Il consigliere e capogruppo PD in Regione entra nella vicenda dell'accordo fra l'AOUS e l'Università di Siena per il reclutamente dei docenti dell'area medica
SIENA. “La polemica di questi giorni sull’accordo fra l’Azienda ospedaliera-universitaria senese e l’Università di Siena per il reclutamento dei docenti dell’area medica da convenzionare per l’attività assistenziale mi induce a fare alcune riflessioni – interviene il consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico Simone Bezzini -. Ho grande rispetto per il ruolo dei sindacati, la cui funzione è fondamentale e va sempre tenuta in considerazione, sviluppando adeguati percorsi di confronto e coinvolgimento. Detto questo, però, è necessario entrare nel merito di una questione, quella delle Scuole di specializzazione, che ha a che fare con il futuro del servizio sanitario in generale e, in particolare, del Policlinico e dell’area vasta sud est”.
“La scelta dell’Azienda ospedaliero-universitaria senese di sostenere alcuni incarichi universitari risponde a un’esigenza molto concreta: mantenere attive le Scuole di specializzazione in Medicina a Siena e farle crescere – spiega Bezzini -. Oggi le Scuole attive sono 34, due in più rispetto al 2020, frequentate da 885 specializzandi. Le risorse destinate al reclutamento dei docenti permetterebbero di attivarne, nel breve, altre cinque. Per fare un esempio pratico: se venisse meno il sostegno finanziario dell’AOU senese, ci sarebbero 580 medici in formazione in meno”.
“In una fase segnata da una grave difficoltà a reperire personale, sostenere lo sviluppo delle Scuole di specializzazione a Siena diventa essenziale per formare nuovi medici che potranno operare nei servizi ospedalieri, territoriali e nei dipartimenti di prevenzione. È da qui che passa una leva decisiva per continuare a garantire nel tempo i livelli essenziali di assistenza e, quindi, la tutela del diritto alla salute. Per questo – sottolinea Bezzini – considero vitale per il sistema sanitario pubblico senese e toscano non solo difendere le Scuole di specializzazione dell’Università di Siena, ma anche lavorare per aumentarne ulteriormente il numero”.
“Più Scuole di specializzazione – prosegue ancora il consigliere – significa una maggiore capacità di attrarre giovani medici che scelgono di formarsi e vivere sul nostro territorio, con la prospettiva di restarvi: una risorsa fondamentale per i servizi assistenziali e, allo stesso tempo, un argine al declino demografico a cui stiamo assistendo”.
“Dobbiamo stare dalla parte della sanità pubblica e dell’università pubblica, senza ambiguità. Guai a metterle in contrapposizione, come fa la destra. Dobbiamo farlo sempre e ovunque, ma soprattutto a Siena, dove una parte rilevante dello sviluppo futuro passa dalla prospettiva dei poli sanitari e universitari. Da qui derivano investimenti, occupazione, didattica, ricerca e qualità dei servizi. È la destra che invece spinge verso la privatizzazione, affossando sanità e università pubbliche a tutti i livelli”.
“Sicuramente esistono margini di miglioramento nell’integrazione tra sistema sanitario e universitario e, in questo, il pungolo dei sindacati resta fondamentale. Bisogna sviluppare il confronto promuovendo innovazioni organizzative efficaci e sostenibili, fondate sull’integrazione tra le diverse componenti e sul riconoscimento del ruolo di tutte le professionalità nella tutela della salute. Tuttavia, ritengo che sia un grave errore ignorare il valore strategico del reclutamento universitario per un’Azienda ospedaliero-universitaria come quella di Siena, che garantisce prestazioni di alta specializzazione e che, per mantenere la funzione che storicamente la contraddistingue, ha bisogno di tenere assieme in una relazione virtuosa, assistenza, didattica e ricerca. Compito dell’Azienda, anche attraverso il confronto con i sindacati, è quello di garantire il giusto equilibrio tra tutte le componenti lavorative e professionali, a partire dall’attività di reclutamento”, conclude Bezzini.



