Dopo il caso della “lista stupri” i Giovani Democratici rilanciano la proposta
SIENA. “Il caso della “lista stupri” avvenuto in un istituto a Siena e i gravi fatti di violenza di molte altre città italiane non sono episodi isolati, ma il segnale evidente di un’escalation che riguarda un disagio profondo e diffuso tra le nuove generazioni”. Lo dichiara Filippo Giomini, segretario regionale e vicesegretario nazionale dei Giovani Democratici Toscana.
“Fa sorridere amaramente – prosegue – vedere una destra che dopo tre anni di governo continua a parlare di sicurezza come se fosse all’opposizione, limitandosi a slogan repressivi e propaganda. La verità è che questo governo non ha investito un euro su prevenzione, scuola, salute mentale, spazi di aggregazione e politiche giovanili. Il fatto che affermi come il 2026 sia l’anno in cui si occuperanno di sicurezza, è un’ammissione di colpa”.
Secondo Giomini, “è ancora più grave l’atteggiamento di Gioventù Nazionale, che di fronte a questa emergenza si volta dall’altra parte, incapace di assumersi una responsabilità politica e culturale verso le ragazze e i ragazzi di questo Paese”.
“Da tempo – aggiunge – chiediamo l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva e relazionale nelle scuole, uno strumento fondamentale per prevenire la violenza, il sessismo e la cultura del possesso. Ostacolarla per ragioni ideologiche significa contribuire a questo clima”.
“Come Giovani Democratici siamo convinti che la sicurezza non si costruisca con i manganelli. La destra smetta di scappare e si assuma le proprie responsabilità. A tutte le forze progressiste diciamo: il 2026 sia l’anno in cui ci facciamo carico di un manifesto di proposte per il disagio giovanile”, conclude Giomini.



