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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“Mps: il PD scopre il mercato quando ci sarebbe da difendere Siena”

Patto per il Nord critica la posizione di Elly Schlein

SIENA. Da Patto per il Nord – Siena riceviamo e pubblichiamo.

“Per decenni il centrosinistra senese ha considerato il Monte dei Paschi una questione eminentemente politica. Lo era negli anni di quello che abbiamo definito il “decennio della vergogna”, quando la politica si occupava delle poltrone e degli equilibri di potere intorno alla banca e alla Fondazione, quando si discuteva di nomine, carriere e assetti e quando si applaudiva all’operazione Antonveneta, maturata in una stagione nella quale il rapporto tra banca, Fondazione e potere politico locale era strettissimo.

Lo era anche quando veniva difeso come principio irrinunciabile il mantenimento del 50% più un’azione di MPS nelle mani della Fondazione, con l’obiettivo di conservare a Siena il controllo della banca, mentre Comune e Provincia erano saldamente governati dalla sinistra.

Allora nessuno spiegava ai senesi che sarebbe stato meglio farsi da parte e lasciare semplicemente decidere al mercato.

Oggi lo scenario è completamente diverso, ma gli interessi di Siena sono nuovamente in gioco: la permanenza della direzione e delle funzioni strategiche sul territorio, centinaia di posti di lavoro nella nostra città, l’indotto e, più in generale, il legame tra il Monte e Siena, dove la banca è nata oltre cinque secoli fa.

Ed è proprio adesso che la segreteria nazionale del PD scopre improvvisamente una vocazione liberista e sostiene che debba essere il mercato a decidere.

La contraddizione è evidente: perché tanta attenzione agli assetti proprietari di MPS quando attraverso la Fondazione si esercitava un peso determinante sulla banca e tanta neutralità oggi, quando Siena rischia di perdere definitivamente centralità nel futuro del Monte?

C’è poi una domanda politica alla quale il PD dovrebbe rispondere: quanto pesano, in questa improvvisa conversione al mercato, i rapporti con il mondo Unipol?

È una domanda legittima, soprattutto quando la linea dettata dalla segreteria nazionale rischia di lasciare senza una vera rappresentanza politica proprio Siena, città che per decenni è stata una delle principali roccaforti del centrosinistra.

Noi crediamo che Siena non possa permettersi altre ambiguità.

Non chiediamo alla politica di sostituirsi agli azionisti, al mercato o alle autorità di vigilanza. Chiediamo alla politica di fare il proprio mestiere: difendere gli interessi strategici del territorio, pretendere garanzie sull’occupazione e sulla permanenza delle funzioni direzionali e impedire che Siena, al termine del risiko bancario, venga ridotta a semplice sede storica di un marchio.

E la contraddizione interna al PD diventa ancora più evidente alla luce della presenza del Presidente della Regione Toscana e del Presidente della Provincia di Siena all’incontro tenutosi a Roma con il ministro Giancarlo Giorgetti, insieme al Sindaco di Siena Nicoletta Fabio.

Se davvero deve “decidere il mercato”, come sostiene Schlein, il PD spieghi allora ai senesi quale fosse lo scopo di quell’interlocuzione istituzionale. Se invece quell’incontro era necessario per rappresentare e difendere gli interessi del territorio, allora riconosca che sulla tutela di MPS e di Siena la politica non può semplicemente voltarsi dall’altra parte.

Il PD deve scegliere e deve farlo pubblicamente: condivide la linea della propria segretaria nazionale oppure ritiene che MPS, i suoi lavoratori e il suo radicamento a Siena meritino una battaglia politica?

Perché Siena ricorda molto bene quando il PD riteneva indispensabile occuparsi del Monte.

Sarebbe paradossale se avesse deciso di smettere proprio adesso, quando a essere in gioco non è più il potere sulla banca, ma ciò che della banca può rimanere a Siena”.

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