PIANCASTAGNAIO. Di seguito le considerazioni del sindaco Franco Capocchi.
“In riferimento all’accordo raggiunto al Tavolo di Salvaguardia della Regione Toscana per lo stabilimento Cesar Spa (Acqua & Sapone) di Piancastagnaio — un piano di reindustrializzazione che tutela tutti i lavoratori in forza e prevede l’immediato assorbimento di diciotto dipendenti da parte di Adrilog Società Cooperativa Benefit — sento il dovere, prima ancora che il desiderio, di condividere alcune riflessioni.
Provo anzitutto un dispiacere sincero, perché chiude un’azienda storica di Piancastagnaio, che per molti anni è stata un punto di riferimento per il nostro territorio e ha dato lavoro a tanti nostri concittadini. Cesar contava cinquantasei addetti; con la conclusione della vertenza il nuovo progetto ripartirà con diciotto lavoratori. Sarebbe disonesto non riconoscere in questo la perdita di trentotto posti di lavoro, e sarebbe disonesto non ammettere che essa lascia amarezza. Lo dico con chiarezza, perché a un’amministrazione si chiede anche di guardare in faccia i numeri. E tuttavia, avendo preso parte personalmente a tutte le numerose riunioni di questi mesi, dico con altrettanta franchezza di essere profondamente soddisfatto del risultato. Occorre ricordare da dove siamo partiti: il punto di partenza era la chiusura definitiva del sito produttivo, senza alternative. È grazie all’impegno e alla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti che una vertenza apparentemente senza sbocco si è trasformata in un progetto concreto di reindustrializzazione immediata. La mia soddisfazione, però, non nasce soltanto dai diciotto posti garantiti: nasce soprattutto dal metodo con cui vi siamo arrivati. Fin dal primo incontro abbiamo parlato di una cosa sola — reindustrializzazione — spiazzando un’azienda inizialmente decisa a chiudere e convincendola a restare al tavolo per costruire insieme una soluzione. È questo, a mio avviso, il vero risultato. Raramente si assiste a una collaborazione così effettiva tra un’impresa che decide di cessare l’attività, la Regione Toscana, gli enti locali, le organizzazioni sindacali e i lavoratori: ciascuno ha portato il proprio contributo con responsabilità e senso delle istituzioni. Rivolgo un ringraziamento particolare al consigliere regionale Valerio Fabiani che, insieme al suo staff, ha guidato con equilibrio ogni fase della trattativa, smussando le divergenze e facendo valere il ruolo della Regione nei passaggi più delicati. In più di un’occasione il suo intervento è stato determinante per tenere aperto il confronto e giungere all’intesa finale.
Ma i veri protagonisti di questa vicenda sono stati i lavoratori. Hanno dato prova di dignità, determinazione e senso di responsabilità: fermi quando le circostanze lo richiedevano, come nella riunione di Piancastagnaio, e insieme pazienti e fiduciosi lungo tutto il percorso. Non chiedevano ammortizzatori sociali; chiedevano di poter continuare a lavorare. Ogni volta che arrivavamo a Firenze per gli incontri in Regione li trovavamo già lì, numerosi, davanti alla sede, e lì li ritrovavamo dopo ore di confronto. Quella presenza costante, fatta di rispetto e di fermezza, è stata uno sprone per tutti noi – per me, per il consigliere regionale, per gli enti locali, per i sindacati e per la stessa azienda – e ha contribuito in modo decisivo a far sì che nessuno smettesse di cercare una soluzione. A loro va il mio grazie, ancora una volta, per un esempio di serietà e di attaccamento al lavoro che merita di essere ricordato.
La mia soddisfazione più grande resta quella di aver fatto parte di questo gruppo di lavoro e di aver offerto il mio contributo quando mi è stato chiesto. Insieme, senza protagonismi e con un unico obiettivo, abbiamo costruito un progetto di reindustrializzazione che potrà valere da modello anche per altre situazioni analoghe — con l’augurio, sincero, che casi come questo siano sempre più rari”.




