Presentata oggi la mostra "evento" aperta al pubblico fino al 15 settembre grazie alla generosa disponibilità dell'architetto Simon Pietro Salini
di Augusto Mattioli
SIENA. “Da Sindrome di Stendhal”. La battuta è dell’assessore alla cultura del comune di Siena Francesca Vannozzi e si riferisce alla mostra “L’arte a Siena tra il 1200 e il 1400”, raccontata attraverso la collezione dell’architetto Simon Pietro Salini, imprenditore nel settore delle costruzioni che negli anni ha raccolto opere d’arte (dipinti, sculture, oreficerie) oggi custodite nel castello di Gallico nel comune di Asciano.
Un vero e proprio mecenate si potrebbe definire, rari nel panorama imprenditoriale del nostro paese.
E in effetti a vedere le circa 150 opere, della collezione, presentata questa mattina in anteprima alla stampa, fino al 15 settembre in esposizione nei Magazzini del Sale del Palazzo comunale di Siena dove sono stati ricreati gli ambienti del Castello del Gallico, un po’ di emozione si avverte davvero.
Una mostra che si può considerare uno degli eventi culturali più stimolanti dell’estate non solo senese ma anche del nostro Paese, che si svolge assieme alle visite guidate al cantiere del restauro della Maestà di Simone Martini in corso nella sala del Mappamondo del palazzo comunale.
Una mostra dove è possibile ammirare opere, frutto di un lavoro di raccolta durato per circa trent’anni fatto dall’imprenditore, di artisti senesi famosi come Duccio di Boninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, Giovanni Pisano, Tino di Camaino, Jacopo della Quercia, Francesco di Valdambrino, il Sassetta, Francesco di Giorgio e altri che fecero della Siena di quel periodo storico, “una capitale mondiale dell’arte” ha sottolineato il sindaco Bruno Valentini.
“Un evento – spiega Donatella Capresi, che ha collaborato alla sua realizzazione- nasce dalla volontà, dell’architetto Salini che ha voluto rendere un omaggio alla città di Siena, e del comune di Siena. Sembra di essere addirittura all’interno del castello di Gallico. Salini ha deciso l’ingresso gratuito, pagando tutto a sue spese per dare a tutte le persone la possibilità di visitarla. Per trent’anni ha fatto una raccolta strepitosa un’unicum nel panorama del 900 italiano. Sia per qualità che per quantità. Qui possiamo vedere almeno trenta capolavori dell’arte senese”.




