ULIGNANO (San Gimignano). Recuperto senza vita il corpo della ventenne che si trovava ancora sotto le macerie dopo il crollo della palazzina di Ulignano.
Un tragico epilogo, avvenuto alle 16,30 circa, che ha spezzato le speranze di poter estrarre in vita tutte le vittime del crollo.
Dopo che i soccorritori per ore avevano cercato scavando con le mani, con l'ausilio di due squadre cinofile venute da Livorno e Pisa, e dopo vani tentativi di contattare il cellulare della ragazza che risultava spento, la dura realtà di non avercela fatta.
Un tragico epilogo, avvenuto alle 16,30 circa, che ha spezzato le speranze di poter estrarre in vita tutte le vittime del crollo.
Dopo che i soccorritori per ore avevano cercato scavando con le mani, con l'ausilio di due squadre cinofile venute da Livorno e Pisa, e dopo vani tentativi di contattare il cellulare della ragazza che risultava spento, la dura realtà di non avercela fatta.
L'arrivo del padre delle due ragazze – dentista con studio a Firenze – che ha seguito passo passo le operazioni di ricerca, ha reso più drammatica la scena a coloro che si trovavano ad attendere con ansia il momento dell'estrazione della ragazza dalle macerie.
Durante il briefing tenuto dal comandante dei vigili del fuoco, ingegner Foderà, è stato annunciato che è stata aperta un'inchiesta per stabilire le cause del crollo della palazzina.
Pare che proprio la diciassettenne abbia riferito di aver sentito la madre e la sorella parlare di forte odore di gas nell'aria poco prima del cedimento della struttura. Una testimonianza che avvalorerebbe l'iniziale sospetto dei soccorritori e delle forze dell'ordine accorse sul posto di una fuga di gas.




