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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Morte Rossi: Vinci annuncia al tg la decisione di presentare i nomi riferiti nelle audizioni

David Rossi (foto di Augusto Mattioli)

ROMA. Gianluca Vinci, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, ha annunciato al Tg1 di oggi, 17 ottobre, nuovi sviluppi negli accertamenti sulla morte del manager Mps: «Lunedì faremo i nomi di quelli che ci sono stati riferiti come possibili mandanti e possibili esecutori».  «Sono dei soggetti vicini alla ’ndrangheta ma non direttamente collegati alla ’ndrangheta, gente lontana da Siena. Il movente è sempre legato al denaro, quindi all’attività lavorativa di Rossi, non posso dire oltre, gli atti sono stati depositati ieri». Nel Tg1 è stato detto che Mps resta parte lesa, ma il lavoro della commissione autorizza a pensare che ci sia «la responsabilità di qualcuno vicino all’ambiente lavorativo di Rossi». Ma questo è ancora tutto da verificare.

Le Direzioni distrettuali antimafia di Firenze, Bologna e Brescia (quest’ultima per il filone Viadana) hanno aperto fascicoli basati sulla gestione di un portafoglio di circa 50 milioni di euro di sponsorizzazioni sportive della banca senese. 

Il numero 4099009 trovato nel telefono di Rossi, che sarebbe riconducibile a un certificato di deposito ordinario a tasso fisso al portatore, con scadenza il 31 agosto 2013, rilasciato da una filiale di Viadana della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, non riguarderebbe un conto corrente di una persona fisica. Resta da chiarire perché il riferimento fosse nel cellulare di Rossi e quale eventuale collegamento possa avere con la sua morte.

La filiale di Viadana è emersa anche nell’inchiesta antimafia Grimilde, coordinata dalla Dda di Bologna, sugli affari del clan Grande Aracri: la criminalità organizzata avrebbe utilizzato quella banca anche per ottenere contanti illegalmente e riciclare denaro proveniente da attività illecite. È in questo contesto che si collocano gli approfondimenti della commissione sui possibili legami tra Rossi e il clan di Cutro.
Le nuove analisi del Ris hanno simulato un’aggressione nell’ufficio di Rossi, nel corso di un’intimidazione finita male con più persone coinvolte. La ricostruzione non riguarda responsabilità giudiziarie accertate.

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