A presentare il documento la capogruppo Chiara Parri
SIENA. “Situazione attuale e prospettive della gestione del Servizio Idrico Integrato nel Comune di Siena, alla luce del carattere essenziale della risorsa acqua”: questo il titolo dell’interrogazione presentata all’attenzione del Consiglio Comunale dalla Consigliera Capogruppo del gruppo consiliare Sena Civitas Chiara Parri e rivolta al Sindaco e all’Assessore competente.
“L’acqua rappresenta un bene primario essenziale, al pari dell’aria, indispensabile alla vita e non sostituibile” si legge tra le premesse del documento. Per questa ragione “a differenza di altri servizi, il servizio idrico richiede una gestione orientata non solo a criteri economici che non generino profitti, ma anche a principi di sostenibilità, accessibilità e tutela collettiva, soprattutto in un contesto caratterizzato da: cambiamenti climatici; crescente pressione sulle risorse idriche; prospettive di aumento dei costi di approvvigionamento”. Il documento richiama la attuale situazione gestionale del servizio idrico che, in Toscana è governato dall’AIT (Autorità Idrica Toscana) e, specificatamente a Siena è gestito da Acquedotto del Fiora, con concessione in essere fino al 31 dicembre 2031: Il Comune di Siena è socio della società e esprime, di regola, un proprio rappresentante nel Consiglio di Amministrazione.
La Toscana – e Siena nello specifico – secondo il Rapporto Cittadinanzattiva 2026, “è la regione con la spesa idrica più elevata in Italia (circa 770 euro annui per famiglia tipo); Siena risulta stabilmente tra le realtà con costi più elevati, con valori nell’ordine di oltre 800 euro annui; la media nazionale (ARERA) è pari a circa 345 euro annui, evidenziando un significativo divario”. Questo costo elevato dell’acqua, richiama il documento nelle considerazioni, è addirittura aumentato tra il 2025 e il 2026.
Un aspetto non secondario, preso in considerazione dall’interrogazione, riguarda le perdite idriche che, pur ridotte, restano comunque tra il 35 e il 38% ed hanno spinto ad onerosi investimenti (oltre 50 milioni di euro annui per AdF) che ovviamente ricadono poi sulle tariffe.
La consigliera di Sena Civitas ricordando proprio il ruolo del Comune internamente all’ente gestore del servizio idrico, pur riconoscendo che questi non può determinare direttamente la tariffa, ricorda che “partecipa alla governance della società tramite presenza nel CdA e la scadenza della concessione nel 2031 rende attuale la necessità di una riflessione sul modello futuro di gestione” e pertanto chiede al sindaco e all’assessore competente “quale sia, allo stato attuale, la situazione complessiva del servizio idrico nel territorio comunale di Siena e quali siano le previsioni evolutive, anche in relazione alla scadenza della concessione nel 2031, con particolare riferimento a: andamento delle tariffe/impatto degli investimenti sul costo dell’utenza; perdite idriche/quota di investimenti destinati al territorio comunale di Siena/ miglioramento del servizio/approvvigionamento idrico” e “se siano già in corso valutazioni o analisi comparative sui modelli di gestione post-2031”.




