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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Augusti ricordi

Mps acquisisce Antonveneta ed un coro di commenti positivi si leva

di Augusto Mattioli

SIENA. “Con una trattativa durata un solo giorno i senesi, tagliati  fuori dall’ondata di fusioni delle banche, hanno fatto tornare in mani italiane la banca padovana conquistata prima  da Abn (al termine della lotta con la Bpi di Fiorani durante la calda estate del 2005, quella dei furbetti del quartierino) e poi dal Santander grazie all’Opa  (Offerta pubblica di acquisto) lanciata  sull’Abn Amro assieme alla Royal Bank of Scotland  e Fortis.

L’operazione lampo permetterà al numero uno di Mps, Giuseppe Mussari, di passare da 2000 a 3000 sportelli insediandosi nelle ricche regioni del Nord”. Questo lo stralcio del lancio di un’agenzia di stampa dell’8 novembre del 2007, che annunciava l’acquisto ddi banca Antonveneta da parte di Mps. Un evento che come si vedrà in seguito ha cambiato la storia della città e non solo. 9 i miliardi ufficialmente sborsati. Poi emergerà che il prezzo sarà molto più alto. Interessanti comunque le reazioni della politica nazionale e locale, in gran parte positive.

Banca Antonveneta è sempre stata l’anima gemella di Banca Monte dei Paschi – ha commentato Franco Ceccuzzi, segretario provinciale del Pd –. La Banca Mps e Antonveneta sono due realtà che hanno grandi potenzialità di sviluppo e che possono integrarsi  al meglio con grande vantaggio per gli azionisti e per la clientela. In passato è stato giusto preservare Banca Mps da pessimi affari in attesa  della vera occasione di crescita, che il presidente Giuseppe Mussari ed il direttore Antonio Vigni oggi hanno saputo cogliere prontamente”.

Per il presidente della Provincia di Siena Fabio Ceccherini il Gruppo Mps si colloca “ai vertici del sistema bancario nazionale pur restando fortemente legata al suo territorio, facendo così giustizia di tanti detrattori e luoghi comuni che sulla ‘senesità’ del Monte si sono espressi in questi anni”. Maurizio Cenni, sindaco di Siena, ha parlato di una “acquisizione che porta la banca nella dimensione ideale, rende concreto il piano di espansione condiviso anche dai sindacati e centra l’obiettivo di un riequilibrio della presenza nel Nord Italia”.

Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha affermato di avere avuto una “impressione positiva, dal punto di vista strategico dell’acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi”.

Per il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan l’acquisizione “va seguita con grande attenzione. E’ ovvio che il giudizio finale verrà dato quando il Monte vorrà rendere noto il suo piano industriale. Antonveneta è ritornata comunque in mani italiane, dopo essere transitata in terra di Spagna a seguito del Banco Santander”.

“Un fatto molto positivo, che testimonia non solo il dinamismo e la solidità della Banca Monte dei Paschi e della Fondazione, ma anche la loro capacità di saper guardare e agire oltre i confini regionali e nazionali – è il commento del presidente della Regione Toscana Claudio Martini –. Esprimiamo grande soddisfazione per un’operazione che si inquadra perfettamente all’interno delle strategie previste nel Piano Industriale di Gruppo 2006-2009, volte a privilegiare il ruolo aggregante dello stesso ed il mantenimento dell’indipendenza strategica”.

La nota dei sindacati Fabi-Fiba-Fisac-Uilca. “Tale operazione consente di concretizzare in maniera effettiva la costituzione di un terzo polo bancario all’interno del panorama domestico, mettendo al riparo la Banca da speculazioni mediatiche e finanziarie”.

Per le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, si tratta di una “buona notizia purché vengano ridotti gli elevati costi dei conti correnti, dei mutui, dei bonifici e dei servizi bancari. Sullo stesso piano il commento del ministro dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani: “questi consolidamenti sono importanti, ma lo sono davvero se le masse critiche si rivolgono alla riduzione dei costi per i clienti e all’internazionalizzazione”.

“Un’operazione che mi fa piacere – ha commentato Guido Crosetto, deputato di Forza Italia e consigliere di Berlusconi in materia bancaria –. Perché una banca italiana riacquista un’altra banca italiana importante per il nostro mercato”.

“L’acquisizione di Antonveneta da parte di Mps è un’occasione di crescita importante per tutto il sistema economico toscano – ha dichiarato di Andrea Manciulli, segretario regionale del Partito Democratico della Toscana -. Le due realtà bancarie coinvolte in questa operazione possono insieme esprimere una grande potenzialità perché sono due soggetti che, sul piano industriale, si possono integrare tra loro creando un vantaggio per gli azionisti e la clientela”.

Per Corrado Faissola, presidente Abi è un’operazione di grandissimo rilievo, sono contento che il sistema italiano delle banche continui a dimostrare dinamicità. L’operazione è stata realizzata in breve tempo e senza clamori come si conviene a dei grandi banchieri”.

Intanto nella prima giornata dopo l’annuncio Mps ha bruciato in una seduta di Borsa un miliardo di capitalizzazione. L’istituto senese ha chiuso con una flessione del 10,56% a 3,73 euro.(Fonte: ANSA).

Da Milano finanza

Monte Paschi sulla tortuosa strada per Antonveneta

di Angelo De Mattia

Per oggi è prevista la riunione a Siena della deputazione amministratrice della Fondazione MontePaschi per deliberare la partecipazione, per l’intera quota di sua spettanza, all’aumento di capitale per 5 miliardi della Banca Monte Paschi (Bmps), la cui assemblea è convocata per il prossimo 6 marzo. Un aumento che fa parte delle misure progettate dall’Istituto per fronteggiare l’esborso di 9 miliardi (che salgono a 10 per le esigenze dei ratios patrimoniali) per perfezionare l’acquisto, dal Santander, di Antonveneta. La Fondazione ha deciso di non diluire la partecipazione complessiva in Bmps, pari al 58% circa, che rappresenta quasi il 90% delle proprie interessenze.

Da L’Unità

Anche stavolta Babbo Monte è riuscito a far contenta tutta Siena Tra i senesi per ora nessuna voce di dissenso. Solo qualche preoccupazione per l’impegno finanziario. Un beneficio la sinergia con il Nordest

di Augusto Mattioli

“Babbo Monte” questa volta, con l’operazione Antonveneta, l’ha fatta davvero grossa. A Siena dove sulle vicende della banca ( un “babbo” appunto) i senesi sono sempre molto attenti,spesso polemizzano e si dividono, questa volta sembra non ci siano contrasti sull’ operazione per l’acquisto di Antonveneta. Un blitz inaspettato.In una città dove tutti sanno tutto e nessuno riesce a mantenere un segreto l’annuncio della banca ha spiazzato anche i più attenti. Per questo il presidente Giuseppe Mussari si è guadagnato sul campo la considerazione anche di chi politicamente è lontano dalla maggioranza di centro sinistra che governa la città. Perfino esponenti, senesi è da sottolineare, di Forza italia hanno plaudito all’operazione Antonveneta. Perché sul Monte dei Paschi non si può scherzare. «La banca è nostra e guai a chi ce la tocca» pensano e dicono in tanti parlando della questione anche durante lo struscio quotidiano nel centro storico. E non si tratta solo di affetto o della cosiddetta “senesità” concetto tanto in voga nel centro destra, ma di qualcosa di più concreto. Dal Monte dei Paschi Siena ha ed ha avuto molto. In passato posti di lavoro, oggi meno facili da ottenere, da sempre le consistenti somme che arrivano alla fondazione Mps grazie agli utili della Banca , che vengono distribuiti dalla stessa fondazione sulla base di progetti presentati ogni anno. Proprio venerdì prossimo saranno resi noti dalla fondazione gli elenchi dei progetti meritevoli di finanziamento sugli utili del 2006.La richiesta complessiva è stata addirittura di oltre 689 milioni contro una disponibilità di 130 milioni. Di qui si capisce il motivo della grande attenzione che Siena ha per la sua banca. E si capisce l’attenzione che c’è stata in tutti gli ambienti politici, sindacali, economici, dell’associazionismo per l’operazione Antonveneta. «Un’operazione che doveva essere fatta per evitare che il Monte si riducesse ad essere solo una banca centromeridionale e non come ora una banca nazionale» è il ragionamento più frequente. «La politica plaude al risultato che per Siena apre scenari nuovi. Anche se c’è qualche accenno di prudenza come fa Fiorino Iantorno, consigliere comunale di Rifondazione che parla di «un prezzo altino». Ma per Simone Bezzini, già segretario provinciale dei diesse e componente dell’assemblea regionale del Pd «si apre ad una prospettiva di governance e di operatività che dovrà misurarsi con orizzonti sempre più vasti, senza perdere le proprie peculiarità e il proprio legame con Siena». Le stesse liste civiche, nate come opposizione all’attuale maggioranza di centro sinistra che guida il consiglio comunale non danno un giudizio negativo. Così come soddisfatto è il mondo della piccola imprenditoria, particolarmente diffusa nel senese. «Siamo assolutamente fiduciosi – sostiene Gianni Castagnini direttore della Cna – che questa operazione si trasformerà in un valore aggiunto per le aziende, diminuendo virtualmente la distanza con il Nordest del nostro paese, aprendo sinergie fondamentali con una delle parti più vitali dal punto di vista imprenditoriale d’Italia».

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