"Un rettore maestro di provocazioni"
SIENA. Da Lega Siena riceviamo e pubblichiamo.
“Studiare così tanto da non sapere che il rispetto verso gli altri sia alla base del vivere civile, significa essere solo un professore di provocazione. Poveri allievi.
Ebbene sì durante un evento per il No al referendum, c’è chi a corto di idee, ha pensato bene di insultare il presidente del Consiglio, il ministro della Giustizia, il presidente del Senato ed il ministro della Agricoltura definendoli con la parola “Banditi”.
Recentemente al Santa Maria della Scala a Siena, ha presentato un suo libro “La continuità del male”, dove si legge che si tenta apertamente una chiara sovrapposizione tra destra contemporanea e fascismo storico. I toni, come ci ha abituati il professore, sono forti, militanti, da verità assoluta, con sentenza già scritta.
Non c’è due senza tre ed ecco su“Il Giornale” si legge testualmente che il solito docente pensa che “bisognerebbe, lo dico per scherzo, ma non tanto, revocare la cittadinanza a Matteo Salvini, visto quello che pensa della Costituzione della Repubblica…”, così avrebbe dichiarato a margine di un incontro a Firenze sul suo ultimo libro, in merito alla proposta del segretario della Lega e vicepremier, che punta a una modifica della Legge sulla cittadinanza.
Non entrando assolutamente nel merito della vicenda di Modena e le sue discussioni conseguenti, la domanda che la Lega di Siena si pone è questa ed è molto semplice. Che effetti può provocare sugli studenti un odiatore, anzi, scusate, un provocatore di tali proporzioni? Forse, qualcuno, aveva ragione chiedendo allo stesso professore di avere un sussulto di dignità rassegnando le proprie dimissioni dalla carica istituzionale che tuttora riveste”.




