La sostituzione non sarà una passeggiata
di Enzo Martinelli
SIENA. Il partito democratico senese ha avviato le procedure per eleggere il suo nuovo segretario provinciale. Andrea Valenti, in carica da quasi 9 anni, non intende ricandidarsi a capo di quella che in passato fu la più potente federazione del partito comunista italiano, ma che in questi ultimi tre lustri ha ridotto peso politico, iscritti e apparati, fenomeno che peraltro interessa tutti i partiti nell’intero territorio della penisola. In tempi nei quali “l’io prevale quasi sempre sul noi” (come ripete spesso il Cardinale Lojudice), il lungo e generoso impegno di Valenti a favore della sua comunità politica merita apprezzamento e rispetto, soprattutto in rapporto alla permanente litigiosità che ha caratterizzato la vita degli organi dirigenti del partito del capoluogo.
Nel frattempo i complessivi consensi elettorali del PD in tutta la provincia , come dimostrano i dati del recente referendum sulla giustizia e quelli per il rinnovo del Consiglio Regionale della Toscana dello scorso autunno, non hanno subito sostanziali flessioni. Ma in politica i voti non hanno valore se non producono risultati nella realtà amministrata. Valenti verrà così ricordato non per i successi ma per la doppia sconfitta del PD nelle elezioni del Sindaco di Siena del 2018 e del 2023 e per il commissariamento disposto dalla Segreteria Nazionale del Comitato cittadino di Siena, da sempre palla al piede della Federazione provinciale che non è riuscita a comporre le liti interne. Viene imputata alla segreteria uscente anche l’accettazione delle candidature esterne nelle elezioni in Parlamento (dopo Padoan e Nencini, Letta e Boldrini) pur in presenza di un minor numero di componenti delle Assemblee nazionali. Infine la frana della rappresentanza del “campo largo senese” nel Consiglio Regionale della Toscana (da 4 consiglieri e un assessore della passata legislatura a un solo consigliere in quella attuale) viene addebitata allo scarso peso delle segreteria provinciale del PD. Il tutto in concomitanza dell’elezione di un deputato in Parlamento e di un consigliere in Regione eletti per la prima volta da Fratelli d’Italia. Insomma emergerebbe un Valenti maltrattato a Roma e a Firenze, inascoltato a Siena dai suoi stessi compagni, una parte dei quali lo accuserebbe di aver garantito solo vita tranquilla alla ristretta oligarchia che da un paio di decenni governa a Siena la Ditta.
Ora il forte partito della sinistra provinciale, sulla base della consistenza elettorale evidenziata nelle recenti consultazioni, dopo aver assegnato a Valenti il ruolo di segretario della Quaresima, spera, con un nuovo segretario, in una futura resurrezione per riportare un Sindaco rosso sotto la Torre del Mangia. Ma tra il dire ed il fare la strada è irta di ostacoli. Non mancano già le preoccupazioni. Il Sindaco di Castiglione d’Orcia, comune di residenza di Andrea Valenti, scrive.”Servirebbe un confronto vero, largo e anche lungo, non su chi ma su cosa. Oggi dove si discute? Tra chi e con quali obiettivi? “.
Domande tutt’altro che oziose. L’intero elettorato provinciale infatti è in attesa di avere dai partiti adeguate risposte nell’interesse del bene comune.




