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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Sena Civitas: “Quale futuro per Le Scotte?”

"Segnali da non sottovalutare"

SIENA. Da Sena Civitas riceviamo e pubblichiamo.

“Il futuro dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese, non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori. È un tema che riguarda direttamente la qualità della vita dei cittadini, l’economia del territorio e il ruolo stesso della città nella sanità toscana.
Apparentemente tutto potrebbe tornare. La Regione investe nuove risorse, i numeri raccontano una realtà importante con circa 600–700 posti letto, migliaia di dipendenti, migliaia di ricoveri ogni anno e un’attività ambulatoriale tra le più rilevanti dell’area sud della regione.
Una struttura complessa che integra assistenza, ricerca e didattica universitaria. Un presidio di riferimento per l’Area Vasta Toscana Sud-Est, in particolare per alcune specialità ad alta complessità.
Quindi tutto ok?  Assolutamente no.
Il sistema sanitario toscano è, a ns avviso,  al collasso economico e gestionale. È all’interno di questo quadro che va inserito “Le Scotte”. Non a caso circola una domanda che merita attenzione: tale ruolo si sta progressivamente riducendo nei fatti?
Accorpamenti, la difficoltà nel reperire medici strutturati e nel rendere attrattive alcune scuole di specializzazione (diverse delle quali sono già state costrette a chiudere) non sono fenomeni da sottovalutare.
Considerato che le emorragie economiche della sanità toscana, con le tasse ormai al massimo, possono essere tamponate solo con la riduzione degli sprechi in una gestione organizzativa e amministrativa strutturalmente onerosa,  oppure con una decrescita di strutture come Le Scotte, magari rafforzando l’asse fiorentino-centrico anche dal punto di vista universitario, il tema diventa ancora più delicato.
Se tutto questo si lega poi al dato, sempre più percepito dai cittadini, della mobilità sanitaria verso altre strutture regionali per determinate prestazioni — con conseguente riduzione delle entrate — la sostenibilità economica vacilla di pari passo con la centralità clinica.
Parlare di una strategia di ridimensionamento sarebbe forse una forzatura? Tuttavia, è legittimo chiedersi quale sia la visione a medio termine per Siena: polo di alta specializzazione dell’area sud o presidio progressivamente ricondotto a funzioni meno complesse?
In questo dibattito una cosa deve restare fuori discussione: la professionalità e la dedizione del personale sanitario, tecnico e amministrativo. Medici, infermieri e operatori garantiscono ogni giorno cure di qualità in un contesto organizzativo sempre più difficoltoso. È grazie a loro se Le Scotte continuano a rappresentare un punto di riferimento per migliaia di persone. Non certo per altre scelte gestionali e organizzative.
Slogan o rassicurazioni generiche non bastano.
Siena ha diritto di sapere quale ruolo avrà il suo ospedale nei prossimi dieci anni”. 

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