"Anche a noi adulti è imposto il contenimento delle parole"
SIENA. “Doverosa l’attenzione per la lista stupri comparsa sui muri dell’istituto Sarrocchi, perché è necessario che i giovani che hanno sottovalutato la portata di un tale termine ne comprendano i risvolti”, così Lorenza Bondi e Paolo Salvini, consiglieri eletti di Forza Italia del Comune di Siena e della Provincia.
“Purtroppo assistiamo sempre più spesso ad azioni lesive commesse da giovanissimi ai danni dei loro coetanei. In alcuni casi con esiti tragici, pensiamo al recente accoltellamento a La Spezia, in altri forse per spirito di emulazione come nel caso del proliferare delle cosiddette “liste stupri” nelle scuole.
L’emulazione, anche se fatta come “bravata”, non può essere sottovalutata, soprattutto nella società in cui viviamo in cui il passaggio, da parte di alcuni, dalle parole ai fatti è talvolta rapido. Il significato di una parola predatoria e crudele come ‘stupro’ deve essere ben compreso soprattutto dalle nuove generazioni. Perché devono avere chiaro che tale gesto è stato, è e purtroppo sarà, la rovina delle vite di tante donne e ragazze. E non è tollerabile che lo si usi con questa leggerezza. Tenere alta l’attenzione sul rispetto dell’essere umano nella società di Internet, in cui molto spesso la violenza fa più ‘like’, è imprescindibile, specie verso parole che, se sfociate in azioni, hanno impatti devastanti su chi ne rimane vittima. I giovani del Sarrocchi autori del gesto, quegli amici che hanno, magari, loro battuto le mani nel vederglielo fare devono capire che fare una cosa del genere è da “sfigati”, non da “fighi”.
I due Amministratori concludono sottolineando il valore delle parole adoperate “Anche a noi adulti è imposto il contenimento della leggerezza. Proprio in questi giorni, durante un time out, vi è stato un fuori onda da parte del commentatore che faceva la telecronaca con una frase volgare e sessista ai danni di una arbitro. Un gesto che sul nostro territorio è diventato subito ‘virale’ e che è da stigmatizzare, sempre per quel principio del rispetto da filtrare ai giovani che oggi, ancora più di ieri, passa anche dal lessico che usiamo e che vuol dire anche educazione”.



