Furiozzi, Anichini e Pinassi scrivono al coordinatore provinciale
SIENA. Ci sorprende l’intervento del coordinatore provinciale del “Movimento 5 Stelle Siena e Provincia”: in effetti, non sapevamo che esistesse ancora un M5s da queste parti, considerata l’assoluta irrilevanza politica dimostrata dal 2018 in poi. Una irrilevanza probabilmente dovuta anche alla povertà dell’analisi politica che traspare dal recente intervento: precisiamo intanto che non il solo “gruppo dirigente” – vocabolario spiccatamente partitico che avrebbe inorridito il M5s delle origini – ma TUTTO il gruppo senese venne privato del simbolo nel 2018, peraltro -ancora oggi!- senza alcuna spiegazione ufficiale.
Ma la cosa ancora più singolare è lo stravolgimento dei fatti, al punto da raggiungere l’effetto comico di confondere la causa con l’effetto: come è noto, il gruppo di Siena non fu privato del simbolo per “non essere stato in grado di fornire una risposta politica adeguata e di organizzare un’alternativa credibile” ma – al contrario – proprio perché aveva buone probabilità di vittoria!
Fu esattamente questo che non ci fu perdonato, da chi aveva già pronto un piano di Governo in cui Siena era, insieme a Vicenza, Campi Bisenzio, Spoleto, tra le tante realtà da sacrificare.
Fu esattamente questo che non ci fu perdonato, da chi aveva già pronto un piano di Governo in cui Siena era, insieme a Vicenza, Campi Bisenzio, Spoleto, tra le tante realtà da sacrificare.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti anche se il coordinatore provinciale sembra ostinato a non volerli vedere. Pensi piuttosto al risibile 1,5% del suo M5s alle ultime amministrative senesi, invece di accusare chi le amministrative avrebbe potuto vincerle, se non fosse stato tradito dal fuoco “amico”.
Luca Furiozzi
Luca Anichini
Michele Pinassi
Michele Pinassi




