Il gruppo la Senesina sottolinea la decisione dell'ateneo patavino e chiede quando Siena lo imiterà
SIENA. Dal Gruppo La Senesina riceviamo e pubblichiamo.
“Apprendiamo con piacere che, con coraggio e senso di vera responsabilità accademica a tutela dell’immagine del proprio Ateneo, l’Università di Padova (Unipd) abbia messo in discussione il conferimento del dottorato honoris causa ad Anthony Fauci. La decisione è legata alle recenti vicende giudiziarie negli Stati Uniti, dove l’immunologo è stato dichiarato colpevole di oltraggio al Congresso, spingendo giustamente l’Ateneo a valutare con massima cautela l’evolversi della situazione oltreoceano. Nel giugno 2026, il Senato accademico di Palazzo del Bo aveva deciso di assegnare l’onorificenza accademica ad Anthony Fauci per la sua carriera scientifica ma il recente caso giudiziario che in madre patria lo vede al centro di forti tensioni politiche e giudiziarie, culminate nella condanna per oltraggio per essersi avvalso in più occasioni del Quinto Emendamento durante le audizioni sulla gestione della pandemia, ha portato l’Università di Padova al dietrofront. La prudenza di Unipd nell’adottare la retromarcia riflette inequivocabilmente la volontà dei vertici padovani di monitorare gli sviluppi della giustizia americana ed evitare ripercussioni d’immagine o istituzionali legate a un riconoscimento così esposto al dibattito politico internazionale.
Ma a questo punto la domanda sorge nuovamente spontanea…cosa aspetta l’Università di Siena a dimostrare lo stesso coraggio e a ritirare la laurea ad honorem in medicina e chirurgia data a Fauci il 17 giugno 2023? La manifestazione organizzata in concomitanza all’evento dell’Ateneo senese, fortemente voluta dal gruppo La Senesina, organizzata con la collaborazione e partecipazione di altre associazioni di cittadini consapevoli è stata la chiara espressione di chi sapeva chiaramente ciò che questa onorificenza significava e comportava per la città di Siena e le sue istituzioni! Possibile che nessuno sapesse? Forse gli interessi in campo hanno avuto la meglio per quello che il futuro della ricerca senese sapeva avrebbe ricevuto? Al primo comunicato inviato direttamente anche ad alcune istituzioni senesi compreso il Rettore Di Pietra non vi è stato nessun riscontro, nessun segno che evidenzi come anche l’Ateneo senese si stia interrogando o ponendo dei dubbi su quella svenduta laurea che danneggia l’immagine di Unisi. Possibile che in tutti gli organi della governance di questa Istituzione storica, nel suo corpo accademico, nel suo personale tecnico amministrativo, nelle rappresentanze sindacali e RSU non sia sorto nessun dubbio? Tutto regolare? Se ancora oggi non si è capaci come Ateneo di porsi domande convinti delle proprie azioni ma soprattutto non si ha il coraggio di rispondere agli interrogativi posti preferendo il silenzio… non ci resta che affermare, senza ombra di dubbio, che questo atteggiamento abbia la stessa valenza di un’ammissione di colpa!”.




