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Augusti pensieri

La proposta del Mangia d'oro a Lovaglio allontana Alessandro Rossi e Mauro Lusini

di Augusto Mattioli

SIENA. L’eventuale assegnazione del Mangia d’oro a Luigi Lovaglio ad e di Mps, proposta dal rettore dell’Università di Siena Roberto Di Pietra potrebbe fare contenti i suoi concittadini di Potenza e tutti coloro che,  in varie sedi, hanno apprezzato le sue doti emerse nella sua carriera di manager nel settore. E magari piacerà anche a quei senesi usi a compiacerlo nella speranza di poter ottenere una maggiore attenzione della banca per il territorio senese, come accadeva quando il Monte era davvero di  Siena. Il riconoscimento potrebbe far sperare che la direzione generale possa restare ufficialmente ancora in piazza Salimbeni con annessi posti di lavoro che certo fanno comodo alla città.

Quindi sembra che non ci sia corsa per altri candidati al Mangia d’oro, che viene assegnato a chi ha contribuito a valorizzare la città in vari ambiti. Certo Lovaglio ha sollevato dalla crisi la banca, ma ha fatto il suo lavoro e contemporaneamente il suo interesse, nel momento in cui alcuni lo volevano far scendere dalla sua poltrona di amministratore con una battaglia senza esclusione di colpi tra i vari gruppi del cda interessati alla gestione della banca.

I senesi Alessandro Rossi, giornalista di livello nazionale candidato dalla contrada dell’Onda, e Mauro Lusini, musicista importante, notissimo per la canzone “C’era un ragazzo…”, l’inno della generazione dei giovani contro la guerra del Vietnam,  sono persone che hanno dato molto alla città, ma di fronte ad un Lovaglio sulla cresta dell’onda se ne dovranno stare in panchina, aspettando il loro turno.

Intanto il 15 maggio il Concistoro dovrà prendere una decisione. Sperando che dalla Procura di Milano arrivino buone notizie…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
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