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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Ex Beko: tutti tifano per Leonardo ma chiedono certezze

Sindaco Fabio e organizzazioni sindacali in assemblea con i lavoratori

SIENA. Il sindaco Nicoletta Fabio, a margine dell’assemblea dei lavoratori ex Beko, dopo l’annuncio del ministro Adolfo Urso sull’interessamento di Leonardo, ha spiegato: “Non tutti, a cominciare dalla Regione, credevano in questo progetto. Ho seguito questa vicenda dal primo giorno, con un obiettivo preciso. Ai lavoratori avevo sempre detto: pazienza, fra settembre e ottobre qualcosa arriverà. Il presidente Macrì mi ha confermato l’intenzione di utilizzare questo sito industriale. È una tappa, non un punto d’arrivo. Non ho mai fatto né farò trionfalismi. Sto al fianco di questi lavoratori fino al giorno in cui i cancelli riapriranno”.

Per Giuseppe Cesarano, segretario della Fim Cisl, “c’è solo Leonardo, perché Siena ha bisogno di una prospettiva industriale e di lavoro di qualità. L’accordo prevede un piano industriale per 299 persone. Si partirebbe dai 150 lavoratori rimasti per arrivare ai 299. Aspettiamo di vedere nero su bianco il piano industriale”, conclude.

“Stiamo commentando una dichiarazione stampa del ministro. Ha detto che c’è un interessamento di Leonardo, ma non sappiamo nulla di più – sottolinea Daniele Calosi, segretario della Fiom Cgil Toscana -. Vogliamo un piano industriale che dia garanzie occupazionali per tutti, puntando sulle produzioni di natura civile. Di promesse del ministro ne abbiamo sentite tante, di cose messe a terra abbiamo visto ben poco”.

“Non sappiamo se stiamo parlando direttamente di Leonardo oppure di un soggetto che lavora per Leonardo. Mancano tempi, cronoprogramma, numeri e formazione – puntualizza Lorenzo Fusco della Uilm Toscana Sud-Est -. Ieri il ministro ha parlato di una buona parte dei lavoratori: per noi devono essere tutti. Domani mattina, dopo aver letto i giornali, i lavoratori saranno ancora in cassa integrazione”.

“È stata una giornata storica. Questa è una scelta politica del Governo, non del ministro a titolo personale – afferma il coordinatore della Uil senese Massimo Martini -. Ora tutti i soggetti devono unirsi per costruire un vero progetto di reindustrializzazione. La vertenza finirà quando davanti a questi cancelli taglieremo il nastro per un nuovo insediamento industriale”. 

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