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Piccoli risparmiatori di Banca Etruria… senza più risparmi

Una sessantina i senesi che si sono già rivolti a Federconsumatori per chiedere una consulenza

di Augusto Mattioli

SIENA. Sede della Federcomsumatori in via Garibaldi. Questa mattina. Un uomo aspetta  di incontrarsi con il responsabile dell’ente  per parlare della sua vicenda di cliente della  Banca Etruria – “ da quarant’anni” precisa – che ha perduto dalla sera alla mattina sessantamila euro che aveva  investito in obbligazioni subordinate.

E’ uno della quasi cinquantina di senesi  che si  sono rivolti alla Federconsumatori per avere indicazioni su cosa fare. Quei sessantamila euro sono una somma ingente per tempi difficili come gli attuali che  gli avrebbero  consentito, a  72 anni, una vecchiaia più tranquilla e sicura e pensare anche a mettere da parte qualcosa per  figli e nipoti. Invece tutto sparito.  Come è successo a molti altri piccoli risparmiatori che si sono fidati di ciò che in banca veniva loro detto.

Invece “i risparmi di una vita”, come abbiamo sentito  ripetere anche da altri nelle sue solite condizioni in questi giorni, non sono più a disposizione. Le responsabilità di un’operazione di salvataggio di quattro banche gestite evidentemente male, se le rimpallano tra  Governo italiano e l’Europa di burocrati chiusi nelle loro stanze. Anche se bisogna sottolineare che altrettante responsabilità, se non di più, le hanno chi queste banche le ha dirette. E chi non ha fatto i controlli sulla loro gestione. Banca d’Italia e tutte le altre autorità che dovrebbero vigilare.

Situazioni e atteggiamenti che ci ricordano qualcosa  riguardo le vicende che hanno portato alla crisi di Banca Mps. A partire dall’acquisto di Antonveneta, senza dimenticare la Banca del Salento. Altra operazione che ha contribuito alla crisi di Siena.

Ma torniamo al signor L.D. “Ho sempre lavorato come artigiano- racconta- nel settore dell’imbiancatura e del restauro. Mi hanno detto  di stare tranquillo. Essendo cliente da molto tempo c’era con la struttura della filiale dove avevo il conto un rapporto amichevole, di vera e propria familiarità. Nel mio lavoro di artigiano ci ho sempre saputo fare ma nelle cose bancarie non ci capisco assolutamente  niente. Per cui mi sono fidato. Che dovevo fare? Ora sono venuto alla Federconsumatori per vedere di fare qualcosa per salvare i miei risparmi”. Ma le proposte di soluzione per il momento non sembrano affatto soddisfacenti. Ma tanto ci penserà Renzi (?)……..

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