La capogruppo di "Siena in tutti i sensi NFS" interviene sul tema con nuove proposte
SIENA. Da Silvia Armini, consigliere comunale e capogruppo di ‘Siena in tutti i sensi NFS’, riceviamo e pubblichiamo.
“Fare il consigliere comunale, amministrare la cosa pubblica, significa guardare in faccia la realtà, affrontarla e prendersi le proprie responsabilità. E oggi la realtà, per noi senesi, è sotto gli occhi di tutti: i nostri quartieri, le frazioni e i borghi si stanno svuotando, stanno perdendo la loro vita.
Un tempo c’era una rete che ci proteggeva e ci teneva uniti. Il bottegaio sotto casa, l’edicolante, il piccolo ufficio postale o lo sportello della banca non offrivano solo un servizio comodo: erano il cuore battente del quartiere. Erano il posto dove ci si fermava a fare due chiacchiere, dove gli anziani e le persone più sole trovavano sempre un sorriso o un aiuto informale. Poi è arrivato il consumo di massa a cambiare tutto, presentandoci un conto a mio avviso salatissimo. Certo, i centri commerciali e le spese online offrono prezzi bassi, ampia scelta, servizi standardizzati, comodità e soprattutto fanno risparmiare tempo. Ma cosa abbiamo perso? Oggi le relazioni si sono ridotte a un saluto frettoloso tra i corridoi della grande distribuzione mentre ci si sbriga per non intralciare chi ha fretta. Molti piccoli negozi hanno dovuto chiudere i battenti, lasciando le strade al buio e deserte.
La scomparsa dei negozi di vicinato alimenta il processo che voglio definire “condanna all’isolamento sociale”. Ovviamente non possiamo fermare il progresso né tornare indietro nel tempo ma possiamo fare qualcosa di concreto per aiutare i piccoli negozi a resistere e magari riaprire.
La proposta è semplice: così come l’Unione Europea ha creato le ZES (Zone Economiche Speciali) per attrarre grandi investimenti nelle aree svantaggiate, l’Italia dovrebbe introdurre le Zone Economiche Speciali di Prossimità, come spiega una iniziativa promossa da Confesercenti con l’iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei sevizi di prossimità”.
L’idea è quella di salvare i negozi di quartiere e al contempo i servizi essenziali, offrendo tasse ridotte per chi decide di investire nel piccolo commercio di prodotto locali e italiani, semplificazione della burocrazia e un fondo dedicato alla rigenerazione urbana per riportare la vita nei quartieri e nelle frazioni in difficoltà
I piccoli negozi sono una parte fondamentale della nostra vita sociale. Restituire ossigeno al commercio di vicinato significa restituire un futuro e un’anima alla nostra comunità, alla nostra Siena”.




