Siena Sostenibile chiede anche cosa resterà a Siena
SIENA. Banca Monte dei Paschi è stata risanata con risorse di tutti i cittadini: così il Ministero delle Finanze si sfila e afferma “vinca il migliore”. Ma il “migliore” per chi?
Nei giorni scorsi Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio e primo azionista con il 17,6%, e a ruota il Gruppo Caltagirone, entrambi azionisti vicini all’area governativa, hanno annunciato l’adesione all’offerta di Intesa e il voto contrario al piano di Lovaglio: a chi giova indebolire il piano difensivo dell’amministratore delegato?
E infine la notizia di ieri, secondo cui perfino Fondazione MPS appoggia la scelta di Intesa, che non può passare come semplice atto tecnico: trattasi invece di un passaggio politico e civile di primaria importanza. Il peso di Fondazione MPS non si misura, infatti, soltanto nelle azioni possedute, ma nella storia della Banca, nella responsabilità istituzionale e nel legame simbolico con la città.
Ora, crediamo sia lecito domandarsi: da chi arriva la legittimità del presidente della Fondazione e a quali interessi deve rispondere? Il Comune di Siena designa quattro componenti della Deputazione Generale della Fondazione per il quadriennio 2025-2029. Nel novembre 2025 sono stati indicati Tommaso Marrocchesi Marzi, Luisa Massari, Alessandro Piccini e Bernarda Maria Antonietta Valente.
Tutto ciò rende difficile credere che il Governo sia stato un semplice spettatore, avendo strumenti di enorme influenza, e quindi responsabilità, sulla vicenda. Giorgia Meloni, Giancarlo Giorgetti e il centrodestra senese, che si è vantato più volte di avere filo diretto con Roma, hanno perciò il dovere di spiegare alla nostra città da che parte stanno, tra salvare il valore storico e territoriale della Banca “risanata” e fare l’ennesimo regalo a Blackrock.
L’autonomia della Fondazione è legittima e va rispettata, ma un ente che ha Siena nel proprio nome non può trattare il futuro dell’Istituto di credito più antico del mondo come una questione riservata ai soli bilanci.
Noi di Siena Sostenibile chiediamo garanzie irremovibili su mantenimento della direzione generale a Siena, tutela dell’occupazione qualificata e delle competenze bancarie presenti in città, permanenza di funzioni strategiche e centri decisionali, e soprattutto la salvaguardia del marchio Monte dei Paschi di Siena, non come una semplice insegna luminosa commerciale ma come identità industriale e culturale cittadina.
La politica deve rispondere, la domanda è: chi ha avuto la possibilità di agire e non l’ha fatto, o ha fatto il contrario di ciò che aveva promesso? Le dichiarazioni d’amore per Siena non incantano più: è prima della firma, non dopo, che si vede chi fa i veri interessi della città, perché il Monte dei Paschi, oltre che un’Azienda, è gran parte della storia, dell’economia e dell’identità di Siena.
A chi può decidere chiediamo: prima le garanzie per Siena, e solo dopo – eventualmente – la firma.
Siena Sostenibile


