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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Dal Consiglio comunale di Siena del 29 gennaio

SIENA. Il Consiglio comunale, in apertura della seduta di oggi, giovedì 29 gennaio, e su indicazione del presidente Davide Ciacci, ha osservato un minuto di silenzio per commemorare la scomparsa di Gino Galati, deceduto il 30 dicembre 2025, che, fra gli altri incarichi, ha ricoperto anche la carica di consigliere comunale a Siena dal 1979 al 1993 nella lista Dc, e Cosimo Scaglioso, deceduto il 5 gennaio 2026, che, fra gli altri incarichi, è stato consigliere comunale a Siena dal 1973 al 1983 nella lista Dc.

Il Consiglio comunale riconosce la legittimità di alcuni debiti fuori bilancio

Il Consiglio comunale di Siena, nella seduta di oggi, giovedì 29 gennaio, ha approvato il riconoscimento della legittimità di alcuni debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 194, comma 1, lettera a del decreto legislativo 267 del 2000. L’atto, presentato dall’assessore al bilancio, Riccardo Pagni, è stato approvato con venti voti favorevoli, cinque contrari e tre astenuti da parte dei ventotto consiglieri presenti.

“Sono tre le sentenze esecutive – ha spiegato Pagni – per le quali il Comune è tenuto a procedere al pagamento delle spese legali, per un totale di 922,28 euro. Nel dettaglio, 382,29 euro riguardano una sentenza del Tribunale di Siena, 351,08 euro sono relativi a una sentenza del Giudice di Pace di Montesarchio, in provincia di Benevento, e 188,91 euro attengono a una sentenza del Giudice di Pace di Siena”.

Nel bilancio di previsione 2026-2028 sussistono le necessarie disponibilità per la copertura degli oneri relativi ai debiti oggetto della delibera approvata dal Consiglio.

Siena Jazz: approvata la revisione statutaria

Il Consiglio comunale di Siena, nella seduta di oggi, giovedì 29 gennaio, ha approvato la revisione statutaria dell’associazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz. L’atto, presentato dal Vicesindaco e assessore alle partecipate, Michele Capitani, ha ricevuto l’unanimità dei ventisei consiglieri comunali presenti.

“L’aggiornamento dello Statuto di Siena Jazz – ha evidenziato Capitani – rappresenta un passaggio importante per consolidare il ruolo di una delle realtà culturali più significative della nostra città. Con questo atto garantiamo un assetto più coerente con il quadro normativo attuale e rafforziamo le basi organizzative di un’istituzione che da anni contribuisce alla proiezione nazionale e internazionale di Siena nel campo della formazione e della produzione musicale”.

“Il documento – ha illustrato il Vicesindaco – recepisce le modifiche necessarie all’adeguamento dello Statuto alle indicazioni della Regione Toscana, alla normativa del Terzo Settore e alla disciplina della figura del direttore artistico-didattico, rafforzando il quadro organizzativo e gestionale dell’associazione. Nel dettaglio, la revisione dello Statuto introduce e rafforza alcuni elementi qualificanti. In primo luogo, viene esplicitato l’inquadramento di Siena Jazz nell’ambito del Terzo Settore, chiarendone finalità civiche, di solidarietà e di utilità sociale nei settori dell’istruzione, della formazione artistica e della promozione culturale, nel rispetto dei principi di democraticità e partecipazione. Il nuovo Statuto interviene, inoltre, sulla governance dell’associazione, aggiornando la composizione e le funzioni degli organi, con particolare riferimento al Consiglio di amministrazione, al Consiglio accademico e all’Organo di controllo, rafforzando i meccanismi di trasparenza, controllo e partecipazione degli enti fondatori e delle componenti accademiche, compresa la rappresentanza degli studenti. Un ulteriore ambito di intervento riguarda la figura del Direttore artistico-didattico, per la quale vengono disciplinati in modo più puntuale requisiti, modalità di selezione pubblica, funzioni e competenze, al fine di garantire qualità, autonomia e coerenza dell’attività didattica, artistica e di ricerca dell’accademia. Infine, lo Statuto aggiorna le disposizioni relative alla gestione amministrativa, contabile e patrimoniale, alla programmazione delle attività, all’approvazione dei bilanci e ai controlli interni, assicurando un assetto organizzativo più solido e allineato al quadro normativo vigente”.

La delibera si inserisce nel percorso di aggiornamento delle norme statutarie dell’associazione, costituita nel 1990 dal Comune di Siena insieme all’amministrazione provinciale di Siena e all’Associazione Jazzistica Senese, e già oggetto nel tempo di precedenti revisioni, l’ultima delle quali risalente al luglio 2024. La proposta di revisione è stata trasmessa dall’associazione Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz con nota del 22 dicembre 2025.

Nominato il Garante per la tutela dei diritti degli animali

Il Consiglio comunale ha approvato la delibera relativa alla nomina del Garante per la tutela dei diritti degli animali del Comune di Siena. Risulta eletta Sara Landi con diciassette voti da parte dei ventotto consiglieri presenti.

Il Garante per la tutela dei diritti degli animali è stato istituito dal Regolamento comunale per la tutela e il benessere degli animali, approvato dal Consiglio comunale nella seduta del 19 giugno 2025, in applicazione dei principi di tolleranza e rispetto per tutti gli esseri viventi, al fine di tutelare il diritto degli animali a un’esistenza compatibile con le proprie caratteristiche biologiche, fisiologiche ed etologiche. La durata del mandato è di tre anni, rinnovabile per una sola volta.

Il Garante svolgerà la propria attività a titolo volontario, senza percepire indennità, salvo il rimborso delle spese documentate e preventivamente autorizzate. Il Regolamento si articola in cinque titoli e sessantatré articoli e si pone come strumento normativo di riferimento per garantire il benessere animale e regolamentare la corretta interazione tra uomo e animale, preservando al contempo igiene, decoro urbano e sicurezza pubblica. Tra le principali novità introdotte c’è l’istituzione del Garante per la tutela dei diritti degli animali, fra gli strumenti concreti per rafforzare il monitoraggio, la sensibilizzazione e il dialogo sulle politiche per il benessere animale nel territorio senese.

Approvate le correzioni agli errori materiali di Nta e elaboratori grafici del Piano operativo

Il Consiglio comunale di Siena, nella seduta di oggi, giovedì 29 gennaio, ha approvato la proposta di delibera relativa alla correzione di errori materiali, contenuti nelle Norme tecniche di attuazione e degli elaborati grafici del Piano operativo, ai sensi dell’articolo 21 della legge regionale della Toscana numero 65 del 2014. L’atto, presentato dal Vicesindaco e assessore all’urbanistica, Michele Capitani, è stato approvato con diciannove voti favorevoli e quattro contrari dei ventitrè consiglieri comunali presenti.

Il documento, in particolare, prende atto che nel corso della vigenza del Piano operativo sono stati riscontrati, sia dagli uffici comunali che da segnalazioni di tecnici liberi professionisti, alcuni errori materiali o interpretativi, sia dell’attuale disposto normativo, che nelle categorie di intervento ammissibili di alcuni fabbricati posti dentro il territorio urbanizzato. Per risolvere questi errori gli uffici hanno redatto un documento nel quale viene proposto di revisionare in particolare: la categoria di intervento attribuita a tre edifici e integrare l’articolo 26 delle Nta, in quanto risultati non del tutto appropriati alle caratteristiche di edifici e di manufatti alle esigenze di recupero del patrimonio edilizio esistente alla tutela dello specifico valore del patrimonio.

Le correzioni proposte e quindi approvate dal Consiglio comunale sono riferite nello specifico a : modifica delle categorie di intervento per due edifici posti tra via Mameli e via Montebello e viale Cavour; complesso e chiesa in viale Cavour; articolo 26, disposizioni generali per gli interventi; errore materiale nella scheda del Piano attuativo in strada Cassia Sud, strada per Salteano di cui all’articolo 156; errore materiale nell’articolo 20.

Interrogazioni

Antiporto, Fabio: Costante attenzione del Comune

con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria

Sull’Antiporto l’amministrazione comunale prosegue con grande attenzione, attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dalla consigliera Anna Ferretti (Partito Democratico) sull’Antiporto di Camollia.

“Per completare la precisa elencazione degli interventi – ha spiegato Fabio – aggiungo il riferimento al ripristino della illuminazione monumentale dell’Antiporto avvenuto nel precedente mandato amministrativo (anno 2021) dopo anni di spegnimento. A proposito di illuminazione, recentemente è stato possibile verificare un intervento dei dispositivi di protezione della linea di alimentazione e la disconnessione della linea stessa dalla scatola di derivazione posta in quota. L’impianto risulta ad oggi ripristinato nella sua completa funzionalità. Dissuasori e reti per allontanare i piccioni vengono sottoposti a periodici monitoraggi e si effettuano ricorrenti lavaggi per eliminarne le deiezioni”.

“In merito al segnalato progetto di riqualificazione – ha aggiunto il Sindaco di Siena -, si fa presente che l’articolo del dicembre 2025 cui si fa riferimento non dava notizia di impegni presi in tal senso dall’amministrazione, ma piuttosto suggeriva e auspicava appunto una riqualificazione di un’area sicuramente pregevole. Fortunatamente, in base ai periodici sopralluoghi effettuati, l’Antiporto non presenta problematiche strutturali, ma certamente non si presenta nel migliore dei modi, soprattutto per la frequentazione da parte di soggetti più volte identificati e sanzionati con ordine di allontanamento da parte della Polizia Locale, durante passaggi pomeridiani e serali pressoché quotidiani, così come più volte si è provveduto a pulizie straordinarie per eliminare le tracce di varia natura lasciate dai suddetti individui. Resta ferma la costante attenzione che ha portato negli anni all’esecuzione di piccoli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ovviamente e doverosamente autorizzati dagli organi competenti: la ricorrenza dei cinquecento anni dalla Battaglia di Camollia che si celebra quest’anno sarà stimolo ulteriore affinché l’area sia curata e valorizzata come merita”.

La consigliera del gruppo Pd, Anna Ferretti, ha replicato: “L’illuminazione già vuol dire tanto. Sicuramente, avere più attenzione per l’area porta anche alla minore frequentazione da parte di certe persone che, purtroppo, a volte non accettano neanche gli aiuti che vengono loro offerti; è un tema difficile. Io credo che tutta la zona sia da attenzionare anche dal punto di vista dell’illuminazione, perché da porta Camollia all’Antiporto, specialmente in certi momenti dell’anno, quando magari gli alberi sono più rigogliosi, il tratto è piuttosto buio e questo non rende tranquillo e sicuro chi ci cammina; se a questo si aggiunge la mancanza di illuminazione nella porta e la frequentazione che a volte può destare preoccupazione, tutto si ingigantisce. Il tenere curato questo luogo credo sia l’antidoto migliore per disincentivare certi tipi di utilizzo che indubbiamente sono impropri, così come il valorizzare anche le zone che sono intorno, come la colonna e i giardini dell’area; è una zona veramente bella di Siena e frequentatissima, che richiede ancora più attenzione rispetto a quella che gli viene data. E comunque, ripeto, l’illuminazione è un elemento fondamentale”.

Taglio dei pini al parco Ochino e in Piazza d’Armi, Magi:

Intervento necessario, come sottolineato da cittadinanza e istituzioni”

Sia per quanto riguarda piazza Amendola che per quanto attiene il parco Ochino, la cittadinanza e le istituzioni hanno più volte sottolineato la necessità di provvedere all’esecuzione di questi interventi. A conferma di ciò, sono presenti agli atti sia denunce che richieste di risarcimento danni a seguito di infortuni o danneggiamenti”. Così l’assessore all’ambiente e alle aree verdi del Comune di Siena, Barbara Magi, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dalla consigliera del gruppo Siena Sostenibile, Monica Casciaro, in merito al taglio dei pini presso il parco Ochino all’Acquacalda e in Piazza d’Armi.

Gli interventi su piazza Amendola – ha spiegato l’assessore –, ricadendo su zona a vincolo, sono stati autorizzati tramite presentazione di idonea documentazione in conferenza del paesaggio e hanno riguardato l’abbattimento di diciotto esemplari di pinus pinea che sono già stati sostituiti da esemplari di prunus. Gli interventi sul parco Ochino, unitamente al tratto adiacente via Violante di Baviera, sono stati oggetto di specifico progetto di riqualificazione dell’area approvato dalla Giunta comunale; in questo caso, non rientrando in zona a vincolo, non è stato necessario provvedere a richiedere autorizzazione paesaggistica. Anche in questo caso le piante abbattute sono state sostituite da altre essenze (tiglio, platano, prunus). Si tratta in questo caso dell’abbattimento di trentasei piante. Gli interventi nella zona di via delle Province e via Violante di Baviera saranno completati con l’ulteriore abbattimento di quattordici piante e relative sostituzioni, anche in relazione a specifiche segnalazioni e richieste di intervento da parte di cittadini”.

Il patrimonio arboreo del Comune di Siena – ha proseguito Magi – è sottoposto a periodico monitoraggio con esame a vista e relative valutazioni speditive. Nel caso di siti di particolare interesse, come a esempio piazza Amendola, le valutazioni sono più specifiche e approfondite anche tramite valutazioni agronomiche. La necessità di intervento è stata valutata e decisa in base alle problematiche emerse su cedimenti improvvisi di alberi (pinus pinea in via delle Province) e sulla fruibilità delle aree da parte di portatori di handicap e delle strade in condizioni di sicurezza. Ritengo doveroso segnalare, inoltre, come le analisi delle alternative possibili nel caso di un Ente pubblico portino anche e necessariamente verso una valutazione costi-benefici sul medio/lungo periodo, e, ragionando in tali termini, la sostituzione di alberature esistenti con essenze di diversa e più compatibile tipologia porta a evidenti vantaggi. Resta inteso che, nel caso di alberature distanti dalla sede stradale e pedonale, possono essere valutate altre tipologie di intervento che consentano il mantenimento delle attuali condizioni”.

Per quanto riguarda le piante di piazza Amendola e del parco Ochino – ha dichiarato l’assessore – sono a disposizione, presso i competenti uffici, nelle specifiche sezioni del censimento arboreo, le valutazioni redatte da un agronomo forestale. La valutazione del rischio in relazione alla posizione delle essenze e alla fruibilità dei luoghi, unita a valutazioni del tipo costi-benefici, hanno portato a optare per la sostituzione delle essenze esistenti anche considerando la loro dimensione e l’oggettiva difficoltà nel mettere in essere soluzioni efficaci e durature di contenimento dell’apparato radicale, considerando anche la natura stessa dell’apparato radicale delle piante di pinus pinea. Gli interventi posti in essere sono perfettamente in armonia con il Regolamento del verde (il piano deve ancora essere approvato essendo in fase di elaborazione), in quanto a ogni abbattimento è seguita la messa a dimora di nuovi alberi. Sia per quanto riguarda piazza Amendola che per quanto attiene il parco Ochino, la cittadinanza e le istituzioni (ultimo il verbale di intervento dei Vigili del Fuoco in piazza Amendola) hanno più volte sottolineato la necessità di provvedere all’esecuzione di questi interventi. A conferma di ciò, sono presenti agli atti sia denunce che richieste di risarcimento danni a seguito di infortuni o danneggiamenti. Come detto, ogni pianta è stata sostituita da altri esemplari con caratteristiche idonee al luogo di messa a dimora, considerando anche la stagionalità e la possibilità di garantire la permeabilità alla luce del sole nei mesi autunnali e invernali. Per quanto riguarda la compensazione ambientale, il Comune di Siena ha provveduto, oltre alle piante sostituite, alla posa di cinquanta esemplari di diverse essenze all’interno del parco Unità di Italia; anche all’interno del parcheggio dell’ex campino di San Prospero, dove prima non erano presenti, trentasette nuove piante”.

Certamente – ha concluso l’assessore Barbara Magi –, in base al costante monitoraggio delle piante e alla loro analisi sia di tipo speditivo che di tipo strumentale, saranno realizzati altri interventi di messa in sicurezza con sostituzione delle essenze, in base alle risultanze delle valutazioni agronomiche e della complessiva valutazione del rischio che comprende anche le zone dove insistono le piante. Tutto questo al netto dei costanti interventi di potatura, rimonda del secco e spalcature delle alberature presenti”.

La consigliera comunale Monica Casciaro (Siena Sostenibile) si è dichiarata “non soddisfatta, in quanto è necessario analizzare gli atti per quanto riguarda la valutazione effettiva dello stato dei pini e la loro salute. A me risulta che potevano essere fatti interventi diversi, alcune piante sarebbero state in salute. Dobbiamo infine valutare anche i costi a lungo termine rispetto al rifacimento del manto stradale danneggiato. Infine dovremo anche capire le zone di ombra che potranno fornire nel breve termine le nuove piante ”.

Taglio dei pini al parco Ochino e in Piazza d’Armi, Magi:

Intervento necessario, come sottolineato da cittadinanza e istituzioni”

Sia per quanto riguarda piazza Amendola che per quanto attiene il parco Ochino, la cittadinanza e le istituzioni hanno più volte sottolineato la necessità di provvedere all’esecuzione di questi interventi. A conferma di ciò, sono presenti agli atti sia denunce che richieste di risarcimento danni a seguito di infortuni o danneggiamenti”. Così l’assessore all’ambiente e alle aree verdi del Comune di Siena, Barbara Magi, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dalla consigliera del gruppo Siena Sostenibile, Monica Casciaro, in merito al taglio dei pini presso il parco Ochino all’Acquacalda e in Piazza d’Armi.

Gli interventi su piazza Amendola – ha spiegato l’assessore –, ricadendo su zona a vincolo, sono stati autorizzati tramite presentazione di idonea documentazione in conferenza del paesaggio e hanno riguardato l’abbattimento di diciotto esemplari di pinus pinea che sono già stati sostituiti da esemplari di prunus. Gli interventi sul parco Ochino, unitamente al tratto adiacente via Violante di Baviera, sono stati oggetto di specifico progetto di riqualificazione dell’area approvato dalla Giunta comunale; in questo caso, non rientrando in zona a vincolo, non è stato necessario provvedere a richiedere autorizzazione paesaggistica. Anche in questo caso le piante abbattute sono state sostituite da altre essenze (tiglio, platano, prunus). Si tratta in questo caso dell’abbattimento di trentasei piante. Gli interventi nella zona di via delle Province e via Violante di Baviera saranno completati con l’ulteriore abbattimento di quattordici piante e relative sostituzioni, anche in relazione a specifiche segnalazioni e richieste di intervento da parte di cittadini”.

Il patrimonio arboreo del Comune di Siena – ha proseguito Magi – è sottoposto a periodico monitoraggio con esame a vista e relative valutazioni speditive. Nel caso di siti di particolare interesse, come a esempio piazza Amendola, le valutazioni sono più specifiche e approfondite anche tramite valutazioni agronomiche. La necessità di intervento è stata valutata e decisa in base alle problematiche emerse su cedimenti improvvisi di alberi (pinus pinea in via delle Province) e sulla fruibilità delle aree da parte di portatori di handicap e delle strade in condizioni di sicurezza. Ritengo doveroso segnalare, inoltre, come le analisi delle alternative possibili nel caso di un Ente pubblico portino anche e necessariamente verso una valutazione costi-benefici sul medio/lungo periodo, e, ragionando in tali termini, la sostituzione di alberature esistenti con essenze di diversa e più compatibile tipologia porta a evidenti vantaggi. Resta inteso che, nel caso di alberature distanti dalla sede stradale e pedonale, possono essere valutate altre tipologie di intervento che consentano il mantenimento delle attuali condizioni”.

Per quanto riguarda le piante di piazza Amendola e del parco Ochino – ha dichiarato l’assessore – sono a disposizione, presso i competenti uffici, nelle specifiche sezioni del censimento arboreo, le valutazioni redatte da un agronomo forestale. La valutazione del rischio in relazione alla posizione delle essenze e alla fruibilità dei luoghi, unita a valutazioni del tipo costi-benefici, hanno portato a optare per la sostituzione delle essenze esistenti anche considerando la loro dimensione e l’oggettiva difficoltà nel mettere in essere soluzioni efficaci e durature di contenimento dell’apparato radicale, considerando anche la natura stessa dell’apparato radicale delle piante di pinus pinea. Gli interventi posti in essere sono perfettamente in armonia con il Regolamento del verde (il piano deve ancora essere approvato essendo in fase di elaborazione), in quanto a ogni abbattimento è seguita la messa a dimora di nuovi alberi. Sia per quanto riguarda piazza Amendola che per quanto attiene il parco Ochino, la cittadinanza e le istituzioni (ultimo il verbale di intervento dei Vigili del Fuoco in piazza Amendola) hanno più volte sottolineato la necessità di provvedere all’esecuzione di questi interventi. A conferma di ciò, sono presenti agli atti sia denunce che richieste di risarcimento danni a seguito di infortuni o danneggiamenti. Come detto, ogni pianta è stata sostituita da altri esemplari con caratteristiche idonee al luogo di messa a dimora, considerando anche la stagionalità e la possibilità di garantire la permeabilità alla luce del sole nei mesi autunnali e invernali. Per quanto riguarda la compensazione ambientale, il Comune di Siena ha provveduto, oltre alle piante sostituite, alla posa di cinquanta esemplari di diverse essenze all’interno del parco Unità di Italia; anche all’interno del parcheggio dell’ex campino di San Prospero, dove prima non erano presenti, trentasette nuove piante”.

Certamente – ha concluso l’assessore Barbara Magi –, in base al costante monitoraggio delle piante e alla loro analisi sia di tipo speditivo che di tipo strumentale, saranno realizzati altri interventi di messa in sicurezza con sostituzione delle essenze, in base alle risultanze delle valutazioni agronomiche e della complessiva valutazione del rischio che comprende anche le zone dove insistono le piante. Tutto questo al netto dei costanti interventi di potatura, rimonda del secco e spalcature delle alberature presenti”.

La consigliera comunale Monica Casciaro (Siena Sostenibile) si è dichiarata “non soddisfatta, in quanto è necessario analizzare gli atti per quanto riguarda la valutazione effettiva dello stato dei pini e la loro salute. A me risulta che potevano essere fatti interventi diversi, alcune piante sarebbero state in salute. Dobbiamo infine valutare anche i costi a lungo termine rispetto al rifacimento del manto stradale danneggiato. Infine dovremo anche capire le zone di ombra che potranno fornire nel breve termine le nuove piante”.

PayCare, Fabio: Massimo ascolto e interlocuzioni con il Governo

per dare un futuro ai lavoratori

Proseguiremo con il lavoro già posto in essere con l’obiettivo di dare un reale futuro ai lavoratori PayCare”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dai consiglieri del gruppo Forza Italia – Udc – Nuovo Psi (Lorenza Bondi e Marco Falorni) in merito all’attivazione della Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga in favore dei dipendenti PayCare.

“Parliamo di lavoratrici e lavoratori – ha detto il Sindaco Fabio – che da anni vivono una condizione di incertezza, in un settore,quello dei call center, che troppo spesso è stato trattato come ‘periferico’, quando invece incide in modo diretto sulla dignità del lavoro e sulla tenuta sociale di intere famiglie. È bene ricordare, senza alibi ma con onestà, che questa crisi non nasce oggi. PayCare è l’ex ramo call center di Bassilichi/Nexi: un’eredità complessa che si trascina da tempo e che, negli anni, ha visto progressivi ridimensionamenti e continui passaggi societari, fino all’attuale fase di liquidazione e cessazione delle attività”.

“Risulta in effetti – ha spiegato il Sindaco – che la società abbia attivato e avviato la procedura per la Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga per cessazione di attività a partire dal primo gennaio 2026, con l’obiettivo di garantire copertura e tutele nella fase di transizione. Il Governo in legge di stabilità aveva previsto un’apposita misura proprio per le aziende di call center. L’iter è stato accompagnato da un confronto istituzionale che ha prodotto, nelle scorse settimane, un avanzamento importante: al tavolo ministeriale è stato definito un impianto di strumenti che comprende ammortizzatori socialimobilità volontaria incentivatapolitiche attive del lavoro e anche la possibilità di passaggio volontario all’interno del gruppo, laddove praticabile”.

“Sui percorsi di politica attiva – ha detto ancora Nicoletta Fabio -, la Regione Toscana nei giorni scorsi con il coinvolgimento delle strutture competenti e con il confronto con azienda e sindacati, ha definito e sottoscritto un accordo di progetto che si colloca nel perimetro del ‘programma Gol’. Si tratta di misure relative a: orientamento e accompagnamento al lavoro; aggiornamento e riqualificazione professionale; certificazione delle competenze e percorsi qualificanti; strumenti di incrocio domanda e offerta sul territorio e, dove previsto, misure a supporto della ricollocazione e degli esodi incentivati”.

“Condivido le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali – ha aggiunto e concluso il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio -, occorre affrontare queste vicende con sano realismo e dunque ritengo che il tempo è un fattore decisivo. Dodici mesi di ammortizzatori, se non agganciati presto a opportunità concrete, rischiano di trasformarsi solo in un ‘parcheggio’. Un parcheggio certamente importantissimo e vitale per tante famiglie, ma al quale dobbiamo, tutti insieme lavorare per dare poi un obiettivo lavorativo concreto. Per questo abbiamo lavorato, e continueremo a lavorare, su due versanti: massimo ascolto, incontri con Rsu e sindacati, raccordo con l’amministrazione di Monteriggioni e la Regione; una interlocuzione costante con il Governo nazionale, perché quando si parla di crisi industriali e occupazionali il livello nazionale può aiutarci con strumenti concreti. Ricordo che il Comune ha incontrato sindacati e Rsu già in molte occasioni, mantenendo alta l’attenzione istituzionale e chiedendo soluzioni alternative alle scelte più traumatiche. Lo scorso 11 dicembre in Piazza Salimbeni, partecipando al presidio dei lavoratori, ebbi a dire che a mio avviso Confindustria doveva essere un attore fondamentale in questa come in altre vicende imprenditoriali che riguardano il nostro territorio, lanciai l’idea di un tavolo comune a cui confindustria rispose positivamente. E’ possibile che ora l’interesse anche di altri soggetti si attivi su questa vicenda e si possa realizzare anche un tavolo locale. Noi possiamo garantire il forte collegamento tra governo locale e governo nazionale che non è uno slogan, ma una opportunità e necessità operativa. Continueremo dunque a fare tutto ciò che è necessario per dare un futuro a questi lavoratori”.

Il consigliere del gruppo Forza Italia – Udc – Nuovo Psi, Lorenza Bondi, che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarata “soddisfatta della risposta del Sindaco. Ringrazio i lavoratori di PayCare presenti questa mattina in Consiglio comunale. Apprezzo la risposta del Sindaco, soprattutto le attività che ha messo in campo, ovvero coordinamento, collegamento e interlocuzioni con sindacati, Regione Toscana e Governo. Importante anche il confronto con le attività produttive, a partire dal coinvolgimento di Confindustria ricordato dal Sindaco. Parliamo di trentacinque dipendenti, è importante provare a trovare le giuste e possibili soluzioni per dare un futuro ai lavoratori e alle loro famiglie. Ribadisco che si tratta di una vicenda che viene da lontano. Ci tengo a sottolineare che questi dipendenti hanno continuato a lavorare grazie a una commessa della Regione Lombardia. Negli anni in cui c’erano le condizioni economiche che lo permettevano, la Regione Toscana avrebbe dovuto e potuto attivarsi e forse le persone presenti oggi in Consiglio comunale non sarebbero state qui e avremmo parlato di una fisiologica concorrenza nel mercato del lavoro, anche in questo settore, generata dall’Intelligenza Artificiale. La domanda che dovrebbe porsi anche il Pd, in questo senso, è chiedere dove fosse la Regione Toscana quando questi lavoratori avevano bisogno di una strategia industriale a seguito delle varie cessioni societarie”.

PayCare, Fabio: Massimo ascolto e interlocuzioni con il Governo

per dare un futuro ai lavoratori

Proseguiremo con il lavoro già posto in essere con l’obiettivo di dare un reale futuro ai lavoratori PayCare”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dai consiglieri del gruppo Forza Italia – Udc – Nuovo Psi (Lorenza Bondi e Marco Falorni) in merito all’attivazione della Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga in favore dei dipendenti PayCare.

“Parliamo di lavoratrici e lavoratori – ha detto il Sindaco Fabio – che da anni vivono una condizione di incertezza, in un settore,quello dei call center, che troppo spesso è stato trattato come ‘periferico’, quando invece incide in modo diretto sulla dignità del lavoro e sulla tenuta sociale di intere famiglie. È bene ricordare, senza alibi ma con onestà, che questa crisi non nasce oggi. PayCare è l’ex ramo call center di Bassilichi/Nexi: un’eredità complessa che si trascina da tempo e che, negli anni, ha visto progressivi ridimensionamenti e continui passaggi societari, fino all’attuale fase di liquidazione e cessazione delle attività”.

“Risulta in effetti – ha spiegato il Sindaco – che la società abbia attivato e avviato la procedura per la Cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga per cessazione di attività a partire dal primo gennaio 2026, con l’obiettivo di garantire copertura e tutele nella fase di transizione. Il Governo in legge di stabilità aveva previsto un’apposita misura proprio per le aziende di call center. L’iter è stato accompagnato da un confronto istituzionale che ha prodotto, nelle scorse settimane, un avanzamento importante: al tavolo ministeriale è stato definito un impianto di strumenti che comprende ammortizzatori socialimobilità volontaria incentivatapolitiche attive del lavoro e anche la possibilità di passaggio volontario all’interno del gruppo, laddove praticabile”.

“Sui percorsi di politica attiva – ha detto ancora Nicoletta Fabio -, la Regione Toscana nei giorni scorsi con il coinvolgimento delle strutture competenti e con il confronto con azienda e sindacati, ha definito e sottoscritto un accordo di progetto che si colloca nel perimetro del ‘programma Gol’. Si tratta di misure relative a: orientamento e accompagnamento al lavoro; aggiornamento e riqualificazione professionale; certificazione delle competenze e percorsi qualificanti; strumenti di incrocio domanda e offerta sul territorio e, dove previsto, misure a supporto della ricollocazione e degli esodi incentivati”.

“Condivido le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali – ha aggiunto e concluso il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio -, occorre affrontare queste vicende con sano realismo e dunque ritengo che il tempo è un fattore decisivo. Dodici mesi di ammortizzatori, se non agganciati presto a opportunità concrete, rischiano di trasformarsi solo in un ‘parcheggio’. Un parcheggio certamente importantissimo e vitale per tante famiglie, ma al quale dobbiamo, tutti insieme lavorare per dare poi un obiettivo lavorativo concreto. Per questo abbiamo lavorato, e continueremo a lavorare, su due versanti: massimo ascolto, incontri con Rsu e sindacati, raccordo con l’amministrazione di Monteriggioni e la Regione; una interlocuzione costante con il Governo nazionale, perché quando si parla di crisi industriali e occupazionali il livello nazionale può aiutarci con strumenti concreti. Ricordo che il Comune ha incontrato sindacati e Rsu già in molte occasioni, mantenendo alta l’attenzione istituzionale e chiedendo soluzioni alternative alle scelte più traumatiche. Lo scorso 11 dicembre in Piazza Salimbeni, partecipando al presidio dei lavoratori, ebbi a dire che a mio avviso Confindustria doveva essere un attore fondamentale in questa come in altre vicende imprenditoriali che riguardano il nostro territorio, lanciai l’idea di un tavolo comune a cui confindustria rispose positivamente. E’ possibile che ora l’interesse anche di altri soggetti si attivi su questa vicenda e si possa realizzare anche un tavolo locale. Noi possiamo garantire il forte collegamento tra governo locale e governo nazionale che non è uno slogan, ma una opportunità e necessità operativa. Continueremo dunque a fare tutto ciò che è necessario per dare un futuro a questi lavoratori”.

Il consigliere del gruppo Forza Italia – Udc – Nuovo Psi, Lorenza Bondi, che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarata “soddisfatta della risposta del Sindaco. Ringrazio i lavoratori di PayCare presenti questa mattina in Consiglio comunale. Apprezzo la risposta del Sindaco, soprattutto le attività che ha messo in campo, ovvero coordinamento, collegamento e interlocuzioni con sindacati, Regione Toscana e Governo. Importante anche il confronto con le attività produttive, a partire dal coinvolgimento di Confindustria ricordato dal Sindaco. Parliamo di trentacinque dipendenti, è importante provare a trovare le giuste e possibili soluzioni per dare un futuro ai lavoratori e alle loro famiglie. Ribadisco che si tratta di una vicenda che viene da lontano. Ci tengo a sottolineare che questi dipendenti hanno continuato a lavorare grazie a una commessa della Regione Lombardia. Negli anni in cui c’erano le condizioni economiche che lo permettevano, la Regione Toscana avrebbe dovuto e potuto attivarsi e forse le persone presenti oggi in Consiglio comunale non sarebbero state qui e avremmo parlato di una fisiologica concorrenza nel mercato del lavoro, anche in questo settore, generata dall’Intelligenza Artificiale. La domanda che dovrebbe porsi anche il Pd, in questo senso, è chiedere dove fosse la Regione Toscana quando questi lavoratori avevano bisogno di una strategia industriale a seguito delle varie cessioni societarie”.

Nuova rotatoria strada Fiume, Capitani:

Puntiamo a sicurezza e decongestionamento, opera attesa da anni”

Il nuovo collegamento tra la rotonda di Fontebecci e viale Giovanni Paolo II rappresenta l’unica possibilità di provare a scaricare la rotonda stessa, da sempre oggetto di intenso traffico. E’ realizzata a scomputo di oneri di urbanizzazione e dunque con grandissimo risparmio delle risorse comunali. E un’opera attesa da oltre quindici anni. La nuova rotatoria che sorgerà entro il 2027 all’incrocio fra questa nuova strada e la strada Fiume si inserisce in un contesto complessivo che punta a decongestionare il traffico e aumentare la sicurezza in tutta la zona”. Così il Vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dalla consigliera del gruppo Siena Sostenibile, Monica Casciaro.

In via preliminare – ha detto Capitani – mi preme evidenziare come il nuovo collegamento tra la rotonda di Fontebecci e viale Giovanni Paolo II rappresenta l’unica possibilità di provare a scaricare la rotonda di Fontebecci da sempre oggetto di intenso traffico. Si tratta di un opera attesa da oltre quindici anni e presso gli uffici comunali non solo sono presenti studi in merito al suo beneficio, ma la particolare situazione è stata anche oggetto di studi universitari. Il Progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’intervento e il nuovo collegamento viario con la rotatoria di Fontebecci non contengono una relazione specificamente dedicata allo studio dei flussi di traffico e delle condizioni di esercizio del nodo nel suo complesso in quanto le valutazioni di carattere trasportistico sull’area interessata erano già state svolte in precedenza, sia nell’ambito delle simulazioni effettuate per l’analisi degli scenari di progetto del Pums, sia all’interno dello ‘Studio di Impatto Viabilistico’ redatto nell’ambito della Convenzione stipulata ai sensi delle Norme tecniche di attuazione del Piano operativo del Comune di Siena, relativamente all’intervento diretto in via delle Province – via Cassia Nord a Fontebecci. Lo studio di impatto viabilistico ha analizzato lo stato di fatto antecedente gli interventi e ha valutato gli effetti derivanti dalle previsioni urbanistiche e infrastrutturali, ovvero la realizzazione della media struttura di vendita, l’introduzione del nuovo asse viario di raccordo (bretella) della rotatoria di Fontebecci (tra la strada statale 222 Chiantigiana – via delle Province – via Fiorentina) con viale Giovanni Paolo II (strada Fiume), l’introduzione di una nuova rotatoria su viale Giovanni Paolo II in corrispondenza della nuova bretella e alcune modifiche della rotatoria esistente di Fontebecci, finalizzate ad ampliare la sua capacità di smaltimento e adeguare la sua geometria alla presenza del nuovo asse viario. Lo studio ha confermato un miglioramento complessivo dei livelli di servizio delle intersezioni dell’area a seguito dell’apertura del nuovo asse viario di collegamento e della realizzazione della nuova rotatoria”.

Per quanto riguarda le lunghezze massime di coda – ha proseguito Capitani – previste sui singoli rami della nuova rotatoria nelle condizioni di traffico più gravose, lo studio valuta tempi di attesa irrilevanti su viale Giovanni Paolo II. Tempi di attesa maggiori sono previsti sul nuovo ramo di progetto, comunque pienamente compatibili con quelli tipici di un contesto urbano nelle ore di punta. Riguardo alla valutazione unitaria del sistema delle rotatorie esistenti e di progetto l’area di studio oggetto delle analisi comprende complessivamente cinque intersezioni, tra cui le principali sono la rotatoria di Siena Nord, tra strada stalale 222 Chiantigiana, via Sardegna, viale Giovanni Paolo II e via Montecelso, la rotatoria di Fontebecci tra strada statale 222, via Fiorentina e via delle Province e la nuova rotatoria su viale Giovanni Paolo II in corrispondenza dell’innesto della nuova bretella”.

Sulla scelta di una configurazione interamente monocorsia – ha spiegato ancora Capitani – in seguito al calcolo dei livelli di servizio dei singoli rami non è emersa la necessità di prevedere ingressi a più corsie nella rotatoria di progetto, risultando la configurazione interamente monocorsia adeguata ai flussi stimati. Riguardo all’impatto degli attraversamenti pedonali sulla capacità degli accessi maggiormente caricati, la normativa non richiede studi specifici sull’effetto degli attraversamenti pedonali sulla capacità delle intersezioni in quanto, in condizioni ordinarie, ovvero salvo casi caratterizzati da flussi pedonali particolarmente elevati, l’impatto risulta trascurabile dal momento che nelle ore di punta l’attraversamento avviene prevalentemente durante le fasi di accodamento dei veicoli”. “Sui mezzi pesanti – ha specificato Capitani – come previsto dalla manualistica di settore, nella valutazione dei flussi di traffico è stata considerata la presenza dei mezzi mediante l’utilizzo degli opportuni coefficienti di equivalenza. Sono inoltre state effettuate simulazioni di ingombro delle manovre di svolta dei veicoli pesanti, al fine di calibrare correttamente la geometria delle intersezioni (larghezza delle corsie di ingresso e uscita e raggi di curvatura manovre). Riguardo poi alle verifiche di capacità e di accodamento lo Sstudio di Impatto Viabilistico ha utilizzato, per la valutazione dei livelli di servizio, le metodologie del Cetur e dell’Highway Capacity Manual (Hcm) che forniscono le relazioni necessarie al calcolo della capacità e del ritardo medio atteso nei rami in funzione dei flussi e della geometria della rotatoria. Riguardo al rispetto della normativa vigente dal momento che il decreto ministeriale del 19 aprile 2006 non prevede limiti alla distanza tra intersezioni in ambito urbano, non si è resa necessaria alcuna deroga. Infine, come già evidenziato, la documentazione tecnica di calcolo posta alla base del progetto è costituita dallo studio di impatto viabilistico allegato al permesso di costruire, che riporta tutte le informazioni richieste. I rilievi di traffico sono stati effettuati nel mese di ottobre 2021 mediante strumentazione radar installata a bordo strada e integrazioni manuali. Le analisi dei livelli di servizio sono state condotte sia nell’ora di punta mattutina (ore 7-9) sia in quella serale (ore 19 –21). In conclusione gli studi effettuati dimostrano che la nuova viabilità è in grado di alleggerire quella esistente attraverso una più efficiente redistribuzione dei flussi di traffico”.

Riguardo a successivi eventuali approfondimenti sul sistema viario analizzato – ha detto Capitani -, considerata la sezione stradale particolarmente contenuta del tratto della strada statale 222 Chiantigiana compreso tra la rotatoria di Siena Nord e la rotatoria di Fontebecci, potrà essere valutata l’ipotesi di istituire un senso unico di marcia in tale tratto. Tale soluzione presenta tuttavia lo svantaggio di determinare un significativo incremento delle percorrenze, con ricadute negative in particolare sul trasporto pubblico, sia in termini di tempi di viaggio sia di costi di esercizio. In base alla geometria dell’area di studio e ai flussi di traffico rilevati, una prima valutazione indica come più conveniente, al fine di non incrementare i tempi di attesa del tratto, l’adozione del senso di marcia in ingresso verso la città. In questo scenario, il flusso in uscita dovrebbe utilizzare esclusivamente la nuova bretella di collegamento e fino alla realizzazione della nuova rotatoria di progetto la bretella non potrà assolvere tale funzione, poiché nell’attuale configurazione provvisoria a T la manovra di svolta a sinistra dalla bretella verso la strada Fiume risulta inibita per motivi di sicurezza.

Siamo consapevoli – ha detto ancora Capitani – che l’intervento possa non essere risolutivo da qualsiasi potenziale coda, ma ne sottolineiamo la necessità e l’importanza che saprà dare in termini di miglioramento, specialmente con la nuova rotatoria entro il 2027. Quella zona è congestionata e risente di profondi errori di pianificazione: siamo convinti come amministrazione che la completa realizzazione di uno svincolo in uscita da Siena Nord con direzione diretta ospedale, che abbiamo inserito nel piano strutturale e abbiamo intenzione di realizzare in collaborazione con il Comune di Monteriggioni possa dare altri benefici significati. Mi permetto però di dire che il nuovo collegamento è realtà grazie a questa amministrazione e in passato quando chi amministrava la propose nel Piano regolatore non ci furono polemiche. Nei programmi elettorali del 2011 e del 2013 del centrosinistra la ‘bretella’ era tranquillamente inserita”.

La consigliera comunale Monica Casciaro (Siena Sostenibile) si è dichiarata “abbastanza soddisfatta, sono state date risposte a tutte le domande, l’interrogazione era una richiesta di determinate specifiche che sono state fornite”.

Disagio abitativo, Papi: “Accordo territoriale in vigore

Lamministrazione facilita il dialogo per il rinnovo”

“L’Accordo territoriale è attualmente in vigore e trova legittima applicazione in virtù di quanto previsto dall’articolo 2, comma 6, del medesimo, che stabilisce che ‘il presente accordo resterà in vigore fino alla sottoscrizione di un nuovo accordo’. Il Comune svolge esclusivamente un ruolo di facilitatore del processo: gli accordi territoriali sono sottoscritti dalle organizzazioni rappresentative dei proprietari e degli inquilini. La stesura di un nuovo Accordo territoriale per le locazioni abitative, rientra comunque nell’interesse dell’amministrazione comunale”. Così l’assessore alla famiglia e politiche della casa del Comune di Siena, Micaela Papi ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dal consigliere comunale Fabio Pacciani (Gruppo Misto), in merito alla situazione del rinnovo dell’Accordo territoriale scaduto il 1 agosto 2024.

“Il disagio abitativo – ha detto Papi – è in sensibile crescita anche nel territorio comunale, dove si registra una forte tensione abitativa, con crescenti difficoltà sia nel sostenere le spese alloggiative sia nel reperire alloggi in locazione sul mercato. Tale situazione è determinata da un evidente squilibrio tra domanda e offerta, dovuto alla progressiva riduzione dell’offerta di immobili sul mercato residenziale a fronte di una domanda in costante aumento. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quindi quello di incentivare l’offerta abitativa, al fine di rispondere in maniera più efficace alla crescente domanda di alloggi. In questo contesto, uno degli strumenti a disposizione dell’amministrazione è la promozione della stipula di contratti di locazione a canone concordato, che rappresentano un importante strumento di regolazione del mercato abitativo e producono benefici significativi sia per i proprietari che per gli inquilini, determinando un abbattimento dei canoni medi rispetto ai valori di mercato. Il contratto a canone concordato costituisce, infatti, un’opportunità concreta che consente ai proprietari di accedere ad agevolazioni fiscali: riduzione della base imponibile Irpef del trenta per cento; riduzione della base imponibile per l’imposta di registro del trenta per cento; riduzione dell’aliquota della cedolare secca dal ventuno per cento al dieci per cento; riduzione dell’Imu del venticinque per cento”.

“Proprio per sostenere l’accesso alla locazione a prezzi congrui – ha proseguito -, l’amministrazione comunale ha promosso, nel mese di luglio 2023, un incontro di mediazione tra le principali associazioni dei proprietari (Uppi, Confedilizia, Federproprietà e Asppi) e quelle degli inquilini (Sicet, Sunia e Uniat). Tale percorso ha condotto alla sottoscrizione, in data 28 luglio 2023, dell’ ‘Accordo territoriale per le locazioni abitative a canone concordato’ valido per il territorio del Comune di Siena, che ha sostituito il precedente accordo stipulato nel 2019. Sulla base dell’Accordo territoriale, possono essere stipulati contratti di locazione convenzionati, detti appunto a canone concordato, che prevedono un canone tendenzialmente inferiore a quello di mercato, compensato da agevolazioni fiscali a favore del proprietario e da condizioni economiche più sostenibili per il conduttore”.

“Grazie al nuovo Accordo – ha evidenziato ancora Papi – è stato effettuato un aggiornamento delle tabelle dei valori, con adeguamento agli indici Istat e al costo della vita, ridefinendo i valori minimi e massimi al metro quadrato in relazione alle zone del territorio comunale e alle caratteristiche degli alloggi. Il nuovo Accordo rappresenta pertanto un traguardo importante e un’ulteriore opportunità per incentivare il ricorso al canone concordato. Al fine di favorire una più ampia applicazione dell’Accordo territoriale, il Comune di Siena ha adottato specifiche misure di sostegno, tra le quali si evidenzia quella riguardante il contributo straordinario per il canone concordato: la concessione, una tantum, di un contributo pari a tremila euro per la stipula di nuovi contratti di locazione abitativa a canone concordato; un contributo pari a mille euro per la rinegoziazione di contratti di locazione a libero mercato con trasformazione in contratti a canone concordato e contestuale riduzione del canone. Tale misura, finalizzata a contrastare la carenza di alloggi in affitto a canone calmierato nel territorio comunale, è stata adottata in via sperimentale nel 2024 e finanziata con risorse pari a 150mila euro, esaurite in pochi mesi. Considerato il positivo riscontro, la misura è stata reiterata per l’anno 2025 ed estesa anche ai contratti di locazione a canone concordato per studenti, con durata di trentasei mesi, in considerazione del rilevante interesse pubblico connesso all’attrattività universitaria della città e allo sviluppo economico del territorio”.

“La stesura di un nuovo Accordo territoriale – ha dichiarato Papi -, volto a migliorare e implementare quello vigente, rientra comunque nell’interesse dell’amministrazione comunale, che intende promuovere un nuovo incontro di mediazione tra le associazioni dei proprietari e degli inquilini, successivamente ad approfondimenti tecnici da parte del tavolo di confronto denominato ‘Osservatorio Territoriale del mercato pubblico e privato della locazione e delle politiche abitative’, la cui convocazione è prevista nel mese di febbraio. L’Osservatorio, costituito dal Comune di Siena all’inizio del 2024, riunisce associazioni dei proprietari, associazioni degli inquilini, i Comuni limitrofi, l’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario, organizzazioni sindacali, associazioni delle imprese di costruzione, associazioni studentesche e rappresentanze degli agenti immobiliari. All’interno di tale organismo sono attivate forme di collaborazione finalizzate all’analisi delle criticità del sistema casa e alla definizione di strategie di intervento per la mitigazione del disagio abitativo”.

“Nel corso delle attività di analisi propedeutiche alla stipula del nuovo Accordo territoriale – ha concluso l’assessore Micaela Papi – saranno presi in considerazione anche gli aspetti richiamati nel dispositivo dell’interrogazione, fermo restando che, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, della legge numero 431 del 1998, i contratti a canone concordato sono destinati a conduttori persone fisiche che utilizzano l’immobile per finalità abitative, normalmente quale abitazione principale, senza svolgervi attività d’impresa, restando inclusi gli studenti esclusivamente nell’ambito delle tipologie contrattuali specificamente previste dalla legge e dagli accordi territoriali. La normativa vigente non individua quindi categorie specifiche di conduttori, ciò che rileva è: la tipologia contrattuale (canone concordato 3+2); l’uso abitativo dell’immobile; il rispetto dell’accordo territoriale. L’accordo territoriale, a sua volta, deve conformarsi alle fonti normative sovraordinate, in particolare: la legge numero 431 del 1998; il decreto ministeriale 16 gennaio 2017 (Mit-Mef), che stabilisce criteri oggettivi relativi a zone, fasce di oscillazione e caratteristiche degli alloggi, demandando agli accordi territoriali la concreta applicazione. L’accordo territoriale non costituisce una fonte normativa autonoma, ma uno strumento attuativo della normativa nazionale”.

Il consigliere comunale Fabio Pacciani (Gruppo Misto) ha replicato: “Ringrazio l’assessore per la risposta molto esaustiva e completa anche sul percorso compiuto dall’amministrazione su questi temi. Quello che avevo rilevato, magari erroneamente, è che non potevano usufruire del canone concordato soggetti che hanno un contratto a tempo indeterminato, mentre invece potevano usufruirne soggetti contrattualizzati per motivi di studio, di apprendistato o di formazione. Avevo citato la categoria infermieristica solo come esempio, perché spesso si tratta di lavoratori a tempo determinato e che a ora, per quanto avevo studiato, non rientrano nelle categorie che possono usufruire di questi benefici”.

Piano città degli immobili pubblici di Siena”, Capitani:

Tavolo aperto, auspico l’adesione anche da parte dei privati”

Il “Piano città degli immobili pubblici di Siena” è stato l’oggetto dell’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dalla consigliera Anna Ferretti del gruppo Partito Democratico. A rispondere è stato il Vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, Michele Capitani.

“Sono stati cinque – ha sottolineato il Vicesindaco – i tavoli tecnici operativi con i componenti designati dal Comune di Siena e dall’Agenzia del Demanio, durante i quali sono stati compiuti gli approfondimenti circa la destinazione urbanistica e l’attuale utilizzo dei beni, finalizzato alla ricerca del miglior uso a cui vocarli. Il percorso da intraprendere richiede tempistiche prolungate e differenziate per ciascuno dei beni inseriti nel Piano. Si tratta, infatti, per la maggior parte di beni di Demanio pubblico dello Stato, alcuni dei quali sono attualmente utilizzati da pubbliche amministrazioni statali e, pertanto, per poterne disporre diversamente occorre preliminarmente trovare una nuova soluzione allocativa per il soggetto utilizzatore. Inoltre, quasi la totalità di essi presenta interesse culturale, e pertanto, qualsiasi percorso di valorizzazione si intenda intraprendere, questo necessita della preventiva condivisione con il Ministero della Cultura. Infine, per l’ex sede Ute di Vico Alto sono al vaglio del tavolo tecnico operativo diverse possibilità di riqualificazione alla luce degli obiettivi strategici del Piano città, che mirano anche alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità ambientale”.

“Per attuare la valorizzazione dei beni dello Stato coinvolti nell’iniziativa, alla luce degli obiettivi strategici del Piano città – ha proseguito Capitani –, sono in corso anche i necessari approfondimenti presso gli organi competenti nel governo del territorio e deputati al rilascio di pareri, nulla osta e autorizzazioni, oltre che presso le amministrazioni interessate dalle eventuali dislocazioni. Aggiungo comunque, come noto, che le destinazioni urbanistiche saranno oggetto di revisione solo nel 2027 con l’aggiornamento del Piano operativo. In merito all’inserimento di ulteriori immobili al portafoglio in trattazione, sono state vagliate diverse possibilità, ma, al momento, non sono state individuate nuove strutture da aggiungere al Piano. L’accordo prevede, comunque, in qualsiasi momento e laddove se ne ravveda l’opportunità, il coinvolgimento di altri soggetti proprietari di contenitori appetibili per funzioni pubbliche”.

“Sull’individuazione di partner privati per elaborare soluzioni innovative e attente alla sostenibilità ambientale – ha concluso il Vicesindaco Michele Capitani – è stata già coinvolta la struttura per la progettazione dell’Agenzia del Demanio. Per quanto attiene i privati, sottolineo che il Piano strutturale, a livello strategico, inserirà l’apertura del Piano città anche ai soggetti privati portatori, ovviamente, di portafoglio immobiliare consistente che volessero condividere con Comune e Demanio i loro progetti. Il tavolo è, quindi, aperto, e l’auspicio è che i privati aderiscano a questa iniziativa che ritengo rilevante per il futuro della città. Il tavolo dedicato ai contenitori vuoti esiste già, e considerando anche alcune discussioni che stanno nascendo, su questo tema non vedo la necessità di crearne altri”.

La consigliera Anna Ferretti (gruppo Partito Democratico) ha replicato: “Mi trova perfettamente d’accordo con le sue conclusioni, che erano quelle che volevo sottolineare anche io: l’importanza di allargare questo tavolo, perché sicuramente un ragionamento di recupero di tutti gli edifici, specialmente di quelli di privati ed enti di particolare rilevanza della città, mi sembra fondamentale in un momento in cui si sta ragionando di Piano strutturale e di Piano operativo. Vorrei, tra l’altro, sottolineare che il Demanio ha messo tra gli edifici a disposizione il carcere di Santo Spirito. Ora, noi abbiamo la casa circondariale nel cuore della città: per certi aspetti è una cosa estremamente positiva, per altri aspetti sicuramente non è una cosa funzionale; ma pensare a uno spostamento del carcere non vuol dire solo pensare al recupero di tutto Santo Spirito, per quali funzioni e con quali modalità, ma anche a dove si può collocare eventualmente un nuovo carcere. Per questo mi premeva capire che tipo di ragionamento viene fatto e come questo ragionamento può andare a influire sul Piano strutturale, perché indubbiamente si può fare l’’aspirapolvere’ a Vico Alto, ma su Santo Spirito la vedo più problematica. E’ un ragionamento complesso ma sicuramente interessante e importante da affrontare adesso. La città di Forlì, ad esempio, ha aperto un tavolo coinvolgendo la Regione e alti enti o altri Ministeri come potrebbe essere il nostro caso. Quindi, la invito a sollecitare gli stakeholder del territorio, come ad esempio la Banca Monte dei Paschi che ha tanti immobili in città già vuoti o che lo saranno presto, a partecipare a questo ragionamento, perché è il momento giusto per affrontare questo tipo di tematiche”.

Ponte di Malizia, Capitani: “Manutenzione dovuta a carico eccessivo

figlio di gravi errori di pianificazione del passato

“La manutenzione del Ponte di Malizia è necessaria e dovuta a un carico veicolare eccessivo, figlio di errori di pianificazione urbanistica gravi del passato”. Così il Vicesindaco del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto all’interrogazione presentata durante il Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dal consigliere del gruppo Partito Democratico, Alessandro Masi, sulle condizioni della struttura.

“Il Ponte Caduti sul Lavoro, cosiddetto ‘Ponte di Malizia’ – ha spiegato Capitani – è stato oggetto negli anni di periodici interventi manutentivi, e, come tutti gli altri ponti presenti nel territorio comunale di competenza dell’amministrazione, è sottoposto a controlli e verifiche secondo la normativa vigente, che obbliga le pubbliche amministrazioni a un monitoraggio continuo. Nel Piano triennale delle opere pubbliche per l’annualità 2026 è previsto, per alcuni ponti tra cui il ponte di Malizia, uno stanziamento di cinquecentomila euro, conseguente alle lavorazioni da effettuare a seguito dei controlli, delle verifiche e dei monitoraggi già eseguiti”.

“L’intervento programmato – ha proseguito il Vicesindaco – riguarderà sia la manutenzione ordinaria sia quella straordinaria, con particolare attenzione alla messa in sicurezza dei percorsi pedonali, mediante la sostituzione delle componenti lignee attualmente fortemente deteriorate e la verniciatura delle parti in acciaio a vista. Contestualmente, sarà necessario procedere alla riverniciatura delle parti segnalate dai cittadini per ridare decoro alla struttura, garantendo così sicurezza e funzionalità a un’infrastruttura strategica per la nostra città”.

“Il ponte si conserva – ha concluso Capitani – preservandolo da un carico veicolare gravoso. Un problema che può essere derivato dalla costituzione di una media superficie di vendita, datata 1981, che è andata a interrompere il normale percorso della così detta Strada Fiume. Non mi sento però di condannare questa costituzione: è stato a mio avviso un errore imperdonabile quello invece datato 1998, quando si è concesso il raddoppio della superficie stessa, portata oltre a duemila metri quadri e mettendo, dunque, fine alla possibilità di realizzare una strada che arrivasse fino a viale Toselli, cosa che avrebbe permesso di snellire il carico veicolare del ponte e della zona. Un gravissimo errore di pianificazione che porta attualmente a questo carico eccessivo del ponte di Malizia e a cui è difficile porre rimedio”.

Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico si è dichiarato “non soddisfatto. La risposta fornita in materia urbanistica ci distoglie dal punto dell’interrogazione, che voleva mettere invece attenzione su ciò che è possibile fare per il ponte, per la salute di questa importante infrastruttura, per questo manufatto edilizio. Prendo atto positivamente della previsione di 500mila euro per la manutenzione periodica dei ponti di Siena. Richiamo però l’amministrazione ad un’attenzione specifica e ad un intervento puntuale ed urgente sul ponte di Malizia, che è sicuramente possibile fare con le risorse disponibili. Serve attenzione per la manutenzione di questa opera strategica per la città”.

Biotecnopolo, Fabio: Grande e già concreta opportunità

di sviluppo internazionale scientifico e occupazionale”

Il Biotecnopolo di Siena è già una realtà e rappresenta una grande opportunità di sviluppo scientifico e occupazionale e di posizionamento internazionale per la nostra città e per l’Italia”. Così il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, ha risposto all’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 29 gennaio, dai consiglieri del gruppo Partito Democratico (Alessandro Masi, Anna Ferretti, Giulia Mazzarelli, Luca Micheli, Gabriella Piccinni) sul Biotecnopolo di Siena e sul centro nazionale anti pandemico e se ci sono previsioni di risorse stabili nella nuova legge di bilancio dello Stato 2026-2028.

“Ritengo doveroso – ha detto il Sindaco – inquadrare il tema nella sua reale dimensione strategica per la città di Siena e per il sistema nazionale della ricerca. Il Biotecnopolo di Siena non rappresenta una iniziativa amministrativa o un progetto locale: esso costituisce una infrastruttura nazionale nelle scienze della vita, chiamata a svolgere un ruolo centrale nella ricerca, nella prevenzione e nello sviluppo di soluzioni innovative in ambito sanitario e biotecnologico. In questa prospettiva, l’amministrazione comunale considera il Biotecnopolo un patrimonio pubblico da tutelare e da valorizzare, al di là delle legittime dialettiche politiche”.

“Dal 2023 – ha detto Nicoletta Fabio – è stato avviato un processo di profondo rafforzamento della governance della Fondazione, finalizzato a garantire maggiore chiarezza nei ruoli, responsabilità gestionale e una visione strategica coerente con la missione nazionale dell’ente. Tale riorganizzazione, anche con l’introduzione della figura del Direttore Generale con competenze manageriali adeguate che ha affiancato una direzione scientifica di altissimo livello, ha consentito di superare assetti che, in passato, avevano mostrato forti limiti anche sul piano dell’efficienza operativa e della capacità di proiezione internazionale. Oggi la Fondazione opera con un impianto di governo più solido, con la presenza anche di ottime professionalità di Siena. E’ fortemente orientato ai risultati e alla costruzione di partenariati scientifici e istituzionali di alto livello, in linea con gli standard delle principali infrastrutture pubbliche di ricerca”.

“La sede operativa del Biotecnopolo – ha proseguito – è attiva e i laboratori stanno progressivamente entrando in funzione. Sono già stati assunti quaranta tra ricercatori e tecnici di laboratorio altamente qualificati, con un obiettivo dichiarato di raggiungere circa centocinquanta unità entro il 2026. Si tratta di un investimento rilevante in termini di occupazione qualificata, attrazione di competenze e rafforzamento del tessuto scientifico e professionale della città”.

“Parallelamente – ha aggiunto il Sindaco di Siena – la Fondazione è impegnata nella formazione di nuove generazioni di ricercatori, avendo finanziato circa trenta borse di dottorato nell’ambito del dottorato di interesse nazionale in ricerca e innovazione nella diagnosi, prevenzione e terapia delle malattie a rischio epidemico-pandemico. Le prime linee di ricerca sono già operative e riguardano, tra l’altro, lo sviluppo di vaccini di nuova generazione, anticorpi monoclonali e contromisure mediche innovative, rafforzando il ruolo di Siena come presidio scientifico strategico per il Paese”.

“La vocazione internazionale del Biotecnopolo – ha spiegato ancora – si sta traducendo in progetti concreti. La Fondazione guida uno dei pilastri dell’European Vaccines Hub, partenariato sostenuto dalla Commissione europea, in collaborazione con istituti di eccellenza in diversi paesi dell’Unione. A ciò si aggiungono le sinergie attivate con realtà nazionali di primo piano, tra cui l’Istituto Superiore di Sanità, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù e l’Università Humanitas. Questi elementi confermano il riconoscimento del Biotecnopolo di Siena come nodo rilevante all’interno delle reti scientifiche europee.

“In merito alla sede operativa – ha chiarito Fabio -, l’individuazione dell’immobile Mrc avvenuta attraverso una procedura di evidenza pubblica, fondata su criteri di idoneità funzionale, coerenza con la missione della Fondazione e interesse pubblico. La scelta ha garantito al Biotecnopolo una collocazione stabile e adeguata a ospitare attività scientifiche di livello nazionale e internazionale, assicurando continuità operativa e certezza patrimoniale”.

“Il Biotecnopolo di Siena è stato istituito con la legge finanziaria 2021 – ha detto -, nel pieno della fase post-Covid, e accompagnato da una programmazione per la parte straordinaria pari a oltre trecentoventi milioni di euro, con orizzonte temporale fissato al 2026 e solo sedici milioni di euro per la parte ordinaria. Questo è l’errore concettuale. Aver disegnato un ente gonfiato da fondi emergenziali, ma privo delle fondamenta necessarie per stare in piedi nel tempo, ovvero con quei sedici milioni pensare di costruire un ente pubblico nazionale, un’infrastruttura strategica per la pandemic preparedness, un presidio permanente di sicurezza sanitaria per il paese. Aver immesso una quantità enorme di risorse straordinarie, vincolandole rigidamente al tempo, come se la ricerca scientifica potesse essere trattata alla stregua di un’opera pubblica con un cronoprogramma ideologico. La ricerca ha bisogno di tempo, ha bisogno di investimenti stabili, ha bisogno di continuità. E soprattutto l’unica certezza della ricerca è l’incertezza dei risultati, non la loro scadenza amministrativa. Non c’è stato alcun disinvestimento ideologico. C’è stata una rimodulazione necessaria, anche nell’ambito dei meccanismi europei, perché il Governo ha avuto l’onestà intellettuale di riconoscere che nessun grande progetto di ricerca, in nessun Paese serio, avrebbe mai potuto spendere in modo efficace e responsabile quella mole di risorse in un triennio rigido. Chi fa ricerca lo sa. Chi investe in ricerca lo sa. Le risorse assegnate alla Fondazione sono state calibrate sulla reale capacità di spesa e su una progettazione pluriennale coerente. Oggi come non mai l’approccio adottato è improntato a criteri di responsabilità, trasparenza e rigore amministrativo, in coerenza con i principi di buon andamento della pubblica amministrazione. Alla qualità scientifica delle attività deve necessariamente affiancarsi una qualità amministrativa altrettanto solida e verificabile”.

“Il Biotecnopolo ha oggi – ha aggiunto – le risorse necessarie e la tipologia di risorse idonee per perseguire quanto pianificato. Oggi i finanziamenti del Biotecnopolo sono stati ricondotti nell’ambito del Piano Nazionale Complementare (Pnc), quindi a valere sul bilancio dello Stato, proprio per metterli in sicurezza rispetto ai limiti temporali e alle rigidità del Pnrr. Grazie a questa scelta, la scadenza è stata prorogata dal 2026 al 2028, consentendo al Biotecnopolo di disporre di un orizzonte temporale coerente con la natura dei progetti di ricerca, che (come chiunque abbia competenza in materia sa) non possono essere compressi in finestre temporali artificiose. Questa rimodulazione non è un taglio, ma una misura di tutela. È stata necessaria perché l’impostazione originaria, voluta da chi governava nel 2021 vincolava la ricerca a tempi incompatibili con la sua natura, mettendo seriamente a rischio la piena utilizzazione delle risorse. Il Biotecnopolo di Siena rappresenta una grande opportunità di sviluppo scientifico, occupazionale e di posizionamento internazionale per la nostra città e per l’Italia. Il confronto politico è legittimo e doveroso, ma ritengo che su un progetto di questa portata debba prevalere una visione condivisa orientata alla tutela delle eccellenze del territorio e alla promozione della ricerca come motore di crescita civile ed economica. L’acquisto della sede rappresenta il frutto di un grande lavoro ed è un’azione strategica che ha dato finalmente stabilità patrimoniale e operativa all’ente e che, inevitabilmente, ha prodotto benefici anche per la Fondazione Toscana Life Sciences, oggi, giustamente, fuori dalla governance del Biotecnopolo. Un’operazione che ha avuto anche un valore politico-amministrativo chiaro: ha contribuito a rimettere ordine in una situazione finanziaria gravemente compromessa (quella di Tls) , frutto di una gestione che aveva trasformato un ente nato per il territorio in uno strumento di parte, totalmente appannaggio di un’unica area politica. Oggi, mentre qualcuno tenta di alimentare paura parlando di ‘tagli’, la realtà è che questo Governo sta lavorando per fare ciò che altri non hanno fatto: consolidare il fondo ordinario, garantire stabilità nel tempo, trasformare un progetto emergenziale in una vera infrastruttura permanente dello Stato”.

“Come amministrazione comunale – ha concluso il Sindaco di Siena -, continueremo a sostenere con attenzione e spirito istituzionale ogni iniziativa che rafforzi il ruolo di Siena come polo strategico nazionale ed europeo nelle scienze della vita”.

Il consigliere Masi del gruppo Pd, che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarato “non sono soddisfatto di come sia stata rappresentata questa interrogazione da parte dell’Amministrazione, come mera polemica, mentre è un contributo costruttivo, corretta per forma e atteggiamento, e riguarda uno dei progetti più significativi che Siena ha per il proprio futuro, il biotecnopolo. La riposta non mi trova soddisfatto, perchè conferma che nella legge finanziaria non è previsto alcun ristoro dei 130 milioni tolti rispetto alla previsione del 2022. Questa, anche per i cittadini, è la risposta del governo nazionale sulla questione specifica per Siena. Non può essere definito ‘errore politico’ aver previsto il Biotecnopolo con la dotazione finanziaria del Pnrr. Aver sancito il biotecnopolo, come sintesi del lavoro di Toscana Life Sciences negli anni, è stato invece un merito ed un bene per Siena. E se lo ha fatto un governo di sinistra, questo è un fatto. Ma qui l’interrogazione voleva solo richiamare l’attenzione del Comune a difendere le risorse a suo tempo assegnate a Siena e che invece ad oggi non vengono ripristinate. Bene quindi le 40 assunzioni ed i 30 dottorati di ricerca finanziati. Il Piano nazionale degli Investimenti Complementari ha subito un differimento della rendicontazione al 2028, e questo è positivo, ma non è stato fatto per il Biotecnopolo nello specifico, ma per gli oltre 30 mld di euro di queste risorse a livello nazionale. Però, degli oltre 100 milioni tolti dal Governo nazionale per il Biotecnopolo di Siena, invece, per adesso nessuna traccia e non si rivedono; ed è su questo che si è interrogato questa Amministrazione, nel nostro dovere di controllare e avvertire. Per ora queste risorse sono perse per Siena, purtroppo”.

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