Le preoccupazioni di Usb Pubblico Impiego Siena
SIENA. Mentre aumentano il costo della vita, le bollette, i trasporti pubblici e mentre sanità e
istruzione continuano a essere impoverite da anni di tagli, la politica regionale sembra avere le idee molto chiare sul futuro di Siena: aprire le porte aLeonardo, uno dei principali colossi dell’industria bellica mondiale, nell’area dell’ex Beko di viale Toselli.
Nessuno mette in discussione il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici dell’ex Beko ad avere una prospettiva occupazionale concreta. USB conosce bene la drammatica condizione di centinaia di famiglie che vivono nell’incertezza e con ammortizzatori sociali destinati a terminare nel dicembre 2027.
Ma una domanda è inevitabile: possibile che l’unica idea di sviluppo che istituzioni e politica riescano a
immaginare per il nostro territorio sia quella legata all’industria della guerra?
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha già annunciato la disponibilità a sostenere percorsi formativi dedicati ai lavoratori. Formazione per fare cosa? Per accompagnare Siena dentro l’economia di guerra? Per trasformare una crisi industriale in un’opportunità per il settore degli
armamenti?
Leonardo è già presente in Toscana con numerosi stabilimenti (Campi Bisenzio, Livorno, Pisa, Montevarchi e poi proprio in provincia di Siena, ad Abbadia San Salvatore). Eppure si punta ad ampliare ulteriormente la presenza di un gruppo che, pur producendo tecnologie a uso civile,
resta uno dei protagonisti del comparto militare europeo, complice del massacro del popolo palestinese.
Anche Bezzini, capogruppo del PD in Consiglio regionale, saluta con favore questa prospettiva, concentrandosi sulle ricadute occupazionali e industriali. A noi interessa invece discutere del modello di sviluppo che si vuole imporre a Siena: un modello che rischia di legare sempre più il
lavoro, la formazione e il futuro delle nuove generazioni alle logiche del riarmo.
Intanto, mentre si trovano miliardi per armamenti, programmi militari e strategie NATO, ai servizi pubblici vengono lasciate le briciole. La sanità pubblica arretra e i sei milioni circa di italiani che non hanno potuto accedere alle cure lo sanno bene. Mentre l’istruzione subisce tagli milionari, Leonardo si presenta nelle università e nei luoghi della formazione come portatrice di innovazione, futuro e prospettive professionali. Ma il cuore del suo business resta strettamente connesso alla produzione militare e ai giganteschi piani di riarmo che stanno attraversando l’Europa. Si cerca di normalizzare l’idea che le migliori opportunità per le nuove generazioni passino attraverso un mercato alimentato dall’aumento delle spese militari, dalla produzione di armamenti e dalle strategie di riarmo.
I salari restano fermi: secondo il Rapporto annuale ISTAT, tra il 2019 e il 2024 le retribuzioni contrattuali in
Italia hanno perso circa il 10,5% del potere d’acquisto, principalmente a causa della forte crescita dei prezzi dell’energia e dei beni alimentari. Il costo dei trasporti pubblici aumenta. USB lo aveva previsto e denunciato: il prezzo del biglietto urbano sale da 1,70 a 2 euro e gli abbonamenti pesano sempre di più sulle tasche dei lavoratori e delle famiglie. Quando mancano gli investimenti pubblici, il conto viene sempre presentato ai cittadini.
USB ribadisce che l’occupazione va difesa senza esitazioni, ma respinge il ricatto secondo cui l’unica alternativa alla disoccupazione sarebbe lavorare per l’industria bellica. Siena ha bisogno di investimenti in produzioni civili, ricerca pubblica, innovazione sociale, sanità, istruzione e riconversione ecologica, non di diventare un nuovo tassello dell’economia di guerra.
La domanda che rivolgiamo alle istituzioni è semplice: volete costruire una città fondata sul lavoro, sui diritti e sulla pace oppure un territorio sempre più dipendente dagli interessi del riarmo?
Il futuro che state disegnando non riguarda soltanto i lavoratori dell’ex Beko. Riguarda tutti noi. E soprattutto riguarda i nostri figli, ai quali state lasciando meno diritti, meno servizi, meno certezze e sempre più guerra.
USB Pubblico Impiego Siena




