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Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto
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Turismo: nasce la DMO Visit Chianciano Terme

Il Consiglio Comunale ha approvato l'atto di nascita della Fondazione di partecipazione

CHIANCIANO TERME. Il Consiglio Comunale ha approvato all’unanimità l’atto che sancisce la nascita della Fondazione di partecipazione “VISIT CHIANCIANO TERME D.M.O.” (Destination Management Organization). Non si tratta di un semplice adempimento burocratico, ma di una scelta strategica e d’indirizzo economico fondamentale per dotarsi di uno strumento in grado di invertire il progressivo indebolimento dell’attrattività turistica registrato negli ultimi anni.

Di fronte a un mercato globale profondamente mutato, dove il turismo si è evoluto dalla vendita di singoli servizi alla ricerca di esperienze, emozioni e identità, il Comune di Chianciano Terme risponde con uno strumento operativo concreto per fare sistema.

“Oggi non abbiamo votato un semplice atto amministrativo, abbiamo scelto di costruire il futuro di Chianciano Terme – ha detto la Sindaca Grazia Torelli. – Chianciano Terme ha risorse straordinarie: le terme, la storia etrusca, il paesaggio, gli impianti sportivi. Ma le risorse da sole non bastano; servivano una regia unica e uno strumento snello e manageriale. Con la DMO uniamo la forza dell’indirizzo pubblico alla flessibilità e alle competenze del settore privato. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per tornare a essere protagonisti del turismo europeo del benessere contemporaneo. È il momento di agire con responsabilità, visione e coraggio”.

Un nuovo modello di Governance: la sinergia Pubblico-Privato. La nuova DMO, basata sul modello giuridico della Fondazione di partecipazione (ente di diritto privato senza fini di lucro), vede come socio fondatore il Comune di Chianciano Terme, affiancato stabilmente da imprese, hotel, terme, ristoranti e guide in qualità di soci partecipanti. Il Comune detiene la titolarità degli indirizzi strategici, mentre il Sindaco assumerà la carica di Presidente della Fondazione. Per il funzionamento e lo stanziamento iniziale, l’Amministrazione Comunale ha fissato un fondo di dotazione di 30.000 euro e una quota di gestione annuale, per il primo anno, pari a 100.000 euro.

 Operando in perfetta sussidiarietà con l’Ambito Turistico Valdichiana Senese e Toscana Promozione Turistica (responsabili del macro-marketing), la DMO Chianciano Terme agirà come vero e proprio “braccio operativo locale” e “fabbrica del prodotto”, concentrandosi sul coordinamento degli operatori, sullo sviluppo dei servizi cittadini, sulla gestione degli eventi e sul controllo degli standard qualitativi.

 La visione strategica e il nuovo posizionamento. La visione strategica per il periodo 2026-2030 punta a fare di Chianciano una destinazione capace di unire salute, relax, natura e cultura, riassunta nel nuovo payoff ufficiale: “Chianciano Terme: benessere autentico nel cuore della Toscana”. Il Piano d’Indirizzo strategico prevede cinque pilastri fondamentali. Benessere Olistico (Wellbeing): Evolvere il termalismo tradizionale verso un wellness moderno, attrattivo per coppie, senior evoluti e turismo medicale. Turismo Lento & Outdoor: Integrare la mobilità dolce e la rete naturalistica cittadina con la vicina Val d’Orcia. Cultura & Identità: Valorizzare il patrimonio archeologico (a partire dal Museo Civico Archeologico) e connetterlo all’enogastronomia locale. Destagionalizzazione: Ottimizzare e fare upselling sui flussi esistenti dello Sport e del M.I.C.E. (congressi), trasformando le presenze “imposte” in turismo individuale e duraturo nei mesi di spalla. Digitalizzazione: Creare un ecosistema digitale integrato per lo storytelling e il monitoraggio dei dati turistici.

 Stop al dumping. Club di prodotto e disciplinari di qualità. Tra le prime azioni operative previste dal cronoprogramma 2026 figurano la creazione di reti interne (come “Chianciano Bike” e “Chianciano Wellness”) e la definizione di patti di qualità e prezzi minimi raccomandati. L’obiettivo politico ed economico è chiaro: invertire la rotta rispetto alla frammentazione promozionale e alla “politica dei prezzi bassi” (dumping) che negli ultimi anni ha impoverito le imprese locali e deteriorato il brand.

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