SIENA. Da Sinistra Italiana Siena – AVS – riceviamo e pubblichiamo.
“In questi giorni si è appreso che il presidente del Santa Maria della Scala Cristiano Leone risulta tra i finalisti per la direzione di due importanti musei statali. Una notizia positiva per Leone, ma non per il complesso museale senese e più in generale per il sistema culturale della città.
Nel gennaio 2024, la sindaca Nicoletta Fabio presentava la nomina di Leone come un passaggio fondamentale del proprio mandato, rivendicandola con orgoglio. Le sue parole erano chiare: servivano “capacità manageriali” per “attrarre su Siena e sul Santa Maria gli occhi di soci e investitori esterni”. Si promettevano nuove risorse, sponsor, fondi ministeriali. Il neo presidente parlava di “partenariati pubblici e privati” e della sua esperienza internazionale come garanzia di successo. Dopo un anno, il bilancio è impietoso: non risultano fondi ministeriali concretamente disponibili, non risultano sponsor formalizzati, non risultano risorse effettivamente spendibili. Le promesse sono rimaste sulla carta. Il Santa Maria della Scala è bloccato, privo di una visione strategica e di quelle risorse che erano state promesse con enfasi al momento della sua nomina. La responsabilità politica è della sindaca Fabio.
Vogliamo essere netti: non ci interessa giudicare le scelte di carriera di Cristiano Leone. È nel suo diritto candidarsi dove ritiene opportuno. Il problema è altrove e ha un nome preciso: la sindaca Nicoletta Fabio.
Ma il caso Leone non è un incidente isolato. È il sintomo di un problema più profondo che attraversa l’intera gestione culturale di questa amministrazione.
La cultura ridotta a consumo
La Fabio ha ridotto la cultura a bene di consumo immediato. Siena non ha progetti culturali duraturi e strategici. Tutto si consuma nell’immediato. Eventi instagrammabili, buoni per reels di pochi secondi e che non lasciano tracce durature e nessun tipo di guadagno. Una cultura eterea e consumistica che brucia risorse sull’altare della vanità e dell’apparenza.
Si investe in spettacoli usa e getta invece di valorizzare il capitale umano e le competenze presenti a Siena, si celebrano sold out di una serata, mentre gli archivi storici mancano di fondi per la catalogazione. Si riempiono le piazze per poche ore; si inseguono numeri e presenze, non si costruisce patrimonio culturale.
Questa amministrazione confonde la cultura con l’intrattenimento, il progetto culturale con l’evento mediatico, l’investimento strategico con la spesa effimera che non produce capitale culturale.
Un’intera città ferma
Sono anni che Siena è ferma in un contesto culturale in cui la competizione tra territori è sempre più forte. Le domande che si alzano dalla vicenda del Santa Maria – quale progetto culturale per questo complesso? Come si integra con il sistema museale cittadino? Quali investimenti sono realmente disponibili? Quale ruolo può giocare per lo sviluppo economico e turistico di Siena? – sono le domande che possiamo fare per tutto il sistema culturale della nostra città.
Dov’è il progetto per far dialogare Santa Maria della Scala, Pinacoteca, Museo dell’Opera e gli altri poli culturali cittadini? Dov’è l’investimento sulla formazione culturale delle nuove generazioni? Dov’è la strategia per trattenere a Siena i giovani laureati in discipline umanistiche che le Università formano? Dov’è il sostegno alle realtà culturali indipendenti che resistono nonostante tutto. Non ci sono risposte. C’è solo un calendario di eventi che si susseguono senza logica, senza continuità, senza lasciare nulla oltre al post sui social.
Cosa chiediamo
Siena ha una storia culturale straordinaria e istituzioni che sono patrimonio di tutti. Il Santa Maria della Scala non può essere trattato come terreno di sperimentazione di nomine sbagliate o come vetrina per carriere individuali. Questa città merita serietà, competenza e visione. Dopo anni di immobilismo, è ora di cambiare rotta.
Come Sinistra Italiana Siena chiediamo:
Un piano strategico per la cultura
– Non più eventi a pioggia, ma un progetto pluriennale che definisca obiettivi, risorse, governance del sistema culturale cittadino. Un piano che vada oltre la legislatura e che impegni la città su una visione condivisa.
Trasparenza sui conti – Rendiconto pubblico di quanto speso in eventi culturali negli ultimi tre anni e confronto con quanto investito in progetti duraturi. I cittadini hanno diritto di sapere dove vanno i soldi pubblici destinati alla cultura.
Una nuova governance per il Santa Maria della Scala – Bando pubblico trasparente, con criteri chiari e un progetto culturale definito in dialogo con la città. Basta con le nomine calate dall’alto.
Coinvolgimento della comunità culturale – Apertura di un tavolo permanente con istituzioni culturali, operatori culturali, associazioni, per costruire insieme il futuro culturale di Siena. La cultura non può essere monopolio della giunta.
La cultura è investimento sul futuro, non decorazione del presente. È costruzione di comunità, non spettacolo per turisti. È patrimonio da tramandare, non merce da consumare.
Siena merita di più”.



