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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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“L’ipotesi del suicidio di David Rossi è tecnicamente e scientificamente insostenibile”

ROMA. “L’ipotesi del suicidio di David Rossi è tecnicamente e scientificamente insostenibile e priva di riscontri oggettivamente cristallizzati”. Così concludono i consulenti tecnici della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Rossi, Edoardo Genovese e Robbi Manghi, nella relazione psicologico-forense e medico-legale illustrata ai parlamentari.

Secondo i consulenti, l’analisi integrata degli elementi psicologici, clinici, traumatologici e tanatologici non avrebbe evidenziato, prima della morte, “alcun elemento di sofferenza o ripiegamento psicopatologico idoneo a giustificare un atto con finalità auto-soppressiva”, anche se “da un punto di vista psichico, emotivo, relazionale, funzionale, professionale e sociale il dottor David Rossi nel momento antecedente al decesso evidenziava uno stato di marcata allerta” e “timore”, ha spiegato Genovese. I consulenti riferiscono inoltre di non aver rilevato patologie mentali o quadri depressivi maggiori, né una storia di disturbi psichiatrici, ritiro sociale, perdita di progetti o distacco dalle persone più vicine. Nella relazione viene invece individuato un punto di discontinuità emotiva e comportamentale nella perquisizione subita da Rossi il 19 febbraio 2013 e nella successiva vicenda Mps. In questo contesto vengono collocati i tagli superficiali ai polsi, la mail del 4 marzo 2013 inviata all’allora direttore generale Fabrizio Viola con oggetto “help” e contenente la frase “stasera mi suicido”, oltre ai bigliettini trovati nel suo ufficio.

Manghi ha precisato che non è stata effettuata alcuna prova per stabilire che le macchie sui fazzolettini trovati nel cestino fossero sangue o appartenessero a Rossi e che non sono state svolte analisi del Dna. Nell’ipotesi che si tratti di sangue dell’ex manager, tuttavia, il consulente le colloca due o tre giorni prima della morte, sulla base del colore e dello stato di degrado dell’emoglobina. Sul corpo di Rossi, aggiunge la relazione, furono rilevate “plurime lesioni corporee polidistrettuali e polimorfe ante-mortem”, al volto, allo zigomo, al labbro, alle braccia e all’addome, che secondo i consulenti presenterebbero caratteristiche “incompatibili con la dinamica della sola precipitazione o della caduta al suolo”.

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