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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Mps: l’invito a muoversi di Radici per il futuro

SIENA. Da Area politica “Radici per il futuro” – Direzione Provinciale del PD Senese riceviamo e pubblichiamo.

“Oggi sul Monte dei Paschi è in corso una partita finanziaria che include anche molto altro. La posta in gioco è decidere se la Banca manterrà un proprio perimetro di integrità oppure sarà ridotta a un marchio, da frammentare e trasferire. Perché l’offerta di Intesa, per come è formulata adesso (senza garanzie scritte), di fatto propone di chiudere e smembrare la banca. La Direzione Generale verrebbe spezzettata in diverse parti, alcune oggetto di integrazione in società del Gruppo Intesa, altre cedute a Banca Popolare Emilia Romagna. L’attuale Rete di filiali verrebbe divisa in due. In sostanza, si tratterebbe della fine di una Banca che per cinque secoli ha rappresentato un’istituzione finanziaria e un pezzo della storia economica e sociale italiana, toscana, senese. È da sottolineare che per i territori dell’Italia centrale ciò comporterebbe la chiusura di filiali e la riduzione dei volumi del credito e dei servizi rivolti a famiglie, aziende ed enti locali. Questo avverrebbe in una fase di grande difficoltà economica e sociale, nella quale, al contrario, occorre una forte e diffusa presenza creditizia, che Banca MPS ha sempre rappresentato in modo peculiare.

Il Consiglio di Amministrazione di Banca MPS ha fatto le proprie considerazioni inerenti le sinergie con Intesa-Sanpaolo e Unipol, che vengono considerate sopravvalutate e rischiose. Leggiamo inoltre nel comunicato stampa che “Il CdA continuerà a mantenere la propria attenzione sul piano di crescita della Banca, sull’esecuzione dell’integrazione con Mediobanca e sull’analisi delle opzioni strategiche disponibili, inclusa la Proposta di Aggregazione con Banco BPM”. La considerazione è chiara e ci interessa approfondire quali sarebbero i vantaggi, per l’azienda e per il territorio, rispetto all’offerta di Intesa.

Una cosa comunque è certa: un modo sicuro per perdere questa partita è costruire tavoli sbagliati o temporeggiare. Attenzione alle scadenze temporali! Ciò che non sarà scritto prima dell’apertura formale di qualunque operazione, potrebbe poi essere difficile da negoziare.

Invitiamo la Sindaca di Siena a mettere in pratica quanto previsto dalla mozione approvata a voti unanimi dal Consiglio comunale il 24 giugno (un mese fa!) che “impegna il Sindaco e la Giunta a promuovere e sostenere la costituzione di un tavolo interistituzionale permanente che coinvolga il Comune di Siena, la Provincia di Siena, la Regione Toscana, i consiglieri regionali, i parlamentari espressione del territorio e il Governo della Repubblica, al fine di monitorare l’evoluzione delle vicende che interessano la Banca Monte dei Paschi di Siena e di rappresentare unitariamente le istanze del territorio nelle sedi istituzionali competenti, incluse la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dell’Economia”. Analogo indirizzo è stato giustamente espresso anche dai Consigli provinciale e regionale.

È indispensabile avere interlocutori a livello nazionale e per questo apprezziamo tutti coloro che hanno manifestato la disponibilità a impegnarsi in tal senso, a partire dai parlamentari del PD del nostro territorio.

È adesso necessario chiedere al Governo di esercitare i propri poteri speciali (golden power), in ragione delle ricadute strategiche della questione e, in particolare, di porre specifiche “prescrizioni”, qualunque sia l’operazione societaria, affinché siano contestualmente inserite garanzie scritte e vincolanti al fine di: 1) mantenere stabilmente a Siena un importante polo di direzione generale, con funzioni chiaramente identificate; 2) garantire le professionalità e i livelli occupazionali della Rete filiali e delle strutture centrali; 3) definire impegni sulla quantità di credito per famiglie e aziende nei territori; 4) tutelare l’archivio storico e il patrimonio artistico.

Aggiungiamo che sarebbe in ogni caso nell’interesse di tutti i soggetti, protagonisti di OPAS e di altre proposte, fornire le suddette garanzie ai territori, poiché costruire gruppi bancari con direzioni distribuite nelle diverse città, garantendo livelli occupazionali e professionalità, è veramente nell’interesse di tutti”.

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