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Morto dopo la dimissione dall’ospedale: condannati medico e Asl

di Augusto Mattioli

SIENA. Nonostante accusasse un forte dolore al petto era stato dimesso dall’ospedale di Grosseto, dove era stato portato per essere curato. Una decisione che gli è costata la vita. Un caso di malasanità,  secondo il tribunale di  Grosseto, che per la morte di  Luca Bocci, 50 anni, senese della contrada della  Chiocciola, avvenuta nell’agosto del 2012, ha condannato per omicidio colposo a dieci mesi, con pena sospesa Vincenzo Boccia, medico del pronto soccorso dell’ospedale maremmano, mentre ha assolto la dottoressa Andrea  Capezzuoli, anche lei imputata.

Bocci era molto conosciuto a Siena essendo stato dipendente per circa venti anni  di Morbidi, negozio di gastronomia in via Banchi di Sopra e successivamente gestore del Caffè del Buongoverno in via Montanini. Era in ferie a Follonica  quando ebbe – mentre si trovava  spiaggia – un malore e fu portato al pronto soccorso  della cittadina maremmana e successivamente trasportato a Grosseto per una sospetta “ischemia miocardica acuta”. Però, nonostante il dolore fu dimesso, con la raccomandazione di effettuare un ecocardiogramma. Il giorno successivo , era il 31 agosto, la morte nella sua  casa estiva di Follonica per dissecazione dell’aorta e non per ischemia miocardica acuta come sospettato ed escluso dai medici al suo arrivo al Pronto Soccorso di Grosseto. Da questa drammatica storia sulla quale i familiari, assistiti  dagli avvocati  Emiliano Ciufegni, Cecilia  Collini e Andrea Mori hanno voluto ad avere chiarezza e capire le responsabilità, il processo conclusosi, quattro anni dopo l’udienza preliminare del 2016, con la condanna.  Il Tribunale inoltre ha condannato il medico e l’Asl Sud Est Toscana (che inizialmente parlò di protocolli rispettati nell’assistenza a Bocci) a rifondere in solido i danni patiti dai congiunti rimettendo le parti dinanzi al Tribunale civile e liquidando una provvisionale di 15.000 euro per ciascuno in favore della moglie e dei due figli e di 10.000 euro in favore del fratello. Oltre alle spese processuali e di costituzione e difesa delle parti civili.

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