SIENA. Da Sena Civitas riceviamo e pubblichiamo.
“Sena Civitas ha sostenuto fin dal primo momento la linea dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio e la capacità del Monte dei Paschi di proseguire autonomamente il proprio percorso di crescita.
Lo abbiamo fatto anche nei momenti più delicati, compresa la fase che precedette l’ultima assemblea di MPS, quando esprimemmo pubblicamente la nostra fiducia in Lovaglio e nella sua strategia. Una posizione che abbiamo successivamente confermato con chiarezza di fronte all’offerta di Intesa Sanpaolo.
Il progetto presentato oggi da MPS rafforza le ragioni di quella scelta.
Le offerte su Banco BPM e Banca Generali, assieme all’integrazione di Mediobanca, delineano infatti un progetto industriale di straordinaria rilevanza: un gruppo che, se le operazioni saranno portate a compimento, diventerebbe il terzo gruppo bancario italiano per totale attivo, con circa 466 miliardi di euro di attivi e oltre 810 miliardi di attività finanziarie complessive.
Ma, al di là dei numeri, ciò che consideriamo particolarmente importante è il ruolo assegnato al Monte dei Paschi. MPS non sarebbe una banca destinata a perdere progressivamente autonomia, funzioni e identità all’interno di un gruppo più grande: diventerebbe invece il centro di un grande progetto di aggregazione finanziaria nazionale, preservando il proprio valore, il proprio marchio storico e le proprie radici territoriali. Il tutto garantendo un sano pluralismo concorrenziale nel sistema bancario nazionale.
È esattamente su questi aspetti che abbiamo richiamato l’attenzione in questi mesi, anche quando abbiamo avuto occasione di spiegare le ragioni della nostra posizione alla stampa nazionale e internazionale.
Per Siena questo significa molto. Significa vedere ulteriormente rafforzata la centralità della banca e, con essa, l’immagine di una città che può continuare ad essere sede e punto di riferimento di uno dei principali gruppi finanziari italiani.
Esprimiamo quindi piena fiducia nella capacità di Luigi Lovaglio e del management di MPS di portare avanti il progetto presentato, consapevoli naturalmente dei passaggi assembleari, regolamentari e di mercato ancora necessari.
Ma sarebbe altrettanto sbagliato attribuire quanto sta accadendo soltanto al vertice della banca. Se oggi MPS può presentarsi al mercato con la forza necessaria per immaginare un’operazione di queste dimensioni, è anche grazie al lavoro compiuto in questi anni da tutti i dipendenti del Monte dei Paschi, che hanno attraversato momenti difficilissimi e hanno contribuito concretamente al risanamento, al rilancio e alla ritrovata credibilità della banca.
Oggi emerge la sostanza di MPS: la qualità della sua struttura, delle sue professionalità e di un patrimonio di competenze costruito nel tempo.
Abbiamo sempre sostenuto che la banca più antica del mondo non rappresentasse soltanto un valore storico da difendere, ma potesse avere ancora un grande futuro.
Il progetto presentato oggi indica che quel futuro può avere ancora Siena al centro”.




