SIENA. Saldi invernali anche in provincia di Siena a partire da domani: “un appuntamento che resta centrale per imprese e consumatori” secondo Marco Rossi, esercente di Poggibonsi e Presidente Fismo Confesercenti per la provincia di Siena e la Toscana. “E’ evidente che i consumi non hanno ancora quella forza e quella continuità che auspichiamo. L’acquisto, infatti, non è automatico e dipende dalla qualità reale delle offerte, tra sconti credibili, assortimenti adeguati e trasparenza. In questo quadro i negozi continuano a fare la differenza, perché offrono confronto immediato, consulenza e fiducia, mentre il digitale affianca e integra. Proprio per questo è necessario tutelare i saldi e rivedere le regole sulle promozioni. Tra anticipazioni e formule di pre-saldo il rischio è di svuotare l’evento e penalizzare chi rispetta le norme, mettendo in difficoltà il pluralismo della rete commerciale. Un fenomeno già evidente: secondo le nostre stime, circa 2 milioni di persone in Italia hanno acquistato prima dell’avvio ufficiale. Serve riportare al centro trasparenza e concorrenza leale, con prezzi e sconti chiari e verificabili e con il pieno rispetto delle regole”.
In base al sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti sugli acquisti in occasione delle vendite di fine stagione invernali, il 92% dei consumatori è interessato ad approfittare degli sconti, che nell’87 per cento dei casi interesseranno i punti vendita fisici, il 54% dichiara che comprerà anche sul web e, per effetto della sovrapposizione tra i due canali, almeno il 41% farà acquisti sia offline sia online. Tra chi ha già fissato un budget, la spesa media prevista è di 292 euro circa a persona, ma la mediana ci indica che uno su due spenderà 200 euro o meno. Attenzione soprattutto verso i capi utili per il quotidiano e sugli acquisti più tipici della stagione. In testa ci sono scarpe (61%) e maglioni o felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e magliette e top (30%): una fotografia che racconta saldi usati prima di tutto per rinnovare il guardaroba. Subito dietro si collocano camicie (27%), capispalla (26%) e abiti (26%), mentre accessori e articoli per la casa restano più marginali, con borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%.






