SIENA. Il progetto RinnovAmbiente delle Provincie di Siena e Grosseto prende il via da un seminario, proposto ieri (11 marzo), sulla governance politica del progetto stesso. Come riferisce la relatrice Loredana Torsello, le esperienze formative fatte in giro per l’Europa dal team del Comitato di Pilotaggio del Progetto deducono che ci deve essere una unità di intenti politica tra i vari enti legislatori sulla materia per perseguire coerentemente lo stesso percorso. In effetti il seminario è proposto particolarmente ad “amministratori, dirigenti, funzionari e tecnici degli enti locali”. Da che si deduce che, se la minoranza politica non invitata e non presente dovesse un giorno andare al governo di un qualsiasi ente locale, tutto si dovrebbe rimettere in discussione, visto che è tenuta all’oscuro degli intendimenti delle due giunte provinciali patrocinanti.
Tra i partecipanti al seminario, si sono levate diverse voci che hanno posto il problema dell’inadeguatezza dei piani e regolamenti urbanistici dei comuni. “Non governano i fenomeni, per cui non ci sono incentivi di alcun genere che spingano i costruttori edili a edificare case in classe A, garantendo reale risparmio energetico e proponendo fonti di energia alternative e rinnovabili a quelle esistenti” ha ricordato Alessandro Vigni. Cioè lasciano il problema all’acquirente quando si potrebbe risolvere alla radice, all’atto della progettazione degli edifici. Non ci sono nemmeno i fondi per la formazione dei tecnici comunali a spingere i politici a porre attenzione alla cosa. Tutto ciò si riflette nella insufficiente normativa nazionale, che non spinge alcun proprietario di casa a fare miglioramenti sul piano del ris parmio energetico, tant’è che le agenzie immobiliari spingono i propri clienti a dichiarare dli appartamenti in vendita in classe G, visto che non danno luogo ad alcun deprezzamento del valore del bene.
Si vorrebbe spingere la sensibilizzazione della popolazione, ma la recentissima legge del governo Berlusconi che ammazza gli incentivi alle rinnovabili sta di fatto fermando tutto il ciclo virtuoso e ha costretto gli istituti bancari a congelare tutte le forme di finanziamento sviluppate fino ad oggi, perché viene a mancare la certezza del recupero dell’investimento. In tutto questo il sindaco di Monteriggioni Valentini arriva a proporre di realizzare a Siena un impianto di trattamento rifiuti speciali che permetterebbe alle amministrazioni locali un risparmio di 6/8 milioni di euro l’anno, addirittura si propone un impianto che potrebbe lavorare anche rifiuti speciali provenienti da altre province. Viste le cave abbandonate, non ci sarebbero problemi di spazi.
Non deve venire perciò elusa la problematica riguardante il paesaggio della nostra provincia, che ha ben 4 siti Unesco riconosciuti, come ricordato dall’architetto Luca Giannini. Si dovrebbe puntare più che a costruire al recupero del costruito in chiave di risparmio energetico, un po’ come si fa con gli elettrodomestici in classe “A” a cui la gente si è dimostrata sensibile, e a cambiare certe nostre abitudini negative sullo spreco di energia. Non è facile, come ha detto l’assessore all’ambiente della provincia Gabriele Berni, stante la mancanza di un modello formativo legislativo, ma gli sforzi di RinnovAmbiente vogliono andare nella direzione della realizzazione della compatibilità ambientale e lo sviluppo delle energi rinnovabili.