"Che la città non sia più un modello di sicurezza, tranquillità, ben vivere, che la contraddistingueva?"
SIENA. Da Siena Pirata riceviamo e pubblichiamo.
“Ieri un nostro follower ci ha inviato il video di un giovane [1] che, in sella alla sua bicicletta elettrica modificata, sfrecciava in Via Banchi di Sopra facendo un pericoloso slalom tra i tanti passanti presenti. Inutile ricordare che è una strada interdetta alle biciclette e che, in particolare, le bici elettriche modificate (ovvero che possono andare anche senza pedalare) non sono omologate per circolare su strada.
Oltre alla gravità del gesto, che solo fortunatamente non ha avuto conseguenze nefaste, uno degli aspetti che più ci ha colpito del video è che nessuno, e sottolineiamo NESSUNO, delle decine di passanti ha detto alcunché al ragazzo. Nessuno che, banalmente, l’avesse apostrofato con un “Guarda che qui non puoi andare!” o con “Le bici per il Corso non possono circolare!”. Una banalità, lo sappiamo, e qualcuno potrebbe anche sottolineare che non sta ai cittadini intervenire ma devono essere le forze dell’ordine, in questa situazione non presenti, a intervenire.
Certo che i cittadini non devono sostituirsi alle forze dell’ordine – ci mancherebbe altro! – ma una società sana ha al suo interno anche la forza di reagire, con i modi opportuni, anche a piccoli eventi che però potrebbero causare conseguenze anche gravi, come investire un bambino o far cadere un anziano.
Cosa sta succedendo, quindi, anche nella civilissima Siena? In quel modello di civiltà e di società che molti ci invidiano, studiata e presa a modello anche in molte università del mondo? Dov’è finita tutta quella spavalderia e orgoglio che contraddistingue i senesi, capaci di alzare la voce a difesa della propria città? Che la paura, la sfiducia, il timore di conseguenze anche gravi di cui le cronache sono piene sia arrivata anche qui, a Siena? Che la nostra città non sia più quel modello di sicurezza, tranquillità, ben vivere, che la contraddistingueva nel panorama italiano e toscano?
E’ bene sottolineare che questo della bici non è certo l’unico episodio discutibile. Le cronache cittadine ci hanno raccontato di scaramucce e violenze avvenute anche in altre parti del centro storico, di situazioni sempre più complicate (come gli atti vandalici avvenuti nella Torre) e di un generale peggioramento della vivibilità della città. Se ci arrendiamo al degrado, il degrado aumenterà sempre di più: le conseguenze, inoltre, le pagheremo tutti.
Qualcuno potrebbe dire che è un male comune, che in tutta Italia c’è un generale peggioramento. Ma questo non ci consola, perché su questi aspetti Siena ha costruito anche modelli di business che ne hanno fatto il successo degli ultimi anni, pensiamo ad esempio agli studenti dell’Università che scelgono Siena per la tranquillità della città. Se Siena perde questo primato, quali saranno le conseguenze? A quale prezzo Siena rischia di scivolare già nelle classifiche di sicurezza e vivibilità, mentre resta sul podio del costo della vita?
Insomma, crediamo che vada fatta una seria, serissima, riflessione su questi aspetti. Che anche se piccoli e di per sé insignificanti, rischiano di ingenerare spirali distruttive della buona reputazione della città. Aspetti in cui, ci permettiamo, tutta la cittadinanza è chiamata a partecipare, nessuno escluso: la sicurezza di una città nasce, prima di tutto, dalle consuetudini di chi la abita e la vive”.



