"Lotta tra i partiti su meriti e demeriti: meglio sarebbe parlare degli esiti amministrativi"
Siena Biotech di Enzo Martinelli
SIENA. Il teatrino tra partiti per attribuirsi meriti e demeriti nella vicenda del Biotecnopolo non sposta voti elettorali, non reca molti consensi ai protagonisti dello spettacolo e soprattutto non aiuta a creare un ambiente sano e sereno indispensabile in tutti i processi di ricerca scientifica. Se proprio si vuol discutere delle vicende passate si potrebbe chiarire il reale valore dell’immobile oggetto dell’ultima compravendita tra la Fondazione MPS e il nuovo ente statale.
L’ edificio fu infatti costruito con i soldi della Fondazione MPS (secondo quanto riferì a una conviviale (2009) del Rotary l’allora presidente di palazzo Sansedoni) per fare ricerca farmaceutica per le malattie rare, settore trascurato dalle società private e invece interessante per un ente che non aveva fini di lucro. L’immobile all’uopo edificato da Biotech (che nel corso della sua attività assorbì 150 milioni di euro), costò oltre 20 milioni. I risultati della ricerca farmaceutica sono stati scarsi e sul piano economico disastrosi. Dichiarato il fallimento di Biotech, il Tribunale di Siena mise all’asta l’immobile stabilendo il valore di esso in circa 22 milioni. Dopo due aste andate a vuoto al terzo tentativo la Fondazione MPS ri-comprò lo stabile costruito con in suoi finanziamenti, per la somma di 8 milioni di euro. L’edificio ha ospitato la nuova entità (Toscana Life Sciences) creata anch’essa con finanziamenti pubblici (Regione, Fondazione, Università ecc) Circa un anno fa un’articolazione di Tls è stata dichiarata anch’essa fallita, per un importo di circa 13 milioni di euro. Per consentire il proseguimento dell’attività all’istituto regionale la Fondazione MPS ha concesso all’ente l’usufrutto per 15 anni dell’immobile, ora acquisito dal Biotecnopolo per 13 milioni con finanziamenti statali.
Ebbene, in questa sequenza del compra, baratta e vendi il normale cittadino si domanda, tra l’altro, quale sia il reale valore economico dell’immobile di Via Pietriccio Belriguardo. Quello stabilito dal Tribunale di Siena sembra più prossimo ai costi di progettazione e costruzione e alla rivalutazione monetaria. L’opinione pubblica, inoltre, non conosce bene quali sono stati i risultati delle ricerche scientifiche, le cause dei fallimenti economici, le responsabilità dei gestori (gettonati e non) dell’impiego (e del parziale spreco) di tanto denaro pubblico. L’unica certezza è che Pantalone ha sempre saldato il conto!
La vita democratica delle istituzioni si fonda sulla partecipazione dei cittadini, che hanno diritto alla rendicontazione delle attività, alla chiarezza dei conti e alla loro trasparenza. Anziché perdere tempo al “gioco delle bandierine” per abbattere l’avversario, sarebbe il caso di dialogare con gli elettori sugli esiti delle realtà amministrate.
“Operare non per vincere, ma per convincere e servire”, dice il cardinale Lojudice.
Enzo Martinelli



