SIENA. Da Italia Viva e Casa Riformista riceviamo e pubblichiamo.
“Monte dei Paschi di Siena sta attraversando una fase decisiva, che non può essere interpretata come
un semplice movimento del mercato finanziario. L’OPAS lanciata da Intesa Sanpaolo apre uno scenario che coinvolge direttamente il futuro della banca, il ruolo di Siena nel sistema bancario nazionale e la tutela del lavoro qualificato che da sempre rappresenta un pilastro dell’economia
cittadina.
In questo contesto, è necessario affermare con chiarezza alcuni punti fermi. Il primo riguarda gli aspetti critici dell’operazione, che non possono essere ignorati né minimizzati. Tra questi, la perdita
di potere e di funzioni centrali a Siena, con il rischio concreto di uno spostamento del baricentro
decisionale fuori dal territorio. Una banca senza direzione nella città che l’ha generata diventa un marchio svuotato, non un’istituzione. Il secondo riguarda l’indebolimento del marchio e della continuità storica: in alcuni scenari il brand MPS potrebbe essere ridimensionato o assorbito, con un impatto culturale e identitario che andrebbe ben oltre la dimensione economica.
Ma non basta denunciare ciò che non va. La differenza la fa la capacità di proporre, di indicare una strada, di assumersi la responsabilità di dire come si può agire. È qui che una comunità si distingue: non solo nella protesta, ma nella visione.
Per questo la comunità senese non può limitarsi a osservare. È necessario attivare strumenti concreti
e verificabili. Il primo è pretendere garanzie scritte e vincolanti su marchio, funzioni centrali, occupazione e investimenti sul territorio. Non bastano rassicurazioni verbali: servono impegni formali, trasparenti e pubblici. Il secondo è costruire una posizione civica e istituzionale unitaria, capace di rappresentare con forza la città in ogni sede nazionale. Istituzioni, categorie economiche, sindacati, università e cittadini devono muoversi insieme, con una sola voce e una sola linea.
Accanto alla comunità, anche il Governo ha responsabilità precise. In qualità di regolatore del sistema bancario e attore diretto del percorso di uscita del MEF dal capitale, può e deve stabilire condizioni chiare per qualsiasi operazione, convocare un tavolo istituzionale permanente e garantire trasparenza totale sui criteri e sugli impatti territoriali. A questo si aggiunge un elemento non
secondario: il Governo non ha ancora nominato il nuovo presidente della Consob, proprio mentre il Paese attraversa una fase di forte sensibilità sul fronte bancario e mentre operazioni rilevanti coinvolgono anche MPS. Una vigilanza pienamente operativa e con una guida definita non è un dettaglio tecnico: è una garanzia per i mercati, per i risparmiatori e per i territori.
Siena ha già affrontato anni difficili, sostenendo la banca nei momenti più complessi della sua storia recente. Oggi chiede rispetto. E chiede che ogni decisione sul futuro di MPS venga presa alla luce del sole, con responsabilità, trasparenza e piena considerazione del ruolo che la città ha svolto e deve continuare a svolgere.
Il futuro di Monte dei Paschi non può essere scritto senza Siena. E Siena non accetterà di essere messa da parte”.




