La Commissione parlamentare presenta a Siena la relazione di metà mandato"
SIENA. Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, prima della presentazione a Siena del rendiconto di metà mandato della stessa commissione, ha dichiarato: “Siamo qui perché finalmente, dopo tanti anni, grazie alle due perizie che sono state depositate, abbiamo rinvenuto delle prove tangibili che escludono definitivamente il suicidio”.
“Ne abbiamo preso atto anche in commissione questa settimana, votando all’unanimità che si tratta di un omicidio, non più di un suicidio, e quindi di andare avanti per trovare i colpevoli e il movente”.
“La prossima tappa è scoprire perché. Ci sono diverse piste, noi non ne escludiamo nessuna: scoprire perché e chi ha voluto che David morisse. Questa è assolutamente una tappa, non è un traguardo”, così Carolina Orlandi, figlia dell’ex manager di Mps. “Questo è forse il primo anniversario in cui sentiamo le istituzioni dalla nostra parte. Finora il dolore è stato doppio, perché ogni 6 marzo rappresenta il giorno in cui abbiamo perso David e anche il giorno in cui ogni volta ci ricordiamo che le istituzioni non sono state dalla nostra parte – ha detto Orlandi -. Oggi finalmente sentiamo parlare di omicidio in un modo senza timori e soprattutto con delle prove scientifiche alla base, quindi per la prima volta ci sentiamo di nuovo con un po’ di speranza”.
Secondo l’avvocato Pirani, la Procura di Siena “ha il dovere di iscrivere un fascicolo per omicidio sul caso di David Rossi. Oggi non è il più il momento di parlare su come è morto, ma ci si deve attivare per capire chi lo ha ucciso. Ora mi aspetto che le indagini vengano affidate a qualche polizia giudiziaria che non sia dell’ambiente senese”.
“Le notizie che arrivano parlano di un modello 45, ma per i componenti della famiglia è come tante altre iscrizioni,che in questi lunghissimi anni ci sono state e che non hanno mai portato a indagati per omicidio, né hanno mai portato la famiglia al riconoscimento di un reale contraddittorio – dice Carmelo Miceli, legale dei familiari.
“Pretendiamo che l’istanza di riapertura per omicidio sia presa sul serio e venga valutata con un’iscrizione a modello 44. In tredici anni si è capito qualcosa in più. E non lo dice né Rizzetto né Vinci: lo dice la scienza. Quello che è stato fatto in tredici anni poteva essere fatto in tredici mesi. Ed è anche per questo che è stata istituita una commissione d’inchiesta”, ha detto il componente della commissione d’inchiesta Walter Rizzetto. “La domanda che da ora in poi dobbiamo farci è chi, non come. Sul “come”, infatti, ritengo che ormai ci siano già molti elementi. Ora bisogna capire chi. E quindi penso che chi vorrà farsi carico di nuove indagini e collaborare con noi sarà il benvenuto. Ma la domanda centrale resta una sola: chi? Non più come?”, ha concluso.
Un filmato propone una ricostruzione di quanto potrebbe essere avvenuto all’interno dell’ufficio di David Rossi nei momenti precedenti alla caduta dalla finestra. Secondo i consulenti della Commissione, il tenente del RIS Adolfo Gregori e il medico legale Robbi Manghi, questa simulazione rappresenta un elemento a sostegno della tesi dell’omicidio.
La ricostruzione si basa sulle analisi tecniche e sulle perizie acquisite dalla Commissione parlamentare d’inchiesta. Il video è stato proiettato durante la presentazione del rendiconto di metà mandato della commissione. Il lavoro è stato realizzato utilizzando gli elementi emersi durante i mesi di lavoro: le lesioni riscontrate sul corpo, la collocazione della finestra e gli ultimi movimenti ricostruiti dagli investigatori.
Vinci ha riferito che si attendono i risultati di perizie sugli strumenti elettronici, quindi sul cellulare, “intendiamo whatsapp, sms, mail e quant’altro, soprattutto per capire se nell’ultima ora e mezza di vita sono stati utilizzati da Davide Rossi. Noi sappiamo che sul computer fisso nell’ultima ora e venti non ci sono più stati segnali, neanche lo spostamento del mouse. Rossi, quindi, è rimasto all’interno dell’ufficio con qualcuno perché parlava, non avendo un televisore, non avendo un libro da leggere oppure ha navigato in internet e potrebbero risultare cose interessanti questa navigazione o da altre attività svolte”.
Quanto al video, il presidente Vinci ha spiegato che è stato realizzato con l’intelligenza artificiale. “Abbiamo utilizzato un’azienda leader piemontese, che ha realizzato questo video. Abbiamo dato chiaramente noi tutte le indicazioni ed è non solo un video, ma è un allegato alla perizia”, ha aggiunto.




