SIENA. Da Pietra Serena riceviamo e pubblichiamo.
“La decisione di lasciare l’ex AD Lovaglio fuori dalla lista per il futuro CDA della Banca MPS ci sorprende alquanto.
Non siamo mai stati tifosi di nessun dirigente e nessun personaggio, avendo fatto sempre le nostre analisi basandosi su fatti concreti e dati certi, e non possiamo nemmeno non tenere conto di alcune criticità che anche noi ascriviamo a Lovaglio, come ad esempio l’abnorme generosità annunciata nella distribuzione del dividendo, le intercettazioni telefoniche riportate da organi di stampa, che hanno probabilmente contribuito alla formulazione dell’avviso di garanzia nei suoi confronti da parte della Procura di Milano, e un piano industriale con qualche riserva. Detto ciò abbiamo già riconosciuto pubblicamente, e ribadiamo in questa occasione, gli indubbi meriti che ha avuto l’ex AD nel risanamento di una Banca portata al disastro dal sistema dei partiti che ha imperversato a Siena per troppi anni. Per questo riteniamo dunque misteriosa la motivazione del suo inaspettato “siluramento”, tanto da chiederci se non ci siano, anche in questo caso, delle distorte manovre con obiettivi che non ci appaiono del tutto comprensibili. Non appaiono comprensibili a noi, ma forse nemmeno agli analisti e al mercato, constatando l’enorme contrazione subita dal valore del titolo in borsa dopo la pubblicazione di questa notizia. Va anche detto che la scelta del prossimo AD, oltre a tenere conto delle competenze e dei requisiti, deve garantire la scelta di una figura autonoma, non collegata a gruppi particolari, soprattutto a quelli che potrebbero avere avuto ruoli non positivi nella storia della Banca MPS degli ultimi venti anni. Non vorremo che per astrusi calcoli, lobbistici o politici, venga pregiudicato tutto il buon lavoro svolto dall’ex CDA, ma soprattutto, come più volte detto, da un personale preparato e profondamente legato alla Banca, che ha enormemente contribuito a questo risanamento dopo avere subito mortificazioni economiche e professionali per molti anni. Rivedere la Banca MPS riportata in un “tritacarne” economico e mediatico dopo che aveva ripreso una sua credibilità e un suo ruolo primario nel comparto bancario, e assistere all’abbandono dell’AD Lovaglio anche da parte di quelli che lo avevano osannato fino a poco tempo fa, ci riporta alla mente periodi e comportamenti che non avremo mai pensato si potessero ripresentare.
In attesa di capire se ci saranno o meno conferme di questa sorprendente sostituzione, ci auguriamo che l’assemblea in programma il prossimo 15 aprile, oltre ad essere aperta responsabilmente a tutti i soci, prenda le opportune decisioni, tenendo come obiettivo primario, o meglio esclusivo, l’interesse della Banca MPS, dei suoi dipendenti, dei clienti, degli azionisti, e del suo territorio di riferimento.




