A Siena un incontro su adempimenti e controlli. Giovedì 25 iniziativa di approfondimento nella sede Confesercenti del capoluogo
SIENA. Sono oltre cinquecento le realtà no profit attive in provincia di Siena, e per loro si annunciano importanti novità. Il 12 maggio infatti il Governo ha approvato i Decreti delegati<http://www.confesercenti.siena.it/servizi-13-news-825/imprese-sociali-ed-enti-no-profit-in-arrivo-il-nuovo-codice> per la riforma del cosiddetto “Terzo settore”, aggiornando anche la definizione del settore stesso: dopo il passaggio nelle commissioni parlamentari, atteso in un mese e mezzo, la riforma entrerà effettivamente in vigore aggiornando i criteri per l’ammissione di associazioni di volontariato, di promozione sociale e cooperative ai benefici previsti per il settore. Le novità attese con il provvedimento si aggiungono all’incremento delle attività di controllo che negli ultimi tempi ha interessato i soggetti che dichiarano di svolgere attività senza fini di lucro.
Nel terzo settore come nell’associazionismo sportivo senese cresce insomma il bisogno di orientamento: con questo obiettivo l’Ufficio tributario e fiscale di Confesercenti ha programmato per il 25 maggio a Siena un incontro monografico di approfondimento. “No profit, sport e fisco<http://www.confesercenti.siena.it/news-815/noprofit-sport-fisco-siena>” è il titolo dell’evento che sarà rivolto ai referenti degli enti no profit attivi nel territorio senese: allo stato attuale 518, stando alla banca dati del Terzo settore, che da alcuni mesi su scala provinciale è curato dal Comune di Siena. “Sia che svolgano attività assistenziali, ricreative o sportive, i soggetti no profit sono soggetti già da alcuni anni ad un complesso di adempimenti contabili e fiscali specifici per la loro natura – spiega Silvia Mariotti, Responsabile dell’ufficio tributario di Confesercenti – il vero fatto nuovo degli ultimi tempi è la frequenza con cui vengono condotti controlli formali e sostanziali sulle loro attività, da parte delle autorità preposte. In vari casi le associazioni sono apparse disorientate, anche in merito alle responsabilità di chi ricopre le cariche sociali. Da qui è nata l’esigenza di approfondire l’attività di assistenza in materia, cominciando da questo evento informativo”.