Siena Pirata ha letto una (minima) parte del corposo dossier
SIENA. Da Siena Pirata riceviamo e pubblichiamo.
“Da qualche giorno il DoJ – Department of Justice – statunitense, nell’ambito di una “operazione trasparenza”, conseguente all’enorme scandalo politico-finanziario emerso dal caso Jeffrey Epstein, morto “suicida” in carcere, ha pubblicato online un ampio dataset del materiale confiscato[1].
Se non avete mai sentito parlare di Jeffrey Epstein, probabilmente siete stati distratti: in sostanza, potremmo definirlo un affarista che intratteneva rapporti con una discreta fetta dell’establishment mondiale ed organizzava festini a sfondo sessuale anche con prostitute minorenni.
I documenti sono liberamente accessibili, con tanto di motore di ricerca, ed è stato quindi impossibile non verificare se, oltre ai rapporti con Salvini e Grillo[2], Epstein avesse avuto qualcosa a che fare anche con Siena.
E’ emerso ben poco: banali notizie di gossip come una mail del 2015 in cui Epstein comunica di essere a Siena per il Palio di Agosto[3], vinto dalla Selva,

o al fatto che la nipote di Epstein, oggi 15enne, sembra chiamarsi “Siena”[4]. L’unico riferimento che pare essere più “gustoso” è una chat con Steve Bannon del 2018 in cui, parlando del nostro Paese, spunta il Monte dei Paschi[5] che viene citato perché “oldest bank still in existence”, commentando “the best place for a re-do”. Di quale “lavoro” parlasse non lo sappiamo e non pare emergere dalla chat.
In realtà ci sarebbero un altro paio di riferimenti a Siena, ma per oggi lasciamo che siano altri a scoprirli.
Del resto, di questo enorme scandalo che coinvolge praticamente tutto il mondo occidentale, la Stampa internazionale sembra interessarsene poco, troppo poco. Come in genere accade per le questioni troppo scomode.
[1] https://www.justice.gov/
[2] https://www.wired.it/article/
[2] https://www.justice.gov/
[3] https://www.justice.gov/
[4] https://www.justice.gov/




