A Firenze aperti 12 studentati privati (per 4.200 posti) A Siena solite chiacchiere
di Enzo Martinelli
SIENA. In questi giorni il gruppo Hines, colosso immobiliare internazionale con sede a Huston (quello del “cubo nero” nell’edificio dell’ex teatro comunale a Firenze), ha aperto nei pressi della stazione di Rifredi, nell’area già sede dell’Agenzia delle Entrate, il 12° studentato privato fiorentino. La nuova struttura garantisce circa 400 posti per gli studenti che hanno ottima capacità di spesa.
Il costo mensile di una camera doppia si aggira su 850 euro, mentre per una stanza singola di appena 12,4 mq si pagano €.1.000 al mese. Un’analoga struttura d’élite già funzionava in un edificio costruito sull’area dell’ex Manifattura Tabacchi. Complessivamente gli studentati fiorentini “privati” garantiscono agli universitari 4.200 letti a fronte dei 1.131 posti pubblici, gran parte dei quali però non disponibili, perché in via di ristrutturazione.
A Firenze i governi della Regione, della Provincia, del Comune e dell’Azienda Regionale per il diritto allo studio sono da sempre in mano alla “sinistra”, che in questo settore “pratica” però una politica di destra (come dimostrano gli incontrovertibili dati sopra citati), tendente a favorire i giovani cervelli ricchi.
E a Siena? In occasione della recente apertura dell’anno accademico dell’Università per Stranieri il rettore Tomaso Montanari ha detto che l’ateneo senese ad ordinamento speciale ha “la missione storica di insegnare l’italiano agli stranieri e le lingue agli italiani con una serie di percorsi non sovrapponibili a quelle di altre università toscane”. Per insegnare la nostra lingua agli stranieri bisognerebbe accogliere gli studenti “esteri” in posti letto, che però purtroppo non ci sono. “Il dominio degli affitti brevi sul mercato degli alloggi – ha detto Montanari – rischia di espellere gli studenti fuori sede, condannando le università toscane a una dimensione soltanto locale”.
Per la verità le attività turistiche, solo in questi ultimi anni, hanno sicuramente peggiorato la disponibilità di posti letto per gli universitari.
La vera novità che si registra nella città del Palio è il pesantemente ridimensionamento dell’offerta dell’assistenza pubblica gestita dall’Azienda Regionale per il diritto allo studio universitario. La chiusura di alcuni studentati pubblici (Via XXIV Maggio) e i lavori di ristrutturazione di altri alloggi per studenti (Via Tolomei) penalizzano fortemente i due Atenei senesi. Entrambe le istituzioni accademiche lamentano inoltre la chiusura della mensa di Via Bandini.
L’inutile e inconcludente chiacchiericcio politico che si fa sull’attrattività universitaria non produce effetti. Il territorio meridionale toscano, vasto ma spopolato, dà l’utenza che ha. Se non arrivano studenti da fuori Regione, a Siena le immatricolazioni rischiano sicuramente di ridursi.
Dunque i posti letto “accessibili” (compresi quelli “eventuali” per i benestanti), sono un requisito indispensabile per la futura vita degli atenei. Non comprenderlo significa assecondare una visione localistica dell’università che invece giustamente – secondo Montanari – deve offrire “una formazione per gli umanisti dell’umanità”.
Al momento le imprese private provinciali non sembrano interessate a fare affari nel settore. Progettualità pubbliche percorribili a breve e medio termine non se ne vedono. Nessun Ente ha fatto istanza per ottenere i finanziamenti stanziati dal Governo per favorire la costruzione di studentati e per le somme messe all’uopo a disposizione dalla Cassa Depositi e Prestiti. La sinistra, coinvolta pesantemente nella gestione del settore, tace. La Giunta Comunale “dorme”, qualcuno dice nella “rete”. Le liste civiche “non pervenute”.
E L’Università? E’ diventata bersaglio dei cittadini che amano l’ordine e il silenzio. Perfino i sindacati l’hanno messa nel mirino. Insomma, per la cultura “alta” mica spira un buon vento sulle lastre di Siena.




