Una banca troppo grande per la piccola Siena
di Augusto Mattioli
SIENA. Qualche anno fa, ad un convegno all’Università sentimmo un giornalista economico nazionale sostenere – in sostanza – che la piccola Siena non si poteva permettere di gestire una grande banca come Mps divenuta spa. In fondo non aveva tutti i torti, visto come è andata con l’operazione Antonveneta.
Mps era fatta da persone o gruppi che in effetti per stare nel vero mondo finanziario non avevano la cultura e neanche il pelo sillo stomaco degli uomini abituati a gestire grandi masse di denaro.
Mps oramai il rapporto con la città nei fatti lo ha perso da tempo, nonostante formalmente esista la direzione generale con la relativa occupazione.
A quel giornalista mi sarebbe piaciuto rispondere che, se Mps era diventato una banca alla quale il governo in passato chiedeva di salvare altre banche in crisi, lo si doveva a quegli amministratori senesi che, in caso di utile di un miliardo (era il tempo in un cui Mps non era spa), destinavano la maggior parte a riserva e il resto al territorio.




