una sentenza della  Corte di giustizia europea del settembre dello scorso anno che ha riconosciuto ad una donna spagnola che lavora nel settore della sanità il diritto di vedersi valutato il lavoro svolto per il calcolo dello stipendio. La vertenza punta a farsi riconoscere un principio. Quello del pari trattamento.
La vertenza è stata aperta a Siena, da un centinaio di precari le cui richieste sono state depositate questa mattina (4 novembre) all’ufficio provinciale del lavoro.
“Ci auguriamo – dice Gabriele Marini, segretario provinciale della Flc Cgil-.che i tentativi di conciliazione  possano essere accolti positivamente e che in caso di fallimento il giudice del lavoro in seguito possa riconoscere l’equità del trattamento”. L’adesione di cento persone alla vertenza secondo il sindacalista è un dato che deve  far riflettere in una provincia con quaranta scuole.
“Se si pensa – aggiunge Marini – cjhe questi lavoratori che hanno speso energie, e impegnato professionalità domani potrebbero non lavorare più, deve farci ipotizzare che la perdita di tali risorse avrà una ricaduta su tutto il sistema pubblico dell’istruzione e della formazione”. Quello che il Governo di centro destra sembra intenzionato a smantellare. Con i precari, fa sapere il sindacato, si reggono alcune realtà della provincia tenendo conto che il 50% dei lavoratori non sono stabilizzati.

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