L’incontro, animato dalle domande del ricercatore Paolo Zanotto e dagli interventi del pubblico, ha offerto un’ampia riflessione sui conflitti e le dinamiche geopolitiche contemporanee
SIENA. sulla crisi antropologica dell’Occidente Siena, 20 marzo – Il giornalista e fotoreporter di guerra Giorgio Bianchi è stato protagonista della conferenza “Scenari di guerra e sicurezza dei popoli”, svoltasi venerdì 20 marzo a Siena. L’incontro, animato dalle domande del ricercatore Paolo Zanotto e dai numerosi interventi del pubblico, ha offerto un’ampia riflessione sui principali conflitti e le dinamiche geopolitiche contemporanee. Nel corso della conferenza Bianchi ha affrontato diversi temi di grande attualità: dalla guerra russo-ucraina alla situazione mediorientale, dalla questione palestinese al ruolo geopolitico di Israele, fino alle trasformazioni intervenute negli ultimi anni nel campo dell’informazione, della digitalizzazione e della sicurezza sanitaria globale. Secondo il giornalista, questi fenomeni – spesso percepiti come separati – sarebbero in realtà collegati da una medesima logica strategica che attraversa i conflitti, l’economia e il controllo delle società contemporanee. Forte di un’esperienza diretta sui fronti di guerra, maturata in particolare nel Donbass fin dal 2014, Bianchi ha proposto una lettura dei processi internazionali che pone al centro non soltanto la dimensione geopolitica, ma anche quella antropologica.
Nel corso dell’incontro il giornalista ha utilizzato una metafora particolarmente efficace per descrivere la condizione dell’Europa contemporanea: «Quando un lupo cecoslovacco incontra un carlino si chiede cosa sia andato storto». L’immagine, volutamente provocatoria, intende evidenziare – secondo Bianchi – il progressivo indebolimento culturale e demografico dell’Occidente, sempre più esposto a tensioni e trasformazioni globali per le quali rischia di trovarsi impreparato. A suo avviso, la società occidentale sarebbe oggi segnata da modelli culturali illusori e da narrazioni rassicuranti che non corrispondono alla realtà delle dinamiche internazionali. In questo contesto, il ruolo dell’informazione e della controinformazione diventa cruciale per comprendere i processi in atto e per sviluppare una maggiore consapevolezza collettiva. Bianchi ha richiamato anche il celebre paradosso del tacchino che si prepara a celebrare il giorno del ringraziamento, per mostrare i limiti dell’abitudine e dell’eccessiva fiducia nelle regolarità apparenti. Il rischio, ha osservato, è che le società contemporanee continuino a interpretare il presente sulla base di schemi rassicuranti, senza cogliere i cambiamenti profondi che stanno ridefinendo gli equilibri globali. La conferenza – organizzata dal gruppo La Senesina, il Comitato Il Dubbio e l’Associazione MMT (Modern Money Theory) – ha offerto al pubblico un’occasione di confronto e di riflessione su temi di grande rilevanza politica, culturale e strategica, sottolineando la necessità di sviluppare una maggior consapevolezza dei processi storici che stanno trasformando il mondo contemporaneo.
Peccato che, questo confronto sia stato come di consueto ignorato dalle nostre autorità cittadine che, regolarmente non accolgono gli inviti. Atteggiamento a dir poco, deludente.
I Gruppo organizzativi
La Senesina, Il Comitato il Dubbio e l’ Associazione MMT Italia.




