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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Augusti pensieri palieschi

La mossa, il mossiere e le tutele

Foto di Andrea Bargi

di Augusto Mattioli

SIENA. La mossa del palio?  Tutto sommato, il mossiere  Fabio Magni non se l’è cavata male, visto il rodeo  tra i due canapi  tra Pantera e Aquila con la prima a caccia della seconda. Un atteggiamento  nell’ambito  della tradizione paliesca anche se magari qualche  osservazione del mossiere nei confronti della Pantera ci poteva stare.

Ma sulla questione mossa qualcosa da dire c’è.  Da qualche tempo si va alla ricerca del perfetto allineamento, indipendentemente dal posto assegnato dal sorteggio.. Il fatto è che i dirigenti delle contrade vogliono essere salvaguardati al massimo in partenza. E allora il mossiere dà buona la mossa quando ritiene l’allineamento quasi perfetto tutelando magari la contrada che ha un problema con il cavallo che magari rifiuta  il canape.  Visto che chi scrive ha ricordi lontani,  è accaduto non di rado che un fantino che aveva un cavallo rigirato non sia partito e che la mossa sia stata ritenuta del tutto valida.  Con i criteri di  oggi quando Beppe Gentili nell’Oca nel palio di agosto del 1961 aveva il cavallo rigirato mentre la Torre di rincorsa entrò e andò a vincere,  la mossa forse non sarebbe stata ritenuta valida. E la storia forse sarebbe stata diversa.

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