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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Caro vita a Siena: uno sguardo riformista per il futuro

Riflessioni di Piero Savorgnan (Italia viva)

SIENA. Da Piero Savorgnan, vicepresidente di Italia Viva area senese, riceviamo e pubblichiamo.

“Siena, la città del Palio, della storia e dell’arte, non può vivere solo di rendita sul proprio passato. Oggi è al centro di un dibattito economico e sociale che merita chiarezza e visione. Condivido le recenti affermazioni e le preoccupazioni della segretaria del PD senese Rossana Salluce.

Siena è una delle città più costose d’Italia. Questo dato, purtroppo, non è solo una statistica, ma un problema reale che colpisce famiglie, studenti, lavoratori e piccole imprese, comprimendo la qualità della vita e la vitalità economica.

Da riformista e vicepresidente di Italia Viva dell’area senese (Casa riformista Siena), credo sia necessario affrontare con coraggio le responsabilità politiche di questa situazione. La gestione amministrativa attuale del Comune mostra limiti strutturali: manca una visione integrata di città, capace di coniugare storia, innovazione e socialità.

Un centro storico da vivere, non da esporre, il centro storico, patrimonio UNESCO e simbolo mondiale di bellezza, è oggi ridotto troppo spesso a una “vetrina turistica”. Mancano politiche volte a renderlo accessibile e vivibile: gli affitti proibitivi allontanano residenti e giovani coppie, il commercio locale soffre, e i servizi scarseggiano. Siena ha bisogno di un piano urbanistico moderno, che incentivi il recupero abitativo, favorisca la residenza stabile e sostenga le attività artigianali e commerciali radicate sul territorio. La bellezza, da sola, non basta a generare benessere.

Università e impresa, il binomio dimenticato, l’Università di Siena, patrimonio scientifico di rilevanza nazionale, deve tornare a essere motore di sviluppo locale. Oggi, invece, la disconnessione tra il sistema formativo e il mercato del lavoro territoriale è evidente. Giovani preparati lasciano la città per mancanza di opportunità, e con loro se ne va il capitale umano su cui investire. Serve un patto operativo tra ateneo, Comune e imprese, per orientare la formazione verso i settori strategici del territorio: ricerca biomedica, tecnologie agroalimentari, turismo sostenibile, cultura digitale e artigianato innovativo.

Giovani e politiche del futuro, un capitolo a parte meritano le politiche giovanili, oggi deboli e frammentarie. Non bastano bandi o eventi spot: serve una visione di lungo periodo. Occorre creare spazi di partecipazione, offrire incentivi per chi decide di restare, investire e aprire attività. Siena deve tornare a essere una città anche per chi ha venti anni, non solo per chi la visita o la ricorda con nostalgia. Coinvolgere i giovani nei processi decisionali è il primo passo per costruire una comunità viva.

Un laboratorio di riformismo territoriale, la sfida che propongo non è soltanto amministrativa, ma profondamente riformista: costruire un modello di sviluppo che valorizzi le eccellenze senesi senza cristallizzarle. Intervenire sul costo della vita, promuovere politiche abitative accessibili, rigenerare il rapporto tra Comune e Università, sostenere l’imprenditoria e l’innovazione sociale: questi sono i pilastri di una Siena che guarda al futuro senza tradire la propria identità.

Solo con questo spirito critico, ma costruttivo, con un riformismo concreto e coraggioso, Siena potrà diventare un laboratorio di buone pratiche, una città capace di unire memoria e futuro, radici e ambizioni. Perché una città riformista non è quella che si adagia sulle glorie passate, ma quella che ogni giorno si interroga su come migliorarsi e rinascere”.

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