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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Consiglio Comunale di Siena: i temi dibattuti

Nota in aggiornamento

SIENA. Si sta tenendo questa mattina (6 ottobre) la seduta del Consiglio Comunale a Siena. Di seguito (e in aggiornamento) i temi trattati all’interno del massimo consesso cittadino

San Francesco d’Assisi: il Consiglio comunale di Siena ha celebrato l’istituzione della Festa Nazionale

La seduta del Consiglio comunale è stata aperta con la celebrazione relativa all’istituzione della Festa Nazionale di San Francesco d’Assisi. Sono intervenuti, introdotti dal Presidente del Consiglio comunale, Davide Ciacci, Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Siena, Colle di Val d’Elsa e Montalcino, Augusto Paolo Lojudice, e Sua Eccellenza Prefetto di Siena, Valerio Massimo Romeo. E’ seguito quindi l’intervento di Massimo Bianchi dell’Università di Siena, dal titolo “La figura di San Francesco nella storia e il francescanesimo a Siena”. Quindi l’intervento del Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio. Hanno poi preso parola la consigliera comunale del gruppo Partito Democratico, Gabriella Piccinni; il consigliere comunale del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco, Leonardo Pucci; il consigliere comunale del gruppo Partito Democratico, Alessandro Masi; il consigliere comunale del gruppo Lorenza Bondi Siena nel cuore Marco Falorni Udc, Marco Falorni.

Nel raccontare la figura del Santo, Bianchi ha sottolineato di voler “riscoprire l’essenza del messaggio di Francesco, la sua intensa spiritualità, la straordinaria capacità di essere testimone del suo tempo e di offrire molti spunti di riflessione validi ancora oggi solo con la forza disarmante della semplicità”. Bianchi, di fronte al Consiglio comunale, ha ripercorso anche le tappe senesi della vita di San Francesco: “L’esperienza di vita di Francesco è anche una sorta di viaggio all’interno di una parte consistente della nostra penisola che può dirsi a giusto motivo francescana. Insieme con la Romagna, le Marche, il Lazio e ovviamente l’Umbria, anche la Toscana è a tutti gli effetti parte costitutiva di un mondo geograficamente e linguisticamente molto familiare a Francesco. Con la Toscana il legame può dirsi genetico e naturale, essendo stata lo scenario della sua piena maturità spirituale: sono tanti infatti i conventi, le chiese, i santuari che conservano tracce significative del suo passaggio. Ripercorrere il cammino di Francesco nei luoghi della Toscana da lui visitati non è solo un esercizio di memoria storica ma un vero e proprio itinerario spirituale e di diffusione del suo messaggio, a partire dal 1209 quando Bernardo da Quintavalle ed Egidio giunsero a Firenze dando vita a quel nucleo che già nel 1217 vide nascere la Provincia della Tuscia con ormai una ventina di conventi già attivi. L’itinerario prosegue in ordine sparso tra Arezzo, Cortona, la Valdelsa, soprattutto con San Gimignano, Colle e Poggibonsi, Firenze e la via Francigena, le pendici dell’Amiata e ovviamente Siena, dove le cronache narrano che l’accoglienza del Santo fu travolgente e dove l’entusiasmo e l’ardore dei senesi era tale da condurlo a braccia tra le vie del centro. Ma il legame con Siena era destinato a incrementarsi proprio nel più complicato momento del dolore fisico; infatti, nella primavera del 1226 Francesco, ormai gravemente malato, in particolare agli occhi a seguito del tracoma contratto nel viaggio in Oriente, dal suo eremo di Ravacciano dettò il suo ‘Piccolo Testamento’, una sintesi di amore e di umiltà che raccomandava ai suoi frati che “sempre si amino tra loro, sempre amino ed osservino la nostra signora la santa povertà; sempre siano fedeli e sottomessi ai prelati e a tutti i chierici della Santa Madre Chiesa”. Poco fuori le mura sorge infatti la chiesa di San Francesco all’Alberino dove la leggenda racconta che il poverello di Assisi, piantando in terra il suo bastone da viaggio, lo vide germogliare istantaneamente in un leccio sacro, tuttora ricordato come simbolo di una fede che porta frutto anche nel deserto”.

“Ricordare oggi San Francesco in quest’Aula – ha detto il sindaco Nicoletta Fabio – ha per la nostra città un significato che va oltre la celebrazione di una ricorrenza; significa interrogarsi sull’eredità che una figura vissuta otto secoli fa continua a consegnare alla nostra società e alla nostra comunità. Lo ha sottolineato appena due giorni fa, ad Assisi, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: sono trascorsi ottocento anni dalla morte di Francesco, eppure la distanza del tempo non ha diminuito la forza della sua testimonianza”. “Lo ha evidenziato anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – ha detto ancora Nicoletta Fabio -, ricordando San Francesco come ‘un italiano che ha forgiato l’identità di un intero popolo’ e come testimone di un messaggio universale destinato ancora ad illuminare il nostro cammino. Siena può sentire il messaggio del santo di Assisi particolarmente vicino perché il rapporto tra Francesco e la nostra città non è soltanto ideale, la città lo ha ricordato con alcuni eventi dedicati. Secondo le Fonti francescane Francesco giunse a Siena già negli anni della sua predicazione. La tradizione ricorda la sua opera di pacificazione delle fazioni cittadine e la sua presenza presso l’eremo di Ravacciano. Ma soprattutto tornò qui nella primavera del 1226, pochi mesi prima della morte. Era gravemente malato e venne condotto a Siena anche nella speranza di trovare sollievo ai problemi agli occhi. Proprio qui, nell’eremo che oggi ricordiamo attraverso San Francesco all’Alberino, dettò ai suoi frati poche e straordinarie parole. Una sorta di breve testamento spirituale. Parole semplici e potenti che ci ricordano, fra l’altro, che una società non può vivere soltanto di regole, interessi e contrapposizioni. Ha bisogno anche di legami, rispetto, responsabilità reciproca, attenzione verso chi rimane indietro.Tra quelle indicazioni – ha aggiunto il sindaco – ce n’è una di una semplicità disarmante: ‘Sempre si amino gli uni gli altri’. Dovremmo ascoltare la lezione di san Francesco per imparare soprattutto l’amore, parola chiave per riassumerne il pensiero, fonte e forza di ogni slancio e della sua santità: amore per il prossimo, amore per la fede, amore per la Chiesa, amore per la pace, amore per la povertà, amore per l’ambiente. Come ha scritto due giorni fa Marcello Veneziani, e come ci testimonia il Cantico delle creature, ‘Francesco non vanifica il mondo e non considera ingannevole la sua evanescenza ma loda la magnificenza del creato perché riflesso di Dio. Il Santo di Assisi predicò pace e rispetto per il creato perché innamorato dell’Essere, Dio, e della sua impronta negli enti, la natura. È il lascito più importante a un’epoca prigioniera del vacuo apparire e ormai abituata alla fuga dalla realtà’. Nel suo rifiuto della vita ridotta ad apparenza c’è anche il rifiuto della vanità e del narcisismo dominante; l’umiltà francescana è anche ribellione contro il proprio io e la sua insolenza; e la povertà francescana non è un programma economico, sociale o politico ma una rinuncia, che nasce dallo scegliere l’essenziale rispetto al superfluo. Tutte scelte e rinunce di cui oggi avremmo tutti un gran bisogno. E poi c’è la spiritualità, parola che non deve necessariamente dividere chi crede da chi non crede; spiritualità può significare anche capacità di fermarsi, di ascoltare, di interrogarsi, di riconoscere che nella vita individuale e collettiva esistono valori che non possono essere ridotti alla sola dimensione materiale”.

“Tornando al legame di Francesco con Siena – ha detto ancora – , esso diventa ancora più profondo se accanto a lui poniamo Santa Caterina. Francesco d’Assisi e Caterina da Siena sono insieme Patroni d’Italia dal 1939. Due figure lontane nel tempo e diverse per esperienza ma che hanno la capacità di parlare di pace e chiedere la pace ai potenti.Francesco attraversa le linee della quinta crociata per incontrare il sultano al-Malik al-Kamil. Caterina invece si reca ad Avignone, richiama governanti e uomini di Chiesa alle loro responsabilità, lavora incessantemente per la riconciliazione e per la pace. Entrambi ci consegnano una lezione che oggi appare quanto mai necessaria: chiedere e desiderare la pace non è debolezza, è coraggio, richiede la capacità di vedere nell’altro non un nemico ma una persona con tutte le sue fragilità. È forse questo uno dei messaggi più potenti che possiamo raccogliere oggi. In un tempo nel quale nel mondo tornano guerre terribili, nel quale le divisioni sembrano spesso prevalere sul dialogo e perfino le nostre comunità rischiano talvolta di smarrire il senso della misura e dell’ascolto, Francesco e Caterina ci ricordano che costruire la pace significa prima di tutto ricostruire relazioni. E significa farlo concretamente. Per questo appartengono entrambi non soltanto alla storia religiosa del nostro Paese, ma alla nostra storia civile. E per questo Siena può sentire ancora più propria questa giornata. E proprio parlando di Santa Caterina voglio cogliere questa occasione per condividere con il Consiglio, quasi in anteprima, una notizia alla quale come Sindaco tengo particolarmente. Dal 28 novembre 2026 al 30 marzo 2027, il Complesso museale Santa Maria della Scala ospiterà la mostra ‘Santa Caterina. Estasi e ardore’. È un progetto che questa amministrazione ha fortemente voluto, perché crediamo che Siena abbia non soltanto il dovere di custodire la memoria di Caterina, ma anche il dovere di continuare a raccontarla al mondo, rendendone comprensibile la straordinaria modernità. Caterina è una figlia di Siena, ma appartiene all’umanità intera. E mi è gradito pensare che, nell’anno in cui l’Italia riscopre con particolare intensità la figura di Francesco, la nostra città scelga di dedicare un grande momento culturale e spirituale all’altra Patrona d’Italia. Francesco e Caterina, ancora una volta idealmente insieme. Assisi e Siena. Due città, due storie, due voci che hanno attraversato i secoli continuando a parlare al nostro presente. Credo sia anche questo il compito di una città come la nostra: non limitarsi a conservare il proprio patrimonio, ma renderlo vivo, capace ancora di interrogare, emozionare e parlare alle nuove generazioni. Perché Francesco, come Caterina, ci insegna soprattutto questo: le grandi trasformazioni cominciano dalla responsabilità di ciascuno. Voglio concludere con l’immagine scelta da Papa Leone XIV qualche giorno fa con l’auspicio che ‘il sole di Francesco possa illuminare il mondo’ e indicare ancora la via della pace, della speranza e della convivenza fraterna. Da Siena, città di Caterina e città che accolse Francesco, credo che questo auspicio possa diventare oggi anche il nostro”.

Il Consiglio comunale approva le modifiche al Programma triennale delle opere pubbliche nel Dup

Il Consiglio comunale di oggi, martedì 6 ottobre, ha approvato le modifiche al Programma triennale delle opere pubbliche nel Documento unico di programmazione (Dup) 2026-2028. L’atto, emendato d’ufficio come illustrato dal Presidente del Consiglio comunale, Davide Ciacci, e illustrato in aula dal Vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, Michele Capitani, ha ricevuto ventidue voti favorevoli e otto voti contrari dei trenta consiglieri comunali presenti.

“Il documento di integrazione del Dup – ha detto Capitani – attiene le opere pubbliche, per un investimento di per 350mila euro di asfaltature delle strade, in particolare via delle Sperandie, via di Fontanella e via Sant’Agata. La modifica si è resa necessaria per procedere celermente e in modo da migliorare le vie di accesso alla città”.

Circolo Due Ponti, Capitani: “Nessuno scontro: disponibili a trovare insieme soluzioni alternative in zona”

“Palazzo Pubblico è la casa di tutti i senesi, ci rammarica leggere che sulla sede del circolo ‘Il Risorgimento ai Due Ponti’ il Comune ‘abbia voluto uno scontro’. Restiamo disponibili per trovare insieme soluzioni alternative in zona, in modo di permettere al circolo di proseguire la sua attività sociale sul territorio”. Così il vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Siena, Michele Capitani, ha risposto all’interrogazione, presentata dai consiglieri del gruppo Partito Democratico (Giulia Mazzarelli, Anna Ferretti, Alessandro Masi, Gabriella Piccinni e Luca Micheli), del gruppo Per Siena (Vanni Griccioli), del gruppo Castagnini Sindaco (Massimo Castagnini), del gruppo Polis (Gianluca Marzucchi), del Gruppo Misto (Fabio Pacciani), del gruppo Progetto Siena (Adriano Tortorelli) in merito al recesso anticipato da contratto di locazione del circolo “Il risorgimento ai Due Ponti” e alla possibile destinazione dell’immobile all’ufficio immigrazione della Questura.

“Siamo stati noi come amministrazione – ha detto Capitani – a convocare i rappresentanti del circolo, consapevoli delle difficoltà rispetto a questo tipo di decisione, non dipendente dal Comune, e pronti non solo ad ascoltare le esigenze del circolo stesso, ma anche a cercare possibili risposte. Si tratta di un’operazione che non dipende in alcun modo dall’amministrazione comunale, ma non per questo ci siamo disinteressati. Il Comune è e deve continuare a essere un punto di riferimento sul territorio e sensibile alle esigenze quotidiane dei cittadini: abbiamo per questo lavorato e siamo disponibili ancora a lavorare per trovare soluzioni alternative in zona, utilizzando gli strumenti normativi e urbanistici a nostra disposizione”.

“Resta il fatto – ha proseguito Capitani – come anche lo spostamento dell’ufficio immigrazione sia un’esigenza da soddisfare in breve tempo. L’ufficio serve un utenza che registra numeri importanti di accesso dalla nostra provincia, come dimostrato dai dati, e per tale ragione deve essere collocata non nel centro storico della città.  Per fare un esempio concreto, Siena è al momento l’unico capoluogo toscano assieme a Pisa ad avere l’ufficio immigrazioni in pieno centro. Un’ubicazione che crea difficoltà sia come logistica sia dal punto di vista organizzativo, aspetti sottolineati a più riprese da Prefettura e Questura di Siena. Preso atto della valutazione effettuata ufficio logistico della Polizia di Stato, è l’Agenzia del Demanio che ha competenza su questo aspetto e che ha individuato l’immobile ai Due Ponti, di sua proprietà, per tale spostamento”.

“Sulla possibilità di creare un tavolo istituzionale legato alla vicenda – ha precisato ancora il Vicesindaco – mi preme sottolineare come su immobili preordinati all’uso governativo come quello in questione, non è possibile utilizzare questo tipo di strumenti, perché l’iter spetta unicamente al Demanio. Infatti il Piano Casa, firmato nel 2024 con la stessa Agenzia del Demanio, ha determinato l’elenco di sedici immobili oggetto di riqualificazione e recupero, che non hanno questa specifica destinazione. Non è presente l’immobile di via Aretina, perché il Demanio non ha ritenuto di inserire tale struttura nell’elenco, essendo già presente il potenziale uso governativo. Per questo diventa impossibile attivare, un tavolo istituzionale con Demanio, Prefettura e Questura. Per immobili con questa specifica destinazione l’amministrazione comunale non ha competenze in questo senso e, ribadisco, non può nemmeno pensare di attivare uno scambio con un immobile di sua proprietà. Questo per due ragioni: non ne possiede uno con caratteristiche richieste ed inoltre il Demanio non attiva procedure di permuta se, come prima ricordato, ha già un immobile con vincolo preordinato a uso governativo tra le sue proprietà. Preciso anche che sono state effettuate ricerche amministrative e lo scambio tra amministrazioni di immobili di rispettiva proprietà è una procedura complessa, che negli ultimi trenta anni non ha mai trovato attuazione, complici le rigide regole di individuazione di valori identici al fine di non incorrere in potenziali danni erariali”.

“Anche per altre situazioni sul territorio – ha concluso Capitani – il Comune ha trovato soluzioni condivise che riuscissero a equilibrare le diverse esigenze sul tavolo ed è proprio partendo da questo che ribadiamo la disponibilità a lavorare insieme ai rappresentanti del circolo per creare tutti i presupposti affinché sia trovata la giusta risposta”.

La consigliera Giulia Mazzarelli (Partito Democratico), che ha illustrato l’interrogazione, si è dichiarata “assolutamente non soddisfatta. In questa vicenda c’è una domanda ancora inevasa: siamo davvero sicuri che siano state cercate fino in fondo le soluzioni per una sede alternativa all’ufficio immigrazione e non al circolo? Dalle parole dell’assessore emerge un punto di vista chiaro, ovvero che sia il circolo a dover lasciare la propria sede. E’ evidente che le esigenze della questura ci siano e vadano affrontate, ma proprio perché ci sono esigenze importanti, ci saremo aspettati da parte dell’amministrazione un maggiore equilibrio e soprattutto la volontà di trovare la soluzione, appunto, più equilibrata. Mi hanno colpito anche le parole dell’assessora Cardini, in parte riprese anche oggi, secondo cui, con il trasferimento dell’ufficio immigrazione in una sede periferica della città non ci sarebbero stati più episodi spiacevoli nel centro della città. Stiamo cercando davvero la soluzione migliore, o stiamo spostando un problema da una parte all’altra della città, tentando di nasconderlo? e perché a pagare il prezzo deve essere il circolo ‘Il Risorgimento ai Due Ponti’. Credo che alla base ci sia un problema di mancanza di volontà. Il circolo non è solo un edificio: sono le persone che da generazioni lo tengono vivo, lo hanno curato, mantenuto e vissuto fino a oggi. Persone che valgono più di tante parole, che incarnano ancora la memoria di quando quello spazio fu sottratto con la forza sotto con il regime fascista e non tornò più indietro ai legittimi proprietari. Non possiamo semplificare il tutto semplicemente trovando un’altra sede, il luogo e le persone che lo animano sono un tutt’uno: sono parte importante della storia democratica della città, sarebbe una ferita irreparabile per Siena e per la sua memoria civile. Anche io credo che in questa vicenda non dovrebbero esserci due schieramenti, uno favore della Questura, l’altro a favore del circolo. Il compito del Comune è trovare soluzioni anche quando ci sono due posizioni in contrasto apparentemente inconciliabili. Prima di dire che non ci sono soluzioni alternative, però, bisogna che il Comune si faccia carico di un confronto con Demanio, Questura e Prefettura, in modo da evitare che un luogo con una storia così profonda si separi dalla città. Si tratta oltretutto di uno degli ultimi e pochi presidi all’interno della città per socialità, associazionismo e cultura. Posso annunciare, per tutte queste ragioni, che dal consiglio comunale di oggi parte simbolicamente una mobilitazione che vedrà come prima tappa l’assemblea pubblica del prossimo 15 ottobre, già annunciata dal circolo”.

Avviso per il potenziamento della vigilanza nei pressi delle scuole, Cardini:  “Perseguire l’obiettivo della sicurezza e della partecipazione civica”

L’assessore ha risposto all’interrogazione presentata dalla consigliera Anna Ferretti (Partito Democratico)

L’avviso esplorativo (atto dirigenziale 2191 del 23 settembre 2026) per individuare un’associazione di volontariato e/o di promozione sociale, finalizzato alla stipula di una convenzione per il potenziamento del servizio di vigilanza nei pressi dei plessi scolastici, è stato al centro dell’interrogazione presentata durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, martedì 6 ottobre, dalla consigliera Anna Ferretti del gruppo Partito Democratico. A rispondere è stato l’assessore alla sicurezza, alla prevenzione di prossimità e alla Polizia Locale del Comune di Siena, Fiamma Cardini.

“In primo luogo – ha dichiarato Cardini – l’amministrazione comunale ribadisce che la propria volontà è quella di incrementare progressivamente il numero dei plessi scolastici nei quali sia garantita la presenza di figure di vigilanza dedicate. In tale ottica, la presenza presso le scuole sarà assicurata, ove possibile, sia dal personale della Polizia Locale, sia da soggetti volontari regolarmente selezionati e formati, così da massimizzare la copertura e rispondere efficacemente alle esigenze di sicurezza, prevenzione e supporto. In realtà, a maggio 2026 sono stati riaperti i termini per l’adesione al Gruppo dei Volontari della Polizia Locale, tuttavia alla scadenza del termine, 31 maggio 2026, era pervenuta un’unica domanda di partecipazione, circostanza che non ha consentito l’ampliamento auspicato dell’organico dei volontari. Per tale motivo si è ritenuto necessario procedere, in continuità progettuale, con la pubblicazione dell’avviso esplorativo volto a verificare la disponibilità di associazioni di volontariato o promozione sociale in grado di supportare e potenziare il servizio. La decisione di procedere con lo strumento dell’avviso rivolto alle associazioni di volontariato o di promozione sociale, si fonda, quindi, sull’esigenza di potenziare e rendere più stabile il servizio, superando i limiti quantitativi e organizzativi riscontrati nelle selezioni individuali dei singoli volontari, e valorizzando al contempo reti associative che possono assicurare maggiore continuità, esperienza e capacità di intervento”.

“Con riferimento alla possibilità di concordare ‘ulteriori prestazioni’ – ha proseguito l’assessore –, le stesse potranno consistere in collaborazioni per servizi di informazione e supporto in occasione di eventi cittadini, iniziative di educazione civica, attività di sensibilizzazione presso le scuole, o altre attività di presidio e monitoraggio del territorio. I volontari impiegati potranno essere chiamati a svolgere le seguenti attività: vigilanza durante l’entrata e l’uscita degli alunni dagli edifici scolastici, nell’ambito delle competenze loro attribuite e sempre in coordinamento con la Polizia Locale; attività di informazione e supporto alla Polizia Locale, tra cui la verifica del corretto utilizzo delle aree verdi da parte dei cittadini, la tutela e il rispetto del patrimonio pubblico, con particolare riferimento a monumenti e arredi urbani; altre mansioni specificamente richieste dal Sindaco tramite provvedimento motivato, e comunque rientranti nelle competenze e nella formazione ricevuta dai volontari. Qualora durante il servizio i volontari riscontrino anomalie, infrazioni al Codice della Strada o altre situazioni che richiedano l’intervento di una forza di polizia, questi sono tenuti a darne immediata notizia al Comando di Polizia Locale, senza procedere ad alcun intervento diretto o a contatti verbali con eventuali trasgressori, salvo i casi tassativamente previsti dalla normativa vigente”.

“L’avviso esplorativo – ha sottolineato Cardini – costituisce una prosecuzione e un’evoluzione del progetto originario, volto a garantire la massima copertura possibile del servizio di vigilanza mediante il coinvolgimento di realtà associative strutturate, in linea con quanto previsto dal Regolamento della Polizia Locale e dalla normativa sul terzo settore. Come già avvenuto per i volontari selezionati in precedenza, il Comando di Polizia Locale provvederà a verificare il possesso dei requisiti richiesti dagli avvisi pubblici in capo ai nuovi volontari eventualmente proposti dalle associazioni, ai fini di garantire la congruenza rispetto ai compiti da svolgere. I volontari attualmente già presenti continueranno a operare sotto il diretto controllo e coordinamento del Comando di Polizia Locale, proseguendo le attività già in essere nelle modalità stabilite. In caso di coinvolgimento di nuove figure tramite associazioni, il coordinamento resterà in capo alla Polizia Locale, in modo da assicurare omogeneità ed efficienza nell’operato di tutti i volontari coinvolti. Analogamente a quanto attuato per il primo gruppo di volontari, il Comando di Polizia Locale organizzerà specifici percorsi formativi, uniformi per tutti i soggetti impegnati nel servizio, garantendo così una formazione omogenea e aggiornata, idonea a predisporre l’espletamento delle mansioni richieste nel pieno rispetto delle norme”.

“L’amministrazione comunale – ha concluso l’assessore Fiamma Cardini – ribadisce il proprio impegno a perseguire, con strumenti sempre più efficaci e trasparenti, l’obiettivo della sicurezza e della partecipazione civica, nel rispetto delle norme e in una logica di collaborazione tra istituzioni, cittadini e realtà associative”.

La consigliera Anna Ferretti del gruppo Partito Democratico ha replicato: “Le spiegazioni erano necessarie, dall’avviso non si capivano molto bene alcuni aspetti. Fra le altre cose si chiede nel bando di avere un’esperienza di due anni in un contesto analogo e di conoscere bene il territorio, ma ci si dovrebbe in questo caso rivolgere fuori da Siena per trovare volontari di questo genere. Ci sono cose che quindi tornavano poco e avevano bisogno di una spiegazione. Credo che il volontariato sia uno strumento estremamente importante, Siena ha uno spirito forte, ma leggere un avviso in cui si chiede disponibilità di 365 giorni all’anno, salvo sabato e domenica, mi ha preoccupato. Mi ha preoccupato anche che si demandasse a un’associazione un servizio così delicato. Certi servizi, per quanto mi riguarda, devono essere sempre in capo all’amministrazione, e non demandati come l’agenzia interinale per gli ausiliari del traffico o la gestione dei tributi che viene effettuata da Sigerico e invece dovrebbe essere effettuato dall’amministrazione: lo stesso concetto vale per questi aspetti. Mi rincuora come sia specificato che comunque all’entrata e all’uscita della scuola ci sia la Polizia Locale ad affiancare i volontari, così come sono specificate bene, nel bando. le mansioni del volontario, il quale non deve essere mandato allo sbaraglio. Il volontariato non può andare a tappare un buco, ma deve essere un aiuto perché la città sia più accogliente e disponibile. Ben vengano poi tutti gli altri servizi, pur tenendo ben presente che il volontario non è un pubblico ufficiale e non va a sostituire chi è preposto all’ordine pubblico”.

Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. Il Consiglio comunale approva una mozione all’unanimità

Il Consiglio comunale ha approvato una mozione in merito all’iniziativa di legge recante “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. L’atto è stato presentato dai consiglieri del gruppo Siena in tutti i sensi Nicoletta Fabio Sindaco (Silvia Armini, Michele Cortonesi, Francesca Cesareo, Leonardo Pucci, del Gruppo Fratelli d’Italia (Bernardo Maggiorelli, Enzo De Risi, Pierluigi De Angelis, Alessia Pannone, Sarah Campani, Monica Crociani, Marco Baldini, Francesca Borghi, Emanuela Anichini), del gruppo Lorenza Bondi Siena nel cuore Marco Falorni Udc (Lorenza Bondi, Marco Falorni) e ha ricevuto l’unanimità dei ventitré consiglieri comunali presenti.

In particolare, con la mozione si impegna il Sindaco e la Giunta “a prevedere l’estensione degli incentivi previsti nel ‘regolamento per la tutela del patrimonio culturale e delle attività del centro storico e del territorio comunale l territorio comunale (zone 1/ 1bis /2 bis/ 3)’ a tutto il territorio comunale comprendendo anche tutte le attività al di fuori del centro storico e a trasmettere il presente atto al Ministero delle imprese e del made in Italy e al Ministero dell’economia e delle finanze per condividere e sostenere la proposta popolare ‘Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità’”.

Nelle premesse del documento si legge che “negli ultimi anni si è affermato fenomeno sempre più evidente: il progressivo calo numerico della presenza di attività commerciali nei centri urbani, nei borghi e nelle periferie. Questo processo riguarda tutto il territorio nazionale e non è più limitato alle aree marginali. Il numero di negozi di vicinato è diminuito di circa meno 14,3 per cento rispetto al 2012. Il fenomeno non è solo quantitativo: riguarda anche la qualità del tessuto commerciale, con la scomparsa di attività indipendenti e la crescente omologazione dell’offerta, soprattutto nei centri storici; nei comuni e nei borghi questa dinamica assume un rilievo ancora più critico: quando chiude un negozio non si perde soltanto un’attività economica, ma spesso un presidio di servizio, di relazione e sociale; la globalizzazione e la digitalizzazione hanno accelerato la trasformazione dell’offerta, ma anche della domanda dei consumatori, che ha subito gli effetti della pandemia, della crisi economica e dell’aumento dell’inflazione; le dinamiche demografiche legate ai fenomeni di invecchiamento della popolazione, allo spopolamento delle aree interne, alla crescita dei flussi migratori e alle modifiche nella struttura delle famiglie sono strettamente legate alla trasformazione del commercio, richiedendo una forte capacità di adattamento agli operatori commerciali, che devono rispondei e a una domanda sempre più segmentata e differenziata; le imprese del commercio rappresentano inoltre un importante tante canale per la promozione delle produzioni locali e dei prodotti a chilometro zero e contribuiscono alla sostenibilità e allaa valorizzazione del territorio”.

Il documento considera poi che il Comune di Siena ha adottato il Regolamento per la tutela del patrimonio culturale e delle attività del centro storico e del territorio comunale l territorio comunale (zone 1/ 1bis /2 bis/ 3)’, approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 19 giugno 2025. “Suddetto regolamento – si legge – prevede misure volte a contrastare la desertificazione commerciale, prevedendo agevolazioni e benefici economici/contributi per l’apertura a o il mantenimento di attività artigianali, enogastronomiche, agroalimentari e di commercio tradizionali nelle aree a rischio di spopolamento commerciale; pur essendo lo spazio dell’azione politica locale limitato e non sufficiente da solo a contrastare il fenomeno può intervenire con azioni mirate dite e rapide mettendo a disposizione tutti gli strumenti necessari a favorire il rilancio delle attività commerciali in tutta la città”. “le istituzioni nazionali – si legge – possono sostenere con interventi legislativi il commercio di vicinato, tenendo conto delle numerose difficoltà che incontrano i piccoli commercianti, ma anche e soprattutto della grande risorsa che questi rappresentano per il territorio; le politiche nazionali dell’ultimo trentennio, dalla riforma del commercio del ’98 a oggi, non sono valse a trovare un punto di equilibrio tra le forme distributive tale da salvaguardare l’esigenza dei consumatori a poter acquistare i prodotti di largo consumo a prezzi adeguati con quella di poter contare sui servizi di prossimità, avendo piuttosto condotto alla chiusura massiva di esercizi di vicinato ed alla saturazione della grande distribuzione, ambedue insidiati fortemente oggi dal commercio online, che comunque priva i territori di servizi e presidio fisico ‘di utilità’; il commercio al dettaglio rappresenta una componente fondamentale del sistema economico italiano, contribuendo per circa il 12 per cento del Pil nazionale, essendo costituito prevalentemente da micro e piccole imprese diffuse sul territorio, svolgendo una funzione essenziale di occupazione e redistribuzione del reddito; la crisi del commercio di prossimità non è quindi solo un problema settoriale, ma riguarda un pezzo rilevante dell’economia nazionale e della sua capacità di crescita; la riduzione della rete commerciale produce effetti economici più ampi del mero aspetto statistico, quali l’impatto sui consumi e sulla domanda interna, sull’occupazione, sui territori, nella misura in cui il commercio di prossimità svolge una finzione economica e sociale chiave di garanzia ai servizi essenziali alle comunità, mantiene viva l’economia locale, contribuisce al!a sicurezza e alla qualità urbana; la sua scomparsa si traduce in meno servizi, meno attrattività e maggiore degrado urbano, in un circolo vizioso che accelera lo spopolamento e la perdita di valore economico delle aree interessate. Nei piccoli centri questo effetto è ancora più evidente: la chiusura delle attività commerciali riduce la prossimità dei servizi essenziali, impoverisce la vita di comunità , indebolisce il mercato immobiliare e rende il territorio meno capace di attrarre nuove famiglie, giovani imprenditori e investimenti; in altre parole, la desertificazione commerciale non è solo una conseguenza del declino demografico, ma finisce per diventare anche un moltiplicatore, aggravando le disuguaglianze territoriali tra aree forti e aree fragili”.

La mozione ritiene poi importante “condividere e sostenere la proposta popolare lanciata da Confesercenti, ‘Misure e per Ia rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità’, avente la finalità di assicurare la continuità dei servizi essenziali e di prossimità alla popolazione residente, contrastare i fenomeni di rarefazione commerciale e rafforzare il tessuto economico locale al fine di tutelare la rete di vicinato, salvaguardare i presidi multiservizio e promuovere forne di aggregazione tra imprese operanti nei territori interessati, attraverso la definizione di una normativa per l’istituzione e la disciplina delle Zone Economiche Speciali di Prossimità; condividere la previsione di norme statali che: istituiscano un regime fiscale di vantaggio per le imprese ubicate nei territori ricadenti nelle aree urbane e periurbane individuate dalle Regioni, che comprendano gli ambiti per i quali gli enti locali abbiano deliberato specifici programmi o progetti di rivitalizzazione ai fini dell’insediamento di attività commerciali e di servizi carenti rientranti nelle dimensioni degli esercizi di vicinato o del supporto alle attività esistenti e in sofferenza della stessa tipologia e dimensione; stabiliscano misure di sostegno finanziario e di semplificazione amministrativa a favore degli esercizi di prossimità ubicati o che intendano insediarsi in tali aree, definendo i criteri e le modalità di accesso alle misure agevolative; istituiscano presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy un osservatorio per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con funzioni di monitoraggio e di supporto alle attività di valutazione ed indirizzo delle politiche di settore, definendone composizione, organizzazione e modalità di funzionamento; istituiscono, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Fondo per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, destinato al finanziamento delle misure di sostegno e degli interventi attuativi”.

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