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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Unisi: “Su Anonymous soprattutto dati e account senza privilegi di accesso”

Sul furto di dati stanno indagando gli enti preposti. Rimossi i contenuti da privatebin.net e mega.nz

Il rettorato dell'Università di Siena

SIENA. Dall’università di Siena riceviamo e pubblichiamo una nota in merito alla pubblicazione sul sito Anonymous Italia di alcuni dati personali e credenziali relativi ad account dell’ateneo. 
“Oggi, lunedì 23 dicembre, l’Università di Siena è venuta a conoscenza della pubblicazione sul sito Anonymous Italia di alcuni dati personali e credenziali relativi ad account di Ateneo. Questo evento era già sotto analisi da alcuni giorni grazie all’interessamento della Polizia Postale e per questo motivo l’amministrazione aveva già inviato notifica al Garante della Privacy per il probabile furto di dati per il quale si
stavano già approfondendo gli impatti. L’Ateneo si è dunque attivato per valutare l’impatto sugli interessati e quindi tutelarli.

L’Università di Siena sottolinea che i dati sottratti contengono in larga percentuale account non più attivi o comunque senza alcun privilegio di accesso, ma comunque si è proceduto a un temporaneo fermo dei sistemi informativi della “Segreteria OnLine”, per impedire accessi non autorizzati, e al blocco di tutte le credenziali compromesse,
notificandolo, quando possibile, agli interessati. 

L’Ateneo ha proceduto anche a richiedere la rimozione dei contenuti dei dati sottratti ai gestori dei portali privatebin.net e mega.nz, rimozione che è stata realizzata alle 13,26, ora nella quale è stato dunque inibito l’accesso ai contenuti prelevati in modo fraudolento. 

E’ stata subito attivata, e pubblicata nella sezione news del portale www.unisi.it, una procedura di supporto per le richieste di assistenza provenienti dal personale e dagli studenti, per minimizzare il più possibile disagi e disservizi. 

Durante la giornata sono stati mantenuti informati gli uffici della Polizia Postale, dei Carabinieri, del CNAIPIC e della DIGOS, che l’Università ringrazia per la collaborazione e il  supporto”.

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