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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Dal carcere una lezione ai giovani: incontro sulla legalità al Piccolomini

Lezione del Garante dei detenuti del Comune e del Comandante della Polizia Penitenziaria

SIENA. Si è svolta lo scorso venerdì, 22 maggio, con grande partecipazione e interesse, la lezione dedicata al tema della legalità, un importante momento di confronto e riflessione rivolto agl studenti del Liceo “Enea Silvio Piccolomini”, con l’obiettivo di promuovere i valori del rispetto delle regole. L’iniziativa, che ha avuto luogo nelle aule del Liceo Musicale, ha visto coinvolti il Garante per i diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Siena, Stefano Longo, e il Comandante della Polizia Penitenziaria di Siena, Marco Innocenti. Hanno partecipato gli studenti delle classi terze, che hanno avuto modo di dialogare con gli ospiti sul tema della legalità.

“Diffondere la cultura della legalità tra i giovani – afferma il Garante dei detenuti del Comune di Siena, Stefano Longo – significa investire nel futuro della nostra comunità. Ho fortemente voluto questa iniziativa che ha rappresentato un momento fondamentale per seminare tra i giovani principi di legalità. Il dialogo con i ragazzi è fondamentale per far crescere una coscienza civile basata sul rispetto, sulla solidarietà e sul senso di responsabilità”.

Il Comandante della Polizia Penitenziaria di Siena, Marco Innocenti, ha saputo illustrare con sensibilità ed empatia le dinamiche che caratterizzano il contesto penitenziario, soffermandosi in particolare sul tema del disvalore, oggi sempre meno percepito, soprattutto dalle giovani generazioni. “La comunicazione – sottolinea Innocenti – è uno strumento fondamentale per comprendere la realtà e costruire consapevolezza. Il tempo, anche per chi è ristretto, non è un tempo sprecato, ma un tempo prezioso in cui fermarsi e ricostruirsi. Il carcere può offrire questa possibilità, attraverso opportunità concrete: imparare un mestiere, riscoprire uno stimolo, anche grazie a esperienze come il teatro. Ne è scaturito un confronto aperto e stimolante, durante il quale i ragazzi hanno partecipato attivamente, esprimendo riflessioni personali e condividendo i propri punti di vista in un clima di dialogo autentico e costruttivo, su una tematica così complessa come quella del carcere”.

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