Leaderboards
Direttore responsabile Raffaella Zelia Ruscitto

Su “Gaiole in Chianti Storico” si esprimerà la popolazione

GAIOLE IN CHIANTI (a. p.) Occorre riattizzare le braci della memoria, altrimenti, nel particolare periodo che stiamo vivendo, si fa celeri a derubricare la questione come fuori tempo e fuori contesto.
Era il 2018 quando naufragò l’idea di unificare i comuni del Chianti (Radda, Gaiole, Castellina) in un’unica entità amministrativa, che
ricalcasse i confini storici e geografici di ciò che il Chianti realmente è stato.
Immediatamente, per marcare la connotazione storica da un idronimo o toponimo che è finito per straboccare a corredo di quasi ogni 
angolo della Toscana, iniziò una raccolta firme per portare all’ordine del giorno della Regione un’istanza che comprendesse la definizione di “Gaiole in Chianti Storico”.
I tempi burocratici, le vicissitudini quotidiane, la speranza di veder naufragare alle elezioni la serie di amministratori che subito sposarono la causa, hanno portato a valutare in questi giorni l’istanza.
Riuscire a far capire a un inglese, un milanese, un tedesco, un russo o un australiano cosa sia e dove sia il Chianti diventa affar serio,
perchè ognuno di loro o non sa niente, se non che sia un vino italiano, o ciascuno ha una sua Macondo particolare sparsa per la Toscana, convintamente data e servita per territorio Chianti. Già all’inizio degli anni ’60, con la fondazione della Cooperativa vinicola denominata “Chianti Geografico” con gli stemmi araldici dei  comuni come marchio, sembrava una rivendicazione o un’ultima trincea a ciò che si era già sfilacciato.
Di fatto, per tornare alla questione, sull’istanza di “Gaiole in Chianti Storico” sarà chiamata a pronunciarsi la popolazione del comune
attraverso un referendum consultivo e, quando le persone vengono chiamate a pronunciarsi ed esprimere il proprio parere, è sempre un gran esercizio di democrazia.

 
[banner_mobile]